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Legambiente denuncia: “Il collegamento T2 di Malpensa è costato 115 milioni di euro con un ritardo di 10 anni”

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Il presidente Maroni all'inaugurazione

Il presidente Maroni all’inaugurazione

SOMMA LOMBARDO, MALPENSA, 6 dicembre 2016- Taglio del nastro per il collegamento ferroviario tra terminal di Malpensa, che sarà operativo dall’11 dicembre, giorno dell’entrata in vigore dell’orario invernale. Un’opera costata 115 milioni (45 milioni dal Ministero Infrastrutture e Trasporti, 31 milioni da Regione Lombardia, 23 milioni da contributi Ue, 16 milioni da Sea). Una spesa al chilometro di 31,9 milioni di euro per i 3,6 totali: tre volte quella per l’Alta velocità in Francia.

L’opera, pronta quando l’aeroporto registra una contrazione di 6 milioni di passeggeri in 10 anni, è oltretutto a pagamento per i viaggiatori. Legambiente considera sbagliata, infatti, la decisione di far pagare lo spostamento in treno tra i due terminal dell’aeroporto, a maggior ragione perché non sostituirà l’attuale servizio di bus navetta gratuito, che effettua anche fermate intermedie. “In molti grandi aeroporti il collegamento è gratuito: a Parigi, New York, Londra, per esempio. Malpensa è sempre più un aeroporto low cost, sul quale gravita un’utenza sempre più cheap, che ha a disposizione l’attuale transfer gratis di bus navette – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente LombardiaI viaggiatori saranno disposti a pagare il nuovo servizio?”

A Malpensa, tra l’altro, il nuovo collegamento ha avuto l’effetto anche di far lievitare di un euro il costo del Malpensa Express da e per Milano. Ogni giorno partono per l’aeroporto 130 treni al giorno al costo di 13 euro e in aggiunta ci sono tre aziende private di bus che offrono 280 collegamenti al giorno a 8 euro: se si sommano i treni ai bus, si scopre che a Malpensa sono di più i trasporti a terra che gli aerei, circa 380 al giorno lo scorso ottobre. “I numeri ci dicono anche che ci sono più treni del 2007, quando Malpensa aveva 24 e non 18 milioni di passeggeri. Ci stupiamo del fatto che, a fronte di una domanda in contrazione, ci sia un’offerta così ampia di collegamenti. Non sarebbe più sensato equiparare i costi del trasporto ferroviario a quello su gomma, per incentivare l’uso del treno?” conclude Balotta.

Legambiente si dice molto perplessa anche nei confronti del progetto, ancora in fase programmazione, di collegamento ferroviario tra il Terminal 2 e la stazione di Gallarate, soprattutto per le problematiche ambientali. “Si tratta di un’opera imposta, senza nessuna valutazione d’impatto ambientale e senza alcun coinvolgimento dei cittadini – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia Nel progetto non sono stati stimati i danni ambientali per il territorio, in particolare sull’asse del Sempione, dove si registrerà un’ingente perdita di habitat naturale e forti disagi viabilistici in una zona densamente urbanizzata. Pur sostenendo con convinzione l’importanza del trasporto su ferro, in questo caso chiediamo sia fatta una precisa analisi dei costi e benefici, per valutare se l’opera sia davvero necessaria all’utenza o non sia solo un’operazione spinta da interessi economici”.

 Il costo stimato è di 250 milioni di euro, per una manciata di chilometri dal forte impatto sul territorio, la cui copertura è già assicurata già dalla bretella di Busto Arsizio. Il tutto potrebbe tradursi in un nuovo sperpero di denaro pubblico, dopo quello effettuato per il collegamento tra il T1 e il T2: spese folli che hanno richiamato l’interesse della Procura e fatto avviare dalla Guardia di Finanza un’inchiesta, tuttora aperta. Particolarmente devastante sarà poi l’impatto nella fase di cantiere che, come è facile prevedere, durerà anni, lasciandosi alle spalle un degrado territoriale difficilmente rimediabile.

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Posted by on 6 dicembre 2016. Filed under Cronaca,PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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