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Acquistare like per la vostra pagina Facebook: pro e contro

VARESE, 10 maggio 2017Il numero dei like (mi piace) ricevuti da una pagina su Facebook è l’indice universalmente riconosciuto per stabilirne il relativo successo: agli occhi di tutti, infatti, un’azienda che possiede decine di migliaia di “mi piace” è considerata importante e meritevole di attenzione. Al contrario, un’azienda che possiede un numero limitato di fan, trasmette, a chi non la conosce, una immagine di sé molto ridotta.

Nonostante l’indice per misurare la qualità di una pagina di Facebook, ed il relativo valore dell’azienda che la possiede, non possa essere limitato al solo numero di “mi piace”, questo elemento ha fatto nascere nel mondo un vero e proprio mercato per la compravendita di like. Esistono, in tal senso, due opposte scuole di pensiero nel web marketing: coloro che, pur essendo consapevoli che una strategia di comunicazione non possa limitarsi al puro raggiungimento di un numero elevato di fans, non sono affatto contrari all’acquisto di like ‘al chilo’, e, dall’altra parte, coloro che disprezzano questo atteggiamento perché non solo falsifica la realtà, ma può portare addirittura conseguenze negative all’azienda acquirente.

Dopo avervi mostrato quello che, a nostro parere, è l’unico aspetto favorevole dell’acquisto di like, passiamo in rassegna i vari aspetti negativi di tale pratica, sia che essa venga fatta tramite canali leciti (le Facebook Ads) che illeciti (siti dedicati alla compravendita di like). Ebbene sì, gonfiare il numero dei propri fan, se fatto nella maniera sbagliata, porta con sé diversi svantaggi.

Per capire bene di cosa stiamo parlando è meglio fare un passo indietro e cercare di comprendere cosa sono esattamente i “Mi piace” fraudolenti. Quando parliamo di “Mi piace” falsi, come afferma lo stesso Facebook Business, ci riferiamo a servizi esterni che vendono pacchetti di like provenienti da account falsi o persone senza intenzioni reali, e che offrono un determinato numero di “Mi piace” ad una tariffa a volte estremamente economica e particolarmente attraente. Nella maggior parte dei casi, coloro che si dichiarano fan di una pagina sono utenti con nomi stranieri, che parlano una lingua differente dalla nostra e che, molto spesso, provengono da paesi poveri ed in via di sviluppo. I venditori di “Mi piace” falsi promettono agli amministratori delle pagine, attraverso questa compravendita, di ottenere un maggiore successo nella realizzazione dei loro obiettivi di business.

A parte il fatto di essere perfettamente consapevoli che queste persone non sono e non saranno mai nostre clienti (spesso, infatti, non capiscono neppure la nostra lingua e sono quindi completamente all’oscuro di quella che è la nostra attività), vi vogliamo segnalare, come primo punto a sfavore di questa pratica, che Facebook è continuamente alla ricerca di come fermarla. Sempre più spesso, infatti, scopre l’esistenza di questi finti account e li cancella, facendo così drasticamente calare il numero dei fans e dando un segnale negativo all’immagine dell’azienda che li aveva acquistati e che risulta, in questo modo, agli occhi delle persone reali, particolarmente poco attraente da giustificare una apparente fuga di clienti ed estimatori.

Un secondo aspetto negativo dell’acquisto sconsiderato di migliaia di like appare subito chiaro se siamo a conoscenza di come il Newsfeed Algorithm di Facebook gestisce i post ed i contenuti pubblicati sulle pagine aziendali. Di cosa si tratta? Dovete sapere che alla base di Facebook esiste un algoritmo che decide cosa mostrare nella sezione notizie di ognuno di noi: i post scritti dai nostri amici, dalle pagine che ci piacciono, ecc. Si tratta di una sorta di filtro che, capendo quelli che sono i nostri interessi, ci mostra sono i contenuti potenzialmente di nostro gradimento, non facendoci vedere tutto il resto che potrebbe risultare a noi noioso o addirittura fastidioso.

Questo algoritmo si basa sulle nostre interazioni: quanto più ci soffermiamo su contenuti di una determinata pagina o persona, tanto più capirà che non vorremmo mai perderci nulla di ciò che queste ultime scriveranno prossimamente. Al contrario, se dimostriamo scarso interesse nei confronti di determinati post, il Newsfeed Algorithm è portato a credere che questi contenuti siano di scarsa qualità e con molta probabilità non interesseranno neppure a chi condivide i nostri interessi.

Supponiamo, quindi, che il nostro pubblico sia stato in gran parte comprato: se Facebook inizierà a mostrare a questi utenti fake il nostro post appena scritto, si accorgerà, in breve tempo, che tale contenuto non raccoglierà alcun consenso e in breve smetterà di pubblicarlo, non recapitandolo, quindi, a quella parte “reale” del nostro pubblico di fan, creandoci, in questo modo, un danno facilmente comprensibile.

Come rimediare? Qualora doveste accorgervi che la vostra pagina ha ricevuto “Mi piace” da persone che non rientrano nell’indicazione di posizione, fascia di età o sesso che state cercando di raggiungere, ecco qualche utile consiglio operativo per evitare questi seguaci inutili.

Innanzitutto possiamo avvalerci del remarketing: con Facebook c’è la possibilità di mostrare le vostre inserzioni solamente agli utenti che hanno già visitato il vostro sito internet, pertanto questi utenti sono reali e maggiormente propensi a interagire con le vostre inserzioni.

Un’altra funzione interessante di Facebook è rappresentata dal pubblico personalizzato, detto anche custom audience, ovvero potete mostrare le vostre inserzioni a tutti quegli utenti con i quali avete già avuto dei contatti al di fuori di Facebook.

Potete inoltre ampliare il pubblico tramite la funzione “crea un pubblico simile”, ovvero con interessi molto affini alle persone con cui hai già avuto dei contatti.

Un altro consiglio utile è quello di evitare di targhetizzare il pubblico solo per interessi poiché vi espone al rischio di ottenere fan e like principalmente da profili fake. La cosa migliore è quella di combinare il target per interessi, con il pubblico personalizzato o simile.

Infine, se invece volete rimuovere questi seguaci fasulli potete dapprima cliccare su Impostazioni dopo aver fatto l’accesso nella vostra pagina Facebook; poi cliccate su Persone e altre Pagine nel menu di sinistra e poi sull’icona dell’ingranaggio in corrispondenza dell’utente da rimuovere ed infine su Rimuovi dai “Mi Piace della Pagina”.

Per approfondire meglio questo argomento vi consigliamo anche di guardare il video “Facebook Fraud”, ovvero “Mi piace fraudolenti” realizzato da Derek Muller, presentatore del podcast Veritasium, che porta alla luce questo fenomeno dannoso.

Se invece desiderate avere altri consigli pratici ed utili su Facebook (tutti suggerimenti gratuiti, nessun libro o videocorso a pagamento!) potete seguire la pagina Facebook di Swimme, una emergente start-up, che ha recentemente realizzato l’omonimo framework che permette di creare un sito dalla propria pagina Facebook. Swimme è stato studiato apposta per negozi di abbigliamento, pizzerie, ristoranti, gelaterie, bed and breakfast, negozi di arredamento, parrucchieri, centri estetici, palestre e non solo. Grazie a Swimme gestire un sito web non è mai stato così facile.

 

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Posted by on 10 maggio 2017. Filed under PROVINCIA,Sociale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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