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Recupero ambientale di San Fermo, parlano i residenti: “Prima sistemino strade e sicurezza”

VARESE, 7 aprile 2017- di REBECCA MANZI

L’assessore De Simone mentre si confronta con alcuni cittadini e il parroco

San Fermo, uno dei rioni storici e tra i più popolosi di Varese, rinascerà sotto il profilo ambientale  e paesaggistico, grazie a investimenti importanti da parte dell’amministrazione comunale. Progetti presentati ieri da alcuni assessori  direttamente a San Fermo, in prossimità di una delle vie coinvolte nel recupero, ossia il percorso pedonale di via  Aquileia che presenta evidenti segnali di abbandono.

Tutto questo  nonostante la via pedonale porti al  Belvedere,  sommità dalla quale si  può  godere di una splendida vista su tutta la città di Varese, fino al Monte Rosa e Campo dei Fiori. L’iniziativa comunale-cofinanziata dalla Regione Lombardia- si inserisce in un’idea molto più ampia che punta a valorizzare cinque “luoghi del cuore” cari ai varesini, rilanciando così anche il turismo in zona.

Per conoscere la loro opinione in merito abbiamo intervistato alcuni residenti del luogo. Evidenziando alcune criticità  talune di esse poste direttamente all’attenzione dell’assessore Dino De Simone da parte del gruppo Amici di San Fermo.

Secondo Don Germano, parroco di San Fermo, educare i ragazzi alla bellezza e alla storia dei luoghi più affascinanti della provincia è fondamentale. Eppure il religioso si dice perplesso sulla reale utilità del progetto, che metterebbe in secondo piano per risolvere altre criticità: «Ci sono alcune urgenze cui dare priorità. Uno dei maggiori problemi della nostra frazione è quello delle strade».

La via per accedere a San Fermo da Varese, Via Monte Cristallo, risulta infatti molto dissestata – l’indicazione posta a lato strada “banchina cedevole” ne è la prova –  ed  persino ridotta ad una corsia nel tratto finale a causa del franare del muro di contenimento.

Passeggiando per l’antico borgo abbiamo incontrato anche Giuseppe Costantini, residente  a San Fermo (proprio dietro il Belvedere) dal lontano 1955 : «È un progetto che chiediamo da tempo, quindi siamo molto felici nel vedere finalmente muovere i primi passi, ma che ne sarà della nostra frazione una volta ultimato? In questi anni ho visto troppe idee iniziate, ma poi lasciate a se stesse senza più venir controllate».

Vandali al Belvedere

Il signor Giuseppe si riferisce, ad esempio, al problema delle troppe auto che circolano nella zona pedonale senza averne il permesso. In effetti a una prima occhiata pare proprio che diverse vetture posteggiare sulla piazzetta del Belvedere siano sprovviste di autorizzazione.

Un’altra criticità riguarda alcuni giovani che si ritrovano la sera proprio lungo il sentiero,  a bere alcolici, mangiare e talvolta  fare anche uso di droghe. Per ovviare a questo problema il Comune ha pensato di installare alcune videocamere di sorveglianza per le quali proprio in questi giorni alcuni addetti comunali stanno provvedendo a richiedere le autorizzazioni alle riprese, passando in ogni abitazione.

Non diversa  la situazione legata al vandalismo, con scritte – talvolta di poco gusto – che imbrattano il muro del Belvedere. A questo problema di writer suburbani, stanno cercando di far fronte personalmente alcune persone del gruppo Amici di San Fermo, impegnati ogni settimana nel cancellarle. scritte che, purtroppo, ritornano puntuali il giorno successivo.

Sulla via del ritorno, dopo aver osservato più da vicino l’abbandono in cui versa Via Aquileia, ci siamo imbattuti nei coniugi Bonaccina: fratello e cognata della presidentessa dell’associazione culturale.  Il signor Bonaccina abita a San Fermo da sempre, qui è nato, cresciuto e qui si è sposato nel 1971, dunque conosce tutte le bellezze del posto. Eppure anche lui si è detto preoccupato dalla condizione del manto stradale. «Aspettano che crolli prima di sistemarla» è stato il suo amaro commento in riferimento alla via Monte Cristallo. Opinione condivisa anche dalla moglie, costretta a transitare  dalla Valle Olona quando piove per paura che frani nuovamente.

La signora Bonaccina  sottolinea invece come non ami percorrere da sola l’antica via in ciottolato anche per timore di incrociare qualche malintenzionato.

La vista del Belvedere in stato di degrado

Ma non basta. Qualche delusione e perplessità da parte di alcuni residenti, nello scoprire che la riqualificazione del lavatoio non è inclusa tra i lavori di recupero per mancanza di fondi.

Situazioni spiacevoli a cui sarebbe bene porre rimedio per valorizzare al meglio e far riscoprire ad abitanti e turisti questo splendido borgo arroccato tra i monti e la Città Giardino, composto da antiche coorti e strette vie d’epoca medievale.

redazione@varese7press.it

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Posted by on 7 aprile 2017. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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