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Paris (Pd): “Per uscire dalla crisi i Comuni della provincia devono dialogare condividendo progetti”

Luca Paris

VARESE, 3 gennaio 2017- E’ di questi giorni la notizia che i dati economici 2016 in  provincia di Varese, in particolare quelli relativi all’ export, siano decisamente negativi. Nel terzo trimestre dell’anno siamo al risultato peggiore a livello regionale, secondo i dati elaborati da UnionCamere Lombardia.  E’ del tutto evidente che occorre cercare strumenti in grado di invertire tendenze come questa.

I nostri enti locali, in particolare, dovrebbero porsi il problema di come mettersi alla guida di processi  virtuosi per incrementare il livello di competitività dei propri territori.
Fermo restando che il primo obiettivo di ogni istituzione locale deve essere quello di soddisfare al meglio le richieste di cittadini e imprese, ci possiamo domandare quali siano le maggiori difficoltà nel garantire, da parte degli enti della nostra provincia, servizi di qualità. E qualche dato ci può far riflettere: il 33,8% dei 139 comuni della provincia ha una popolazione inferiore ai 2.000 abitanti; il 64% dei comuni é sotto i 5.000 abitanti, poco meno di due comuni su tre. I piccoli e piccolissimi comuni, lo sappiamo, hanno oggi grandissimi problemi nella disponibilità di risorse economiche ed umane, con inevitabili effetti di perdita di competitività di interi sistemi territoriali, che spesso non coincidono con i confini amministrativi tradizionali.
Gli amministratori locali si stanno rendendo giustamente conto di come occorra cominciare a parlare un linguaggio diverso all’interno di sistemi omogenei, fatto di cooperazione, di dialogo e condivisione di progetti ed obiettivi comuni, prima di tutto quello del rilancio del proprio territorio. Ed é in questo senso che, in data 20 dicembre, ho depositato presso il Consiglio provinciale una mozione che propone l’ immediato avvio dell’iter per l’ istituzione delle zone omogenee.
Si tratta di aree di ambito territoriale più ristretto rispetto a quello provinciale, caratterizzate da maggiore omogeneità, appunto, dal punto di vista economico, produttivo e sociale.
Tali realtà possono costituire una nuova formula attraverso la quale stabilizzare forme di cooperazione intercomunale, finalizzate al raccordo delle politiche di governo dello sviluppo eco-sostenibile del territorio, di sostegno alla crescita, di tutela dell’identità e di promozione di una porzione del territorio provinciale, coinvolgendo piccoli e grandi comuni nell’ambito di riferimento. Tutto questo senza privare gli enti locali degli strumenti per lo sviluppo delle gestioni associate (per esempio, la gestione di servizi in convenzione, le unioni o fusioni tra i comuni) ma, anzi, concorrendo a definire un perimetro coerente all’interno del quale sviluppare l’associazionismo tra comuni.
 Luca Paris
Consigliere Provinciale
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