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Adria Bartolich, Segretario Generale Cisl Laghi: “I lavoratori frontalieri non sono la cassa dello Stato italiano”

VARESE, 18 giugno 2017- Sulla situazione instabile tra Italia e Svizzera relativa ai lavoratori frontalieri, e il tema dibattuto in questi ultimi mesi sulla fiscalità, interviene anche Adria Bartolich, Segretario Generale Cisl Laghi <<I lavoratori frontalieri rappresentano sicuramente una tipicità, ma in virtù del fatto che siano in una situazione particolare non possono essere continuamente messi discussione sotto tutti i piani.

Certamente rispetto ai lavoratori italiani di pari livello hanno mediamente un trattamento economico più favorevole, ma questo vantaggio è accompagnato anche da una normativa sotto, il profilo dei diritti dei lavoratori più restrittiva, e meno garantista di quella italiana, e  soprattutto da continue messe in discussione della loro posizione soprattutto  in Svizzera ma anche  in Italia, che creano un quadro di continua incertezza>>, il segretario continua evidenziando come <<Dal punto di vista della Svizzera l’aumento della tassazione equiparata a quella italiana, consente di limitare la presenza di lavoratori italiani sul suo territorio, le trattenute più alte nello stipendio finiscono per fare diventare il lavoro oltre confine svantaggioso, e quindi di ridurre il numero dei frontalieri.

Dal punto di vista dello stato Italiano invece, un incremento certo di entrate. Ricordo che i lavoratori frontalieri con i ristorni del 38,8 % delle tasse della Svizzera che vengono versati ai comuni di frontiera, hanno contribuito non poco alla realizzazione di opere importunati per le comunità locali>>.

Poi la quota finanziamento alle Province di Varese e Como  <<Sempre dai frontalieri proviene anche una quota di finanziamento per le provincie di Como e Varese che sono le provincie dalle quali   la maggior parte di loro proviene.

Quello che in tutti questi ragionamenti non viene preso in considerazione, ma che interessa invece il nostro territorio, è  che non solo  il serbatoio  di posti di lavoro in Svizzera ha consentito di ridurre l’impatto  della crisi economica sulle possibilità di occupazione, ma anche che ogni misura  tesa a ricostruire confini artificiali ( dal casellario, alla chiusura delle dogane nelle ore notturne)  cozza con tutte le iniziative di  coordinamento , rapporto e cooperazione  messe in atto almeno negli ultimi vent’anni  che vanno dalla  Regio Insubrica, l’Interreg e  le convenzioni tra Italia e Svizzera>>. 

Dibattuto pure l’atteggiamento ostruzionistico da parte della Svizzera <<All’atteggiamento protezionistico della Svizzera non può corrispondere quello da cassiere dello stato italiano. Sullo sfondo c’è l’espulsione di fatto di un numero molto cospicuo di lavoratori italiani dal mercato del lavoro svizzero, con tutte le ricadute sociali che tutto questo comporta, stante che dalla crisi  non siamo ancora usciti, ed un ulteriore  impoverimento degli enti locali di confine. Non ci sembra che la firma immediata dell’accordo risolva questi problemi Su temi delicati come questi serve gradualità e buon senso. Bene perciò l’incontro che si è svolto ieri con i presidenti INPS di Varese e  Como sui temi caldi Da parte nostra c’è un atteggiamento  propositivo  e siamo favorevoli alla costruzione di un tavolo di negoziazioni tra le parti che comprenda anche le istituzioni svizzere . Sul tema della partita fiscale non abbiamo preclusioni o pregiudizi, ma l’accordo dovrebbe quanto meno  una gradualità attuativa compatibile con gli impegni finanziari  in modo da non danneggiare irreversibilmente le  famiglie dei frontalieri (ad esempio  per i mutui decennali o più) La Cisl si sta impegnando affinché nell’accordo sia prevista come contropartita la rimozione di tutti gli atti discriminatori e del damping salariale che i lavoratori frontalieri stanno subendo in particolar modo nelle medio basse professionalità>>.

 

 

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Posted by on 18 giugno 2017. Filed under Economia,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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