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Il consumo eccessivo di carni rosse aumenta rischio di mortalità

VARESE, 13 maggio 2017 Continuano ad accumularsi le evidenze scientifiche contro il consumo di carni rosse. Questa volta tocca ad uno studio pubblicato sull’ultimo numero del British Medical Journal, nel quale Arash Etemadi (della Divisione di Cancer Epidemiology and Genetics, National Cancer Institute, Bethesda, USA) e colleghi forniscono ulteriori prove dell’esistenza di una correlazione tra consumo di carne rossa e aumento di mortalità.

I risultati di questo studio di coorte basato su popolazione hanno infatti dimostrato che il consumo di carni rosse e processate si correla con un aumento medio di mortalità del 26% per tutte le cause e per nove cause specifiche. La correlazione più forte è emersa con la mortalità da epatopatia cronica che aumenta del 230% nei forti consumatori di carni rosse.

Si tratta di uno studio molto vasto, su circa 537 mila partecipanti, con un periodo di osservazione di  oltre 7,5 milioni di anni-persona, molto ben disegnato (cosa non scontata per gli studi epidemiologici incentrati su valutazioni dietetiche). I tassi di mortalità sono risultati inferiori del 25% nei gruppi che consumavano maggiori quantità di pesce e pollame, rispetto a quelli che indulgevano di preferenza sulle carni rosse

Ma cos’è esattamente che rende carni rosse e processate nemiche della salute? Secondo gli autori dello studio, tra i principali responsabili vanno annoverati il ferro eme delle carni rosse e i nitriti/nitrati di quelle processate. Ma questa è solo una parte del problema. Altri aspetti riguardano infatti le sostanze cancerogene che si producono con i metodi di cottura (amine eterocicliche e idrocarburi aromatici policiclici), i contaminanti dei mangimi animali, un ridotto apporto di frutta e verdura.

Ma i problemi non si esauriscono certo qui. Certo il dato dell’aumento di mortalità fa paura e fa riflettere; ma non destano minor preoccupazione una serie di altre ricadute di un eccessivo consumo di carne, quali uno sviluppo puberale precoce o l’antibiotico-resistenza, tanto per citarne alcune.

Ci sono poi le conseguenze ambientali, anche queste non di poco conto. Gli allevamenti di bestiame richiedono un enorme consumo di acqua, generano metano, inquinamento dell’aria e delle falde acquifere. (da quotidianosanità.it)

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Posted by on 13 maggio 2017. Filed under Sanità,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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