Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Fiorella Mannoia ospite del centro Eos di Varese per dare fiducia a tante donne maltrattate

VARESE, 9 maggio 2017- La famosa cantante Fiorella Mannoia, a Varese per il concerto al Teatro di piazza Repubblica, ha visitato nel pomeriggio di oggi la sede di Eos Varese, il Centro di ascolto e di accompagnamento contro la violenza e il maltrattamento alle donne.

Una visita graditissima, che le responsabili di Eos hanno concordato con Di.Re. Donne in rete contro la violenza, il coordinamento nazionale dei centri antioviolenza d’Italia.

Nei mesi scorsi, infatti, Fiorella Mannoia insieme a Loreana Bertè e ad altre artiste, ha realizzato l’evento “Amiche in Arena” e prodotto il relativo Cd, il cui ricavato è stato donato a Di.Re.

Tra le sette città proposte per un incontro di ringraziamento per l’importante donazione e l’ancora più importante messaggio, Fiorella Mannoia ha scelto Varese per la storia ventennale del centro Eos e per la validità del progetto.

L’incontro, avvenuto in forma privata,è stato l’occasione per presentare le attività e i progetti del centro, ma anche per dialogare con l’artista sui temi della violenza di genere, temi a cui Fiorella Mannoia è da sempre particolarmente sensibile.

Con semplicità e spontaneità Fiorella Mannoia e le volontarie del Centro si sono confrontate sulla necessità che le donne per prime prendano coscienza dei loro diritti e della loro forza, ma anche sull’importanza di avere spazi e strutture dove le donne possano trovare ascolto, il tempo per se stesse per trovare consapevolezza e per confrontarsi con altre donne.

Siamo felici e orgogliose che Fiorella Mannoia abbia scelto di visitare la nostra associazione – dice Olivia Ghelfi, presidente di Eos Varese – In particolare siamo contente del lavoro che queste artiste hanno fatto a favore dei centri antiviolenza. Perché anche questo è un modo per far giungere il messaggio contro la violenza ad un grande numero di persone. Grazie al lavoro che in questi anni cnetri come il nostro hanno fattio, il fenomeno è emerso in tutta la sua gravità, e cia ha fatto capire quanet ancora sono le azioni che i nostrio poliutici e ammiu nistratori locali devono fare perché questo drammatico fenomeno venga affrontato in tutta la sua gravità”.

“I centri d’ascolto sono innanzitutto un punto di incontro tra le donna, dove possono trovare uno spazio di legittimazione delle loro esperienze e della loro vita. Non sono mai giudicate e tutto quello che dicono resta qui, nel rispetto della loro storia e della loro privacy. Il lavoro che noi facciamo è quello di accompagnarle e di far loro prendere coscienza della loro dignità, del loro amor proprio e dei loro diritti. Nessuna decisione è presa per loro, ma le sosteniamo e le accompagniamo in questo cammino che spesso è lungo, doloroso e faticoso, ma che porta al riscatto della donna”.

Il progetto che prenderà vita a Varese anche grazie ai contributi dell’iniziativa,  si chiama “La stanza delle donne” e permetterà di realizzare un punto di incontro per donne italiane e straniere dove trovarsi per conoscersi, parlarsi e approfondire le rispettive culture nei diversi ambiti delle loro vite., Una stanza dove le donne potranno dedicarsi all’incontro ma anche a diverse attività anche creative, artistiche e culturali.

Un “dono” anche per il quartiere di Biumo Inferiore, una zona di Varese ritenuta storicamente degradata e ora abitata da molte famiglie straniere di diverse provenienze, le cui donne potranno sicuramente trovare spazio, ascolto e la possibilità di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza familiare.

“Ringraziamo in modo particolare Di.Re per aver indicato il nostro progetto ed averci dato l’opportunità di incontrare questa grande e generosa donna”

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 9 maggio 2017. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *