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Grande successo per la mostra “Sogno e colore” a Sesto Calende

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SESTO CALENDE, 12 gennaio 2017– Grande successo per la mostra “Sogno e Colore” curata da Luca Missoni al palazzo Comunale di Sesto Calende. L’esposizione terminerà domenica 15 gennaio e finora ha visto la partecipazione di tutta la comunità, delle aziende del territorio e della stampa. Questi i numeri oltre ogni aspettativa: 4570 ingressi, visite di tutte le scuole del Comune di Sesto, pubbliche e private, con laboratori guidati per gli alunni, 5 aziende coinvolte nelle attività corporate a supporto, cene a palazzo dei Club Rotary e Lions a cura del Ristorante MoMa dello chef Zambon.

“Questo straordinario risultato ci inorgoglisce molto – afferma Marco Colombo, Sindaco di Sesto Calende – In circa 3 mesi abbiamo trasformato Sesto Calende in un punto di riferimento per tutta la Lombardia. Tutta la comunità ha risposto benissimo, ma quello che, personalmente, mi fa più piacere, è stato vedere la partecipazione di tutte le scolaresche”.

La mostra ha prolungato il periodo di apertura che doveva terminare il 31 dicembre 2016 e porta in scena il singolare confronto tra Marc Chagall e Ottavio Missoni incentrandosi sulle tematiche del sogno e del colore. L’esposizione è ospitata dal Palazzo Comunale di Sesto Calende, nell’area del Museo Archeologico riallestito per l’occasione.

L’esposizione, a cura di Luca Missoni con la direzione artistica di Sara Pallavicini e Giovanni Lettini, è promossa dall’Assessorato a Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, grazie all’Assessore Cristina Cappellini, e vede il patrocinio della Città di Sesto Calende in collaborazione con la Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.

Il progetto di accostare Ottavio Missoni, figura legata al territorio che ospita la mostra, e Marc Chagall è cresciuto su alcuni punti di comunanza tra i due personaggi e le loro opere. Entrambi esuli, i protagonisti dell’esposizione sono accomunati da una vita trascorsa lontano dal proprio paese di origine. Marc Chagall, nato da famiglia ebrea nel 1887 a Vitebsk, dopo aver acquisito la cittadinanza francese fu costretto a trasferirsi a causa delle persecuzioni naziste negli Stati Uniti. La memoria delle proprie origini e in particolare della propria infanzia nella Russia rurale saranno, però, sempre una presenza importante nelle sue

opere. Ottavio Missoni, nasce nel 1921 a Ragusa di Dalmazia e trascorre l’adolescenza a Zara, allora parte del Regno d’Italia, prigioniero di guerra in Egitto per quattro anni è poi esule a Trieste con la famiglia fuggita dalle persecuzioni etniche. Del suo lavoro dice: «Il colore è parte integrante del mio DNA. Dalla Dalmazia e da Ragusa ho portato con me i blu, che profumano d’oltremare, e i rossi aranciati dei tramonti  sull’Adriatico; i gialli caldi screziati d’ocra e marrone parlano di rocce e sabbie, lambite, rimescolate ed erose dalle onde. Non possono mancare i neri, che amalgamano. E poi il viola, mio colore prediletto, in tutte le sue sfumature. Se si guarda bene c’è sempre, anche se non compare a prima vista».

Entrambi furono creatori di atmosfere cromatiche sognanti. Queste, nella produzione di Chagall richiamano il tono della favola e in quella di Missoni “…compongono – come commenta Enzo Biagi – qualcosa che eccita, come certe musiche, la possibilità di un viaggio in uno spazio sconosciuto».

Tra le opere esposte di Chagall, tavole dal ciclo della Bibbia e litografie dalla serie dell’Esodo, esemplari, per tecniche e tematiche, della poetica del pittore; di Missoni sono esposti arazzi patchwork, tessuti e disegni, in particolare studi cromatici e compositivi.

 

 

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Posted by on 13 gennaio 2017. Filed under Arte,PROVINCIA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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