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Bruchi, farfalle, formiche, fiori e piante rivivono con la mostra fotografica di Emanuele Biggi ai Musei Civici di Varese

VARESE, 5 maggio 2017- di GIANNI BERALDO

Biggi davanti a un suo pannello esposto a Varese

Bruchi, formiche, cavallette, coleotteri, piante, fiori, ma anche piccoli granchi e pipistrelli così come decine di altri esemplari che ognuno di noi potrebbe trovare nel giardino di casa. Una presenza a volte discreta utile a determinare lo stato salutare dell’ambiente in cui vivono. Un ecosistema delicato e da preservare. La natura è meravigliosa e questi piccoli affreschi viventi sono stati immortalati a imperitura memoria, grazie a una tecnica fotografica straordinaria messa in atto da Emanuele Biggi-naturalista, fotografo e volto noto del programma Geo in onda su Rai3-,nell’ambito del Progetto “Meet your neighbours” (che è pure il titolo della mostra) nato nel 2009 dai fotografi Clay Bolt e Niall Benvie, con l’obiettivo di avvicinare visivamente al pubblico quelli che sonoi protagonisti indiscussi degli spazi verdi e degli habitat attorno a noi ma anche in posti lontani. Queste opere d’arte ora sono disponibili al pubblico varesino, grazie alla mostra allestita ai Musei Civici di Villa Mirabello organizzata dalla direttrice Serena Contini e curata dal professore Adriano Martinoli, docente di Zoologia dell’Università degli Studi dell’Insubria.

La tecnica è molto particolare, con le decine di insetti e altre specie animali che paiono fuoriuscire dai grandi pannelli bianchi dove sono state collocate le fotografie << Da diverso tempo faccio parte del progetto Meet your neighbours lo stesso che indica delle regole ben precise su come impostare le foto ma soprattutto la delicatezza con la quale bisogna avere cura degli animali e del loro ambiente>>, dice Bigi che abbiamo sentito prima dell”inaugurazione ufficiale avvenuta questa sera alla presenza della direttrice, del professor Martinoli e del sindaco Galimberti, quest’ultimo davvero soddisfatto di come la città abbia risposto alle varie iniziative di taglio ambientale. Presente pure il Rettore dell’Insubria Varese Alberto Coen Porosin anch’esso contento dell’ottimo rapporto instauratosi tra la città e l’università <<Connubio ideale e fondamentale. Importante che ogni università venga accolta positivamente nella città che la ospita e sotto questo aspetto siamo molto soddisfatti di Varese>>.

Il fotografo e conduttore Rai ha poi rimarcato come la tecnica utilizzata nello specifico consiste nel prelevare l’insetto dalla postazione naturale in cui si trova (un albero, nell’erba, su di una foglia ecc…) per poi piazzarlo su un pannello bianco retroilluminato da flash: l’effetto finale è quello che vediamo esposto, con decine di gigantografie poste suddivise in 40 pannelli, dove gli insetti immortalati come fossero primedonne paiono voler comunicarci qualcosa.

La presentazione

<<per gli scatti ho utilizzato una classica reflex digitale per un lasso di tempo di circa 2 anni. Ma questo è un lavoro in divenire-anche questa è una regola del movimento nato in Inghilterra-dove a questi si aggiungeranno in futuro nuovi soggetti con la speranza che tutti noi prendiamo coscienza che questi piccoli amici così comuni sono da preservare e trattare con cura>>.

Come tutta la natura che ci circonda d’altronde.

La mostra rimarrà aperta fino a fine mese nell’arco del quale  si terranno conferenze a tema aperte al pubblico a partire dalle ore 17.

direttore@varese7press.it

 

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Posted by on 5 maggio 2017. Filed under Arte,Spettacoli&Cultura,Varese,VARESE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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