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La storia del ciclismo italiano in esposizione a Villa Mirabello: tra i gioielli una bici di Fausto Coppi e Marco Pantani

VARESE, 1 aprile 2017- di GIANNI BERALDO

Maria Chiara Gadda con la bici di Fausto Coppi

Sono una ventina le bici da corsa esposte al museo civico di Villa Mirabelli, tutte con una valenza storica e sportiva, ma in alcun casi anche sociale, davvero importante.

Pezzi unici gran parte provenienti da collezione private che suscitano ancora forti emozioni soprattutto pensando a chi quelle bici le ha rese leggendarie grazie a epiche imprese.

Basti pensare alla Bianchi (rimasta intatta o altre con l’altrettanta originale usura dovuta al passare del tempo dopo circa 70 anni) con la quale il campionissimo Fausto Coppi vinse la tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia datato 1949.

Una tappa rimasta negli annali del ciclismo italiano sia perché quella vittoria gli permise di vincere il Giro (Coppi scattò subito alla partenza senza più essere ripreso infiggendo ritardi abissali agli avversari), sia per la valenza sociale appunto, considerato che la gente era alla ricerca di serenità e “italianità” dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale con l’intero Paese in ginocchio. Ecco le imprese e la vita di Coppi così come Bartali aiutarono molto in tal senso. Insomma: c’era bisogno di figure di riferimento positive dopo la dittatura culminata con il conflitto mondiale, il ciclismo in particolare in questo senso è stato determinante.

Parlando di leggende, fu proprio in quella tappa che il mitico radiocronista Ferretti disse <<un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi>>.

Questo e tanto altro si potrà trovare visitando questa particolare esposizione organizzata dall’ASD Cicli Turri di Gallarate, con il contributo della Cna Varese (associazione artigiani) all’inaugurazione odierna rappresentata dal presidente Franco Orsi <<la nostra associazione rappresenta le imprese di artigiani e parlando di biciclette sappiamo bene quanta fatica e sacrifici fanno i corridori; stesse sensazioni passioni e difficoltà rappresentate dalla nostra categoria che spesso deve affrontare delle salite difficili con la speranza poi di trovare in fretta la via della discesa che ci porti al traguardo vincente>>. Una bella metafora che regge bene al confronto con le difficoltà del ciclismo.

Oltre a una delle bici di Coppi il quale <<era iscritto come socio dal 1949 al 1960 alla società Bustese Olonia, la stessa alla quale il campionissimo donò la bici qui esposta per venderla in beneficenza. Poi le cose andarono diversamente e la stessa finì tra le mani di un collezionista>>, così racconta Giovanni Damin tra gli organizzatori di questa mostra insieme a Dario Kubler, pronipote del campione svizzero Freddy Kubler che nel 1948 vinse il Mondiale di Varese.

Una esposizione davvero importante questa di Villa Mirabello, tra gli eventi collaterali della due giorni organizzata dalla Cicli Turri che vede la randonè Varese-Vanblandeneng (una gran fondo) che partirà domenica mattina dall’ippodromo <<diciamo che purtroppo questa esposizione è una sorta di toccata e fuga visto che queste bici rimarranno visibili al pubblico solo per due giorni: oggi e appunto domani-dice Kubler che aggiunge- Da sottolineare che domenica mattina il foglio firma prima del trasferimento all’ipppodromo, avverrà proprio qui a Villa Mirabello con la possibilità che i 1.100 iscritti alla gara possano visitare la mostra>>.

La bici di Fausto Coppi

Un tuffo nella storia del ciclismo ripercorso con alcune biciclette che la storia con i loro protagonisti l’hanno scritta davvero. Basti pensare alla bici con i cerchi in legno, utilizzata nel 1928 da Tano Belloni per vincere la Milano-Sanremo. Oppure quella di Beppe Saronni con la quale vinse il Mondiale del 1978. Anche il varesotto Wladimiro Panizza è ricordato con una sua bici di proprietà della stessa famiglia Panizza così come lo stesso Ivan Basso.

Un excursus storico delle due ruote da competizione al quale non poteva contribuire qualcosa che riguardasse un altro mito del ciclismo mondiale: Marco Pantani. A ricordare il “pirata” romagnolo una bellissima Carrera con i primi cerchi in lega, l’ultima utilizzata da Pantani poche settimane prima della sua morte.

Insomma una bella mostra alla quale non ha voluto mancare per l’inaugurazione sia il sindaco Davide Galimberti <<non conosco i vari dettagli tecnci di questo sport, però mi piace molto vedere le corse in televisione>>, sia la parlamentare di Fagnano Olona Maria Chiara Gadda immortalata dai fotografi mentre “mette le mani” sul manubrio della mitica Bianchi di Coppi.

Da segnalare che, oltre alla biciclette, in mostra anche alcune maglie originali e autografate da campioni così come bellissime foto scattate dal compianto Luigi Benati.

direttore@varese7press.it

GALLERIA FOTOGRAFICA


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Posted by on 1 aprile 2017. Filed under Sport,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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