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“The Hole”, nuovo spazio espositivo al Liceo Frattini di Varese

VARESE, 23 maggio 2017– Il Liceo Artistico Statale “Angelo Frattini” di Varese accoglie all’interno del suo nuovo spazio espositivo the Hole, l’opera Alfabeto Rosenthal (1986) di Marcello Morandini.

Il piccolo spazio espositivo, ricavato dalla fossa d’ispezione di una ex-officina, è collocato all’interno del NONMUSEO del Liceo Artistico Frattini di Varese. È un taglio nel suolo, una fessura dentro cui guardare dall’alto, uno spazio pensato per progetti d’arte site specific; l’artista è invitato a rimettere in gioco e a reinventare la collocazione di una sua opera, per confrontarsi con una visione diversa, con uno sguardo inedito e inusuale sul proprio lavoro.

Alfabeto Rosenthal, l’opera scelta da Marcello Morandini, si presta molto bene a questa nuova lettura. Realizzata negli anni’80 in un periodo ormai storico, che l’opera stessa racconta molto bene attraverso la sua sensibilità tutta postmoderna, presenta la serie delle lettere dell’alfabeto italiano su un fondo nero. In Alfabeto ogni singola lettera ha un suo specifico modo di essere, è un logogramma ideato da Morandini proiettando la sua forma nello spazio facendola quasi esplodere, componendo una superficie che diventa sensibilmente presente, dinamica e attiva. C’è in questo progettare una grande libertà compositiva che si scopre ad esempio anche nel gioco dei colori delle lettere – quasi una atipicità nell’opera di Morandini – un metodo ludico di reinvenzione continua delle forme, con possibilità combinatorie praticamente infinite. Le lettere difatti si aprono in assonometrie, si dividono, ruotano, scorrono sugli assi, si proiettano in ombre sempre riconfigurate. All’interno di quest’opera si riconoscono inoltre delle forme – come persistenze che ritorneranno anche in altri suoi importanti lavori – di microsistemi compositivi e di moduli specifici del suo fare combinatorio, del suo caratteristico progettare la forma, riproposte in scale diverse, ripetizioni, misure scalari, cifre riconoscibili di un’estetica molto personale.

Per the hole, Morandini, considerata la lunghezza della “buca”, la collocazione “sotteranea” dell’opera e la disposizione del pubblico, mette in risalto una lettura di Alfabeto, oltre che nello spazio, nel tempo, semplicemente collocando una lettera dopo l’altra, una cosa dopo l’altra, in modo molto fisico e presente, questo adottando la classica convenzione della lista del nostro alfabeto, organizzandola in due file ordinate, per un cammino di lettura che prevede uno spostamento fisico del visitatore, una andata e ritorno, per suggerire un possibile e concreto abbecedario in cui il capolettera è però una miniatura quasi inafferrabile. Morandini ci invita così a vivere l’esperienza di un percorso che è sia visivo che mentale, e un cammino che è metafora di una conoscenza che cresce passo dopo passo.

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Posted by on 23 maggio 2017. Filed under Arte,Scuola. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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