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INCHIESTA: esumare il caro estinto costa un patrimonio con tariffe diverse per ogni Comune

VARESE, 30 aprile 2017- di REBECCA MANZI

Quanto può chiedere un’amministrazione comunale per esumare i resti di un proprio caro defunto? Tanto, troppo, come segnalatoci dalla signora Loredana – residente a Induno Olona – in una lettera giunta in redazione.

Il Comune, infatti, è arrivato a chiederle 850 euro per l’esumazione del nonno, deceduto nel 1994. A queste spese devono poi essere aggiunte quelle successive per la rinumazione oppure per la cremazione del corpo, anch’esse a carico dei cittadini.

Per fare luce su questa situazione abbiamo deciso di svolgere un’inchiesta contattando gli uffici competenti dei Comuni più popolosi della provincia.

Nonostante le esumazioni e le estumulazioni siano normate dall’articolo 20 del Regolamento regionale del 9 novembre 2004 in materia di attività funebri e cimiteriali, i dati emersi sono estremamente discontinui. In particolare a variare sono i costi richiesti, che cambiano a seconda delle decisioni deliberate dalle varie Giunte Comunali.

Per quanto riguarda il Sud della Provincia, il Comune di Busto Arsizio si impegna ad aggiornare le tariffe annualmente, pubblicandole sul proprio sito. Il costo delle esumazioni decennali per il 2017 è di 208 euro. Come stabilito dall’articolo 20, i nomi dei defunti interessati vengono esposti sugli albi pretori ed online per 90 giorni. Durante questo periodo i funzionari comunali provvedono a contattare i parenti dei cari estinti per informarli sulle procedure necessarie.

Il discorso varia per i gallaratesi: i costi delle esumazioni sono infatti a carico del Comune, mentre i cittadini sono chiamati al pagamento unicamente di 60 euro per il diritto comunale. Anche in questo caso i discendenti dei defunti sono informati tramite avvisi esposti sul campo e sulle singole tombe per 90 giorni. Inoltre i responsabili comunali hanno a disposizione un elenco di salme grazie al quale si può monitorare la risposta o meno dei parenti interessati. Qualora trascorso il periodo non si presentasse nessuno presso gli uffici competenti per l’inizio delle pratiche, il Comune di Gallarate provvederà a conservare i resti esumati all’interno di cassettine apposite per diversi anni – dimostrando con questa attenzione grande correttezza e rispetto verso i propri cittadini.

L’esborso per i cittadini sale nel caso in cui il proprio caro estinto si trovi nel cimitero di Malnate. Il Comune, dopo aver seguito tutti i passaggi previsti dal Regolamento regionale, chiede infatti 400 euro per la procedura di esumazione dei corpi.

Lapidi divelte e buttate in un angolo come macerie dopo esumazioni

La disponibilità che abbiamo riscontrato presso questi uffici comunali non ci è stata fornita da parte del Comune di Tradate. Le uniche informazioni che siamo riusciti a reperire sul sito sono datate 2015, quando una delibera della giunta ha fissato i costi a carico del cittadino per l’esumazione a 549 euro. Per ottenere altri dati, ci è stato detto, è necessario fare una richiesta scritta in quanto “informazioni riservate” – nonostante si tratti di situazioni in cui ognuno di noi si troverà ad incappare e dunque il tariffario dovrebbe essere pubblico.

Spostandoci verso la zona dei laghi la medesima spiacevole risposta ci è stata fornita anche da parte del Comune di Gavirate, che non ha alcuna informazione da poter consultare nemmeno sul sito.

Risposte generiche molto varie sono state anche quelle del Comune di Laveno che – dopo averci recitato nuovamente “alla lettera” ciò che stabilisce l’articolo 20 del Regolamento in materia di attività funebri e cimiteriali – ci ha parlato di “oltre 400 voci diverse a seconda del tipo di esumazione”, sostenendo di non poter fornire telefonicamente “questa miriade di prezzi”.

Una situazione in via di mutamento è invece quella in cui ci siamo imbattuti presso un altro Comune arroccato sulle sponde del Lago Maggiore, quello di Luino. Qui, infatti, le normative comunali cambieranno nel giro di qualche decina di giorni. Se fino ad oggi le spese per le esumazioni erano a carico del Comune, tra poco esse passeranno a gravare sulle tasche dei cittadini. I prezzi non sono ancora stati stabiliti, in quanto l’appalto non è stato finora assegnato. Anche qui è emersa grande correttezza nei confronti dei defunti e dei loro parenti eventualmente lontani, come già riscontrato per il Comune di Gallarate. Nel caso in cui – trascorsi i 90 giorni dalla comunicazione della dovuta esumazione – nessun famigliare si sia ancora presentato presso gli uffici competenti, si provvederà infatti a sistemare i resti del caro estinto all’interno di alcune cassette per un paio d’anni.

Una nota di demerito conclusiva deve essere data al Comune di Varese, nonostante la presenza di molti grandi cimiteri sul territorio. Qui, dopo comunicazioni del tipo “c’è coda allo sportello”, o “richiami più tardi” ci siamo sentiti rispondere come non ci fosse nemmeno un dirigente comunale in sede a cui poter chiedere informazioni in merito. Senza voler accusare nessuno – impiegati, funzionari o Giunta Comunale – ci è parso un comportamento poco rispettoso vista la tematica molto sentita di cui si parlava.

Ci domandiamo dunque: com’è possibile che – nonostante ci sia un Regolamento regionale che viene rispettato ovunque per le procedure di comunicazione – i costi per un’operazione già di per sé dolorosa per i parenti dei defunti varino così tanto?

Come possono alcuni Comuni farsi carico dei costi delle esumazioni ed altri arrivare a chiedere ai cittadini fino a 850 euro?

redazione@varese7press.it

 

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Posted by on 30 aprile 2017. Filed under Cronaca,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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