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In carcere un suicidio ogni 7 giorni: questi i dati del Ministero di Giustizia

L'ingresso carcere Miogni di Varese

L’ingresso carcere Miogni di Varese

VARESE, 27 novembre 2016- Nelle carceri italiane c’è un suicidio ogni 7 giorni. Lo dicono i dati del ministero della giustizia. Ma se si contano anche le morti meno chiare, comunque legate al disagio della detenzione, si arriva a un numero ancora più alto. Un calo si segnala in seguito alla riduzione del sovraffollamento. L’istituto dove ce ne sono stati di più è Poggioreale. 

Della situazione carceraria invivibile nonostante qualche buona iniziativa messa in atto dallo Stato negli ultimi anni, ne aveva parlato proprio ieri l’ex magistrato Gian Carlo Caselli –ospite a un incontro pubblico a Varese- che in passato ha ricoperto pure il ruolo di direttore generale carceri-

Pochi dati mettono il luce il disagio nelle carceri come quello dei suicidi, un dramma che coinvolge sia i detenuti che gli agenti di custodia. Su questi ultimi non esiste una statistica ufficiale, ma fonti sindacali parlano di almeno 100 suicidi dal 2000 ad oggi.

Il ministero della giustizia pubblica annualmente il dato dei suicidi avvenuti tra i carcerati dal 1992. Oltre al governo, anche l’associazione per i diritti dei detenuti Ristretti orizzonti tiene traccia di questa statistica, presentando un dato che, per alcuni anni, è addirittura superiore a quello ufficiale.

In base ai dati del ministero, dal 1992 in media si è suicidato un detenuto alla settimana . Entrambe le fonti segnano comunque una riduzione successiva al contenimento del sovraffollamento.

La statistica riportata da Ristretti orizzonti nel suo dossier “Morire di carcere” non vuole sostituirsi quella ufficiale, né smentirla. L’intenzione è semmai quella di raccogliere maggiori informazioni sul profilo di chi si suicida in carcere; accanto ai suicidi accertati, comprende anche le morti meno chiare, comunque legate al disagio della detenzione.

Caselli ieri a Varese

Caselli ieri a Varese

Proprio questi dati ci permettono alcune considerazioni ulteriori sui detenuti che si uccidono nelle carceri italiane. Dal 2009 al 31 agosto 2016, le “morti di carcere” registrate dall’associazione sono state 423.

Si tratta di persone in larga parte comprese tra i 25 e i 44 anni di età, anche se l’incidenza è alta anche tra i giovanissimi (20-24 anni) e attorno ai 50 anni. Il metodo di uccisione più frequente è nel 77% dei casi l’impiccamento, seguito dall’asfissia con il gas (64 casi), l’avvelenamento (20) e il soffocamento (6).

Nella triste classifica degli istituti penitenziari con più suicidi dal 2009, al primo posto Napoli Poggioreale (19 casi), seguito da Firenze Sollicciano (17) e Rebibbia a Roma (14). (fonte Openpolis.it)

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Posted by on 27 novembre 2016. Filed under Cronaca,PROVINCIA,Sociale,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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