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Intervista al professore Alberto Malatesta: ” Con il nuovo regolamento europeo privacy più sicura in Internet”

VARESE, 5 aprile 2017- di GIANNI BERALDO

Il professor Alessandro Malatesta

Si è svolto ieri un importante incontro pubblico alla Liuc di Castellanza avente come tema il nuovo Regolamento Europeo sulla disciplina della Privacy (679 del 2016). Regolamento che andrà a regime a partire dal 2018. Ma come e cosa cambierà per i cittadini (così come per le imprese) soprattutto in considerazione del fatto che oramai tutti noi abbiamo dati che ci riguardano alla mercè dei motori di ricerca e delle grandi aziende che li gestiscono online.

Per saperne di più abbiamo intervistato l’avvocato Alberto Malatesta, Ordinario di Diritto Internazionale, oltre che rappresentante del Governo italiano in diverse sessioni diplomatiche della Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato.

Professor Malatesta dall’alto della sua esperienza in Diritto Internazionale ci spiega cosa accadrà con l’applicazione del nuovo regolamento europeo per quanto riguarda la Privacy e quali le norme giuridiche più interessanti?

<<Abbiamo questo nuovo regolamento che in realtà hanno adottato dall’anno scorso ma che entrerà in vigore soltanto nel 2018, quindi c’è un po’ di tempo per attrezzarsi. Soprattutto per le imprese che dovranno conformarsi a questo nuovo regolamento.

Nuove norme rese necessarie per l’esigenza di adattarsi alle nuove tecnologie visto che la precedente disciplina europea in tal senso risale al 1995. Con la presenza di nuovi attori tecnologici bisogna anche rafforzare la sicurezza dei dati personali, i diritti dell’individuo nel vedere protetti i nostri dati personali: la logica e l’esigenza di fondo dovrebbe essere questa>>

Quindi maggiore attenzione al trattamento dei dati delle persone: ma come?

<< Intanto modificando appunto la disciplina prendendo spunto anche da importanti sentenze della Corte di Giustizia europea come nel caso Google. Nel caso specifico la particolarità consisteva nel fatto che la sentenza evidenziava come anche una società americana ma che offre i propri servizi in Europa è tenuta da attenersi alle norme europee sulla questione privacy.

Quindi il regolamento codifica il regolamento specificando che per le aziende che offrono servizi-anche gratuitamente- sono tenute al rispetto delle norme. Poi introduce alcune novità, sempre sull’onda sentenza Google, come ad esempio il famoso diritto all’oblio ossia l’interessato ha diritto a non essere più rintracciato dai motori di ricerca>>.

Sempre tenendo in considerazione la rilevanza sociale insita nel soggetto chiamato in causa.

<<Certamente. Diciamo che nella norma l’interessato ha diritto senza giustificato ritardo a vedere il suo nominativo cancellato in online, sempre che sussistano una serie di condizioni ovviamente. Insomma ora il regolamento dice che se i dati non sono più necessari per la finalità per cui sono stati raccolti allora devono essere cancellati. Ovviamente poi la norma andrà interpretata nei singoli casi. Ad esempio il caso sentenza Google del 2014 parlava di un signore spagnolo che ogni volta che cliccava il suo nome sul motore di ricerca, compariva una vecchia vicenda di pignoramento della sua abitazione. La Corte gli diede ragione obbligando Google alla rimozione dei suoi dati>>.

Rimane il fatto che può sempre intervenire il Garante della Privacy cambiare ulteriormente le interpretazioni regolamentali.

<<E’ proprio così: le norme vanno sempre interpretate però almeno ora esistono. Ora esiste un articolo specifico che dettaglia tutte le procedure sulla privacy e sicurezza dei dati personali con il diritto dell’interessato a chiedere l’eventuale cancellazione dei suoi dati. Un grande passo avanti se solo pensiamo che prima Google e altri colossi simili si rifiutavano categoricamente di cancellare i dati personali delle persone>>.

Cambiamenti giuridici che daranno vita anche ad una nuova figura professionale: il Data Protection Officer (DTO).

<< Devo ammettre che per ora è ancora una figura piuttosto oscura anche se nel regolamento questo ruolo è dettagliato. L’idea dovrebbe essere quella di andare un po’ al succo della legge 231, creando un organismo che adotta certi modelli in conformità al regolamento. Il fatto stesso che certi modelli vengano adottati da questa nuova figura di responsabile dovrebbe essere sinonimo di ulteriore tutela e garanzia. Tutto questo è funzionale alla protezione dei dati: la prima parte del regolamento è quella di osservare delle norme e regole relative al trattamento dei dati, la seconda parte riguarda i diritti di tutela e privacy da parte degli interessati>>.

Parlando di Europa non posso non menzionare Gran Bretagna e Brexit: che futuro prevede?

<<Questo è un momento di grave crisi istituzionale a livello europeo. Per quanto riguarda la Brexit i negoziati sono appena iniziati e la Gran Bretagna ha due anni di tempo per sistemare un po’ di cose. Poi i negoziati teoricamente potrebbero anche fallire, se così fosse si aprirebbe un’ulteriore crisi. Scenari futuri posto Brexit: diciamo che la cosa più ragionevole è un accordo sul mercato unico che possa in qualche modo non li tagli fuori economicamente dall’Europa. Accordo che francamente anche noi italiani auspichiamo. Poi in realtà tutti mi pare una cosa molto politica difficile da decifrare per il futuro>>

direttore@varese7press.it

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Posted by on 5 aprile 2017. Filed under Le Interviste,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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