Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Cronicità e fragilità: anziani e loro famiglie mai più soli. Al via la nuova riforma regionale presentata oggi a Varese

VARESE, 10 giugno 2017- di GIANNI BERALDO

Un momento dell’incontro odierno a Varese

Valorizzare la prossimità territoriale per la cura dei pazienti cronici e fragili. Una questione decisamente delicata che la Regione Lombardia vuole risolvere al più presto, ponendolo tra i principali obiettivi della prossima mission d’ambito sanitario.

Per farlo adotterà una legge creata ad hoc dalla stessa Regione Lombardia, strutturata in maniera tale che possa divenire esempio nazionale, contemplando nuovi ruoli e figure professionali in grado di affrontare quello che negli anni è divenuto un grave problema sociale e sanitario, spesso a carico degli pazienti e loro famiglie.

Tra i ruoli strategici vi sarà quello del “Gestore” ovvero di chi sarà titolare della presa in carico dei pazienti cronici e o fragili e garantirà il coordinamento e l’integrazione tra i differenti livelli di cura ed i vari attori. Possono essere gestori, le strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate e a contratto con il Ssl (Sistema sanitario lombardo), le cooperative di medici di Medicina generale, il MMG singolo come co-gestore di una struttura accreditata e a contratto.

Ovviamente tra gli attori principali dell’intero progetto di cambiamento saranno i Medici di Base e Pediatri, chiamati ad affrontare una sfida davvero epocale.

Professionisti sanitari che questa mattina hanno partecipato al primo di una serie di incontri delucidativi, organizzati dalla Regione Lombardia e ATS Insubria per fare chiarezza e dare indicazioni sul come attivarsi sul territorio.  Tantissimi i medici intervenuti all’Aula Magna dell’Università dell’Insubria in via Ravasi, tanto che gli organizzatori hanno dovuto “dirottarne” una cinquantina alla sala comunale Varese Vive poco distante dall’Università, dove alcuni relatori si sono adoperati per sdoppiare le tematiche.

Incontro seguito con particolare attenzione anche dai vertici dell’Asst Settelaghi-con il direttore generale Callisto Bravi in prima fila-quelli dell’Ast Insubria e Lariana oltre ovviamente a  rappresentanti della Regione come il Direttore Generale della Sanità Giovanni Daverio al quale aspettava l’onere del primo intervento.

Particolarmente dettagliate ma soprattutto esaustive gli interventi di alcuni professionisti e dirigenti Ast  i quali- anche grazie con l’aiuto si esemplificative slide- hanno saputo coniugare brevità e concretezza catturando l’attenzione del pubblico.

Sala stracolma di Medici di base per capire la riforma in atto

Prima si parlava di nuove figure come il Gestore che verrà affiancato dal Clinical manager, ossia <<colui che si prenderà in carico tutta la filiera che contempla diverse criticità>>, evidenzia la dottoressa Ester Poncato dell’ATS Insubria che sottolinea come la situazione anche nella nostra provincia in ambito dell’assistenza per malati cronici e i cosidetti soggetti “fragili” non sia molto rosea.

Ora con questa legge, la cui completa operatività dovrebbe essere per marzo 2018, molte cose potrebbero e dovrebbero cambiare in ambito assistenziale territoriale sgravando di fatto la gran mole di lavoro e criticità in cui si trovano attualmente le strutture sanitarie come gli ospedali.

Le cifre d’altronde sono impietose anche nella nostra provincia, con centinaia di famiglie che devono farsi carico delle persone anziane spesso gravate da problemi fisici e sanitari.

Un’assistenza massacrante sotto il profilo fisico, mentale e pure economico. Ora con questa nuova riforma le cose dovrebbero cambiare prevedendo  assistenza medica (ma non solo) più capillare e continua nei confronti di tutti loro.

<<Dobbiamo tenere conto dei tre livelli di assistenza cercando di capire come agire di conseguenza. Il primo livello è quello riguardante una persona solitamente anziana che necessiti prevalentemente di cure mediche e meno di quelle socio assistenziali-dice ancora la dottoressa Poncato- poi vi è il secondo livello dove paradossalmente diminuiscono le cure mediche mentre aumentano quelle socio assistenziali. Il terzo livello è ovviamente quello più critico, con persone che necessitano di cure e assistenza continua. Infatti man mano che il paziente invecchia diventa più fragile ed è normale che lo stesso necessiti di vari servizi socio assistenziali associati>>.

Se poi calcoliamo che l’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo (secondo solo al Giappone come aspettativa di vita), allora si capisce come il risolvere il problema dell’assistenza agli anziani diventi un fattore fondamentale di cui tenere conto.

Mattinata conclusa dall’intervento assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera giunto in sala verso le 12.30 che ribadisce come  << “L’idoneità dei gestori viene valutata, dall’Ats territorialmente competente, sulla base della modalità di erogazione delle attività di presa in carico; sulla completezza della filiera erogativa per i livelli e le aree di patologia o set di riferimento per cui si candida; sulla copertura dell’area territoriale e sul coinvolgimento del MMG (medico di Medicina generale) e dei Pls (Pediatra di libera scelta)>>.

direttore@varese7press.it

 

 

 

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 10 giugno 2017. Filed under Sanità,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *