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Riflessioni: “Difendiamo Israele!”

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VARESE, 9 gennaio 2017- Ostinatamente sono rimasta silenziosa per mesi di fronte allo scempio che il terrorismo islamico sta compiendo ovunque, particolarmente in Israele. Sono rimasta concentrata sulla mia intenzione di dire il mio dolore e la mia rabbia attraverso il linguaggio della vita. Ho iniziato a correre ed ho dato vita, insieme a mio marito, al progetto “Run against terrorism” perché credo che sia necessario attraverso un’azione concreta, un impegno quotidiano, come quello che ci viene richiesto per preparare una maratona da zero, dire il nostro no al terrorismo. Ciò non di meno lungo questi mesi, correndo, ho scaricato a terra e nell’aria molta rabbia accumulata per tutto ciò che nel frattempo è accaduto. Si sono succeduti e continuano a succedersi attentati terroristici in tutto il mondo e parallelamente onu e presidente uscente (per fortuna!) degli USA non hanno trovato niente di meglio da fare che continuare a condannare Israele. Nel frattempo i governi europei, gran parte dei politici a vari livelli, continuano ad avere un atteggiamento di inutile e sciocca sudditanza nei confronti dell’islam.

Oggi a Gerusalemme, lungo una strada che ho percorso moltissime volte, un tir ha investito e rinvestito un gruppo di ragazze e ragazzi che, appena scesi dal pullman, si stavano apprestando a compiere una passeggiata. Erano militari, certo, come lo sono quasi tutti i cittadini Israeliani tra i 18 ed i 21 anni, il terrorista voleva colpire dei militari? Non lo so e francamente trovo sia molto poco importante, il terrorista, come sempre i terroristi palestinesi, che sono identici a quelli del IS piuttosto che di al quaeda, piuttosto che di tutte le altre bande, non hanno come obbiettivo i militari, hanno come obbiettivo gli israeliani, gli ebrei ovunque si trovino, i cristiani che non mostrano di sottomettersi a loro… Il terrorista è stato annientato, in Israele è più facile che ci sia una reazione pronta da parte di chi assiste ad un attentato, in europa non c’è la stessa prontezza, quindi nella maggior parte dei casi i terroristi riescono a scappare. Purtroppo il fatto che questo terrorista in particolare, come anche altri, sia stato anniento non mi rassicura, si tratta di un male necessario. Tu attacchi me per uccidermi, se sono sana, ho un naturale istinto di sopravvivenza cerco di fermarti e se non ti fermi prima d’essere uccisa ti uccido. Non è bello, non mi piace, non so neppure se, in caso di effettiva necessità riuscirei ad avere la lucidità e la determinazione che razionalmente sento di avere. Sono certa che ogni persona che si è trovata in quella situazione ed ha ucciso si porta dentro per tutta la vita qualcosa di terribile, qualcosa che chi non ci si è mai trovato non può capire. Questo accade a chiunque sia stato educato al rispetto per la vita, come lo siamo noi. Non accade a chi è stato educato alla morte, non accade in quei contesti in cui, fin da bambini si viene addestrati a pensare che sia legittimo non solo uccidere ma anche morire in funzione di, non so bene, loro dicono allah, e dicono sia il loro Dio, io non so come si possa pensare una cosa del genere e quindi continua a rifiutarmi di capire.

Ciò che però capisco bene e altrettanto bene voglio denunciare è la complicità di tutti quelli che hanno votato a favore delle risoluzioni onu contro Israele, tutti quelli che stanno cercando di cancellare l’identità ebraica attraverso la diffusione di falsi storici, ma anche tutti quelli che organizzano mostre per i cosidetti palestinesi in giro per l’italia e per l’europa, quelli che boicottano come il bds, quelli che sostengono il bds, quelli che organizzano convegni per sostenere le menzogne dalle quali l’odio e l’ignoranza dei terroristi traggono nutrimento e spinta per compiere gli attentati. Io trovo inaccettabile che si consideri anche solo vagamente presentabile un presidente come obama che ha fatto del sostegno all’islam e della demonizzazione d’Israele la sua più grande missione, tanto da perseguirla con le unghie e con i denti perfino nel corso degli ultimi giorni del suo mandato. Ciò che mi fa schifo sono le persone che fanno finta di niente, che non urlano di fronte alle pretese degli islamici in europa. Quello che mi fa schifo è che ci sono partiti che candidano e sostengono musulmani legati all’islam più radicale ed antisemita, ma quello che davvero mi dà il volta stomaco sono tutti i “bravi cittadini” che si sentono democratici ed eleggono questi terroristi. Perché la cosa che alimenta e sostiene il terrorismo, la cosa che rende possibile agli abitanti di gaza di festeggiare la morte di giovani israeliani oggi sono proprio quelle persone che non si scandalizzano, che sostengono quelli che difendono i terroristi.

Quello che davvero sta rendendo il terrorismo forte è il fatto che molti, troppi stanno in silenzio, esattamente come accadde poco meno di cent’anni fa.

Molti, troppi, si permettono di dire poverini dei cosidetti palestinesi, molti troppi si compiacciono pervasi da una profonda frustrazione che certamente nulla ha a che fare con ciò che accade in medio oriente, ma trovano più facile odiare gli ebrei, gli israeliani piuttosto che dedicarsi a risolvere le proprie frustrazioni. La “causa palestinese” è una delle più grandi balle che si siano mai viste nella storia umana, è una delle cose meglio studiate ed alimentate che mai gruppo umano sia riuscito ad elaborare, ha in sé tutte le caratteristiche necessarie per essere assunta in maniera a aprioristica da tutti i radical chic frustrati, da tutti gli pseudo-rivoluzionari che non hanno mai rischiato neppure un unghia per un principio, da tutti gli “onestissimi” grillini seguaci delle scie chimiche, da tutta la socialdemocrazia che, troppo grassa di soldi e benessere, ha perso qualunque tipo di sentimento di solidarietà per il prossimo e quindi si lava la coscienza eleggendo a prossimo uno che sta altrove, immerso in qualche cosa che non conosce, ma che va bene perché fondamentalmente crede allo stereotipo degli ebrei ricchi, cattivi, avidi e che controllano il mondo.

Il terrorismo si alimenta di questa profonda frustrazione, dell’insoddisfazione, della sfiducia, dell’incapacità di farsi carico del prossimo vero, quello che è lì vicino a te, si nutre della paura ignorante di chi non conosce e non vuole conoscere perché capire, studiare è faticoso.

Il terrorismo utilizza la debolezza della società europea e statunitense per rafforzarsi, per permeare ogni ambito e luogo.

Per contrastare il terrorismo non dobbiamo lasciarci abbattere dalla fatica di capire, non dobbiamo perdere la voglia di combattere, non dobbiamo soprattutto lasciarci andare alla soluzione più semplice, quella percorsa da tutti. Per vincere il terrorismo dobbiamo scegliere di stare con chi ha il coraggio di dire che l’islam non può pretendere di sottomettere il mondo, dobbiamo avere il coraggio di capire che la libertà si conquista avendo ben chiari i propri confini sia quelli fisici personali che quelli territoriali, per vincere il terrorismo dobbiamo pretendere che i governi sostengano Israele incondizionatamente perché non si tratta di “due popoli, due stati” si tratta di un popolo, una nazione, Israele che viene aggredita da una moltitudine che non ha e non vuole avere il carattere dello stato o della nazione, vuole avere il controllo sull’intero mondo.

Smettiamo i panni dei buoni tolleranti che credono di avere sottomesso il mondo e quindi si essere in debito con chiunque venga qui e chieda, cerchiamo di ricordare la storia e di pretendere di poter stare dove stiamo come vogliamo. Il mondo è grande, i paese abilitati da islamici sono enormi, se solo s’impegnassero un poco a lavorare per svilupparli potrebbero pure vivere bene. Se invece non sono capaci di fare altro che guerre tra tribù, sciiti, sunniti o in qualunque altro modo si vogliano chiamare, per me possono anche restare lì e vedersela tra loro, così come purtroppo è già capitato che noi ce la vedessimo tra noi. Non è che necessariamente dobbiamo trovarci tutti nello stesso momento dello sviluppo sociale, può anche essere che loro siano ora nella profonda età della pietra…

Lasciamo che se la vedano tra loro.

Difendiamo Israele affermando con assoluta determinazione il suo diritto ad esistere entro confini stabili difendibili e sicuri!

Ariel Shimona Edith Besozzi

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Posted by on 9 gennaio 2017. Filed under PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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