I lavoratori di Alitalia bocciano piano di recupero da parte del Governo

MILANO, 25 aprile 2017-I lavoratori di Alitalia hanno capito che non si poteva andare avanti così, come peraltro capito dai milioni di disoccupati italiani. Continue perdite, nuovi e fallimentari piani industriali (l’ultimo semplicemente ridicolo), uso iniquo ed abuso degli ammortizzatori sociali, nonchè il  continuo calo di passeggeri hanno ridotto in briciole quel che rimane di Alitalia. La credibilità delle parti in campo è stata zero. Il Governo ha avuto paura di chiudere definitivamente i cordoni della borsa  con 300 milioni di garanzia scodellati ad hoc, con l’ok dell’azionista pubblico Poste e una forte pressione sulle banche per assicurare  la quota di ricapitalizzazione di Intesa e Unicredit.

Dall’altra, i sindacati escono scavalcati e delegittimati  dal referendum. Il consociativismo di Governo e Sindacati è naufragato e finalmente si apre una stagione nuova dopo un’agonia durata decenni che ha reso ridicola l’Italia.  Si è  distrutta ricchezza, anziché crearla, in un settore,  come quello aereo,  in forte espansione nel mondo per questo è inaccettabile qualsiasi ipotesi di nazionalizzazione. Ora il Governo assicuri rapide procedure fallimentari e le eventuali tutele sociali necessarie.

Dario Balotta

Presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti