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Primo Maggio a Varese dove la crisi economica non accenna a diminuire. Folta rappresentanza ex dipendenti “La Quiete”

VARESE, 1 maggio 2017- di GIANNI BERALDO

Nonostante una giornata quasi autunnale con pioggia e temperature certamente non nei canoni stagionali, centinaia di persone in rappresentanza di varie e diverse sigle sindacali, si sono date appuntamento a Varese per il tradizionale appuntamento del Primo Maggio.

Molti i temi su cui dibattere: dalla cronicizzazione del precariato alla disoccupazione, dalla riforma della scuola alla sanità.

Tematiche che paiono non trovare soluzioni soddisfacenti anche se qualche spiraglio compare all’orizzonte, come evidenzia Domenico Proietti segretario nazionale della Uil presente oggi a Varese prima di recarsi a Ravenna e concludere l’impegnativa giornata a Roma <<Il territorio di Varese è una tra le più belle realtà socio produttive del nostro Paese; naturalmente ha subìto i danni della crisi ma bisogna ripartire. I timidi rilanci dell’economia vanno sostenuti con un progetto di rilancio sugli investimenti pubblici e un taglio delle tasse sul lavoro. In particolare non tartassare i pensionati e lavoratori pubblici, categorie più fedeli nel confronto del fisco. Questa la via maestra per dare un forte impulso alla ripresa e creare occupazione>>.

Proietti (al centro) con Colombo a destra

Una manifestazione con corteo che ha preso il via verso le 9.30 da Piazza della Repubblica per snodarsi tra le principali vie del centro fino a confluire in Piazza del Garibaldino sede abituale dei comizi conclusivi.

Tante le sigle sindacali presenti. Come quella degli immarcescibili metalmeccanici, tra le categorie più penalizzate negli ultimi anni con fabbriche e aziende varie che chiudono i battenti come mai accaduto prima.

Folta pure la rappresentanza della Uil Scuola, tra le più partecipi nelle trattative sindacali a livello provinciale riguardanti centinaia di insegnanti pubblici, che vivono da anni in regime di precarietà come fosse una sorta di gogna alla quale francamente non ci si abituerà mai.

Parlando di stabilità il Ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli (con un passato da sindacalista) pare stia mettendo mano in maniera importante ma non ancora sufficiente a risolvere il problema.

Come sottolinea Francesco Aretano, segretario provinciale Uil Scuola <<La situazione a livello provinciale rispecchia la realtà nazionale. Noi contestiamo la recente legge 107 grazie alla quale il Governo, in maniera molto subdola, cerca di incanalare le risorse a disposizione nel scuola privata piuttosto che in quella pubblica, andando di fatto contro le indicazioni europee che dicono esattamente il contrario. Non dimentichiamo che il 96% degli studenti italiani frequenta la scuola pubblica, quindi il danno sarebbe grave>>.

Rappresentanza lavoratori della Quiete

Insomma secondo Aretano-ma soprattutto al cospetto di fatti conclamati-ci troviamo al cospetto di una situazione quasi paradossale dove un percorso scolastico che preveda anche gli anni universitari sia sempre più difficile da perseguire per chi non abbia possibilità economiche, quando invece una Stato moderno, liberale e democratico dovrebbe dare nuova linfa e fiducia ai giovani partendo proprio dalla scuola.

Sul palco la prima a intervenire è stata Luisa Foglia del coordinamento donne che ben ha descritto la drammatica situazione in cui si trovano decine di dipendenti della Clinica “La Quiete”ora senza lavoro dopo che la scorsa settimana, l’ufficiale giudiziario ha reso esecutivo lo sfratto per le ben note vicende legate alla proprietà. Foglia che ha ribadito come le donne siano ancora pesantemente discriminate nel mondo del lavoro.

Dipendenti della Quiete presenti alla manifestazione in numero corposo-in prevalenza donne- che hanno fatto sentire la loro voce, la loro rabbia nei confronti di chi ha creato e voluto tutto questo senza trovare di fatto soluzioni alternative prima della nefasta conclusione.

Prima dell’intervento conclusivo di Proietti, sul palco sono saliti pure Graziano Resteghini della Fim-Cisl in rappresentanza dei metalmeccanici e Gabriele Battocchi della Feneal-Uil per gli edili.

Preoccupato della precarietà e disoccupazione dilagante anche il segretario provinciale Cgil Umberto Colombo <<Gli ultimi dati non sono certamente confortanti, con un aumento preoccupante della disoccupazione giovanile così come il problema degli over 45 espulsi dal mondo del lavoro e che faticano a rientrare. Dobbiamo tornare a parlare del tema lavoro anche in questa provincia. Al centro della discussione dobbiamo mettere tutte le tematiche del mondo del lavoro:dal manifatturiero, alla sanità, alla scuola e pubblico impiego. Ad esempio in atto vi è un confronto con le istituzioni per quanto attiene il futuro di molti lavoratori della Camera di Commercio e Provincia, così come particolare attenzione desta la contrattazione nazionale che potrebbe avere ripercussioni su tanti lavoratori del Pubblico Impiego anche a livello provinciale>>.

Un Primo Maggio varesino che quest’anno presentava una novità assoluta (almeno negli ultimi ventanni) ossia la presenza del sindaco della città.

Il sindaco Galimberti (a destra) in Piazza Repubblica prima della manifestazione

<<Questi sono appuntamenti di tipo sociale e non politico in cui l’amministrazione ha il dovere di essere presente. La mia presenza non è solo come atto istituzionale ma personalmente voglio dimostrare la mia vicinanza ai lavoratori e lavoratrici della Quiete oggi in grave difficoltà, così come per le decine di altre persone che si trovano nelle stesse situazioni pur in ambiti diversi>>, così il Primo Cittadino Davide Galimberti.

Ora non resta che attendere come le cose possano cambiare, dando modo a tutte le categorie di lavoratori così come dei pensionati, di vivere in maniera più serena, stabile e consona in un Paese dove in realtà sperpero e corruzione trova purtroppo sempre più terreno fertile aumentando a dismisura il disagio sociale.

direttore@varese7press.it

GALLERIA FOTOGRAFICA


 

 

 

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Posted by on 1 maggio 2017. Filed under Economia,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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