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Young Business Talents, concluso concorso per studenti universitari

MILANO, 12 aprile 2017 – Mentre si sono concluse le semifinali di Young Business Talents (YBT), il concorso rivolto a tutte le scuole italiane basato su un simulatore d’impresa che permette ai giovani di prendere decisioni all’interno di un’azienda, è stato divulgato il Rapporto Young Business Talents (YBTR), indagine sociale basata su dati raccolti da YBT e condotta per identificare gli atteggiamenti e le tendenze dei giovani studenti pre-universitari italiani in merito alle questioni più rilevanti che potrebbero incidere sul loro futuro e su quello della società nel suo insieme.

Il Rapporto è promosso e realizzato a cura del main sponsor Nivea e da Praxis MMT, la software house spagnola che ha sviluppato il simulatore, nell’ambito delle loro attività di responsabilità sociale, allo scopo di aiutare i giovani e, di conseguenza, le famiglie, a migliorare le loro prospettive sul loro futuro professionale.

L’universo preso in esame di giovani tra 15 e 21 anni è cruciale, dal momento che è proprio questa l’età in cui si consolidano i criteri e gli atteggiamenti che predomineranno durante gran parte della vita adulta.

L’indagine, condotta tra ottobre e novembre 2016, analizza un universo di 2.549.205 giovani attraverso un campione di 2466 soggetti (tutti partecipanti a YBT) raggiunti da un questionario articolato in dieci domande.

 Conclusioni rilevanti

La maggioranza degli studenti pre-universitari italiani (37,18%) ritiene che avviare un’attività imprenditoriale sia l’opzione migliore per il proprio futuro professionale. I dati dello scorso anno (Rapporto YBT 2015) mostravano che il 45,08% optava per la via dell’imprenditorialità, riflettendo cosi una differenza del 17,52% tra i due campioni. Tuttavia, ancora oggi uno studente su quattro (24,48%) spera di lavorare nel settore pubblico, mentre un 37,18% degli studenti spera di lavorare nel settore privato alle dipendenze di un’azienda nel prossimo futuro. Ecco i nomi in ordine di priorità: Apple, Nivea, Google, Microsoft, Nike, Ferrari e Ferrero.

Si rileva inoltre un’estrema disponibilità tra i giovani italiani a trasferirsi per motivi di lavoro. L’83,81% degli studenti interpellati si trasferirebbe in un’altra regione per motivi di lavoro (–7,05% rispetto al 2015). L’85,30% sarebbe disposto a trasferirsi in un altro Paese pur di migliorare la propria posizione lavorativa. Nel 2015 tale percentuale era dell’88,88%.

Le città preferite per motivi professionali sono, nell’ordine: Milano con il 35,04%, Roma (10,66%), Firenze (7,47%), Bologna (4,56%), Torino (3,98%) e Napoli (2,38%). I Paesi preferiti in opinione degli interpellati sono gli Stati Uniti con il 21,72%, seguiti da Regno Unito (11,97%), Australia (8,57%), Spagna (6,84%), Germania (6,43%) e Canada (3,82%).

Analizzando le scelte del tipo di attività lavorativa in base al genere, possiamo osservare differenze significative tra studentesse e studenti. In generale, gli studenti preferiscono la via dell’imprenditorialità (44,27%), mentre le studentesse propendono per l’impiego nel settore pubblico (31,97%).

In un confronto del grado di imprenditorialità con altri Paesi dell’Europa del Sud, in particolare, Grecia, Spagna e Portogallo, le divergenze tra i giovani del campione si ampliano. Con un 48,11% i greci vantano il maggior indice di imprenditorialità, seguiti dai portoghesi con il 46,47%. La maggioranza dei giovani italiani preferirebbe lavorare in proprio (38,34%) o lavorare nel settore privato alle dipendenze di un’azienda (37,18%). L’Italia mantiene una percentuale leggermente più elevata della Spagna. In confronto al Messico, la differenza è ancora più grande. Con il 65,35% infatti il Messico è il paese con il più alto grado di imprenditorialità.

 Quale attività?

Agli studenti pre-universitari italiani è stato chiesto se sanno già quale attività professionale intraprendere in futuro. Il 63,43% di loro ha le idee chiare in merito, mentre il 36,57% non ce l’ha.

È stato inoltre domandato loro se hanno già deciso che tipo di studi intraprendere. I risultati mostrano che il 34,39% degli studenti ha le idee chiare in merito agli studi universitari mentre il 46,88% non ha ancora deciso. Il resto, un 18,73%, preferisce continuare lavorare invece di studiare. Nel 2015 le cifre erano 59,61% (Sì) e 40,39% (No). Le studentesse sembrano più consapevoli del corso di studi da intraprendere rispetto agli studenti (+15,92%). Gli studenti invece preferiscono andare a lavorare invece di studiare (+32,71%).

 

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Posted by on 12 aprile 2017. Filed under Economia,Scuola. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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