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Il Tribunale decide per i genitori separati di fare vaccinare il loro figlio Decisione presa nonostante il padre fosse favorevole e la madre no

MILANO, 9 agosto 2017- Il tema vaccini ha scaturito nella collettività reazioni talmente contrastanti da costringere il Governo ad intervenire con un decreto ministeriale, ma quando questi contrasti si verificano poi all’interno di una famiglia con due genitori separati, ecco che le soluzioni che possono prospettarsi sono rovinose.

Il Tribunale di Milano ha infatti deciso che, un bambino di 4 anni figlio di separati, di cui la madre contraria da sempre ai vaccini, nonostante il padre fosse favorevole, alla fine in seguito al decreto divenuto legge rendendoli obbligatori, saranno i servizi sociali a doversi occupare della salute del bimbo.

Fatto gravissimo è che la donna sia riuscita ad imporre la sua volontà nel tempo, non facendo vaccinare il bambino, denunciando il marito (denuncia poi archiviata) per presunte molestie sul piccolo, inoltre ha poi causato delle deficienze vitaminiche allo stesso imponendogli una dieta vegana.

Siamo di fronte ad un altro caso di insensata violazione del volere e della potestà genitoriale paterna a danno di questo bimbo di 4 anni, che a causa della madre e delle decisioni del giudice che impongono ciò che il padre aveva sempre sostenuto, ignorandolo, si ritrova ad oggi “affidato” ai servizi sociali, i quali decideranno non solo sulla salute del bimbo, perché a quanto pare il padre non sarebbe in grado di occuparsene, ma assumeranno le decisioni anche in merito all’istruzione ed educazione del piccolo.

Ricordiamo che nel nostro ordinamento la famiglia è sacra nel senso che lo Stato dovrebbe interferire il meno possibile, se non per tutelarla invece che per sgretolarla.

Nel caso di specie invece il padre è stato espropriato della potestà genitoriale, ancora una volta a testimoniare come l’orientamento dei giudici in Italia sia palesemente sbilanciato verso le madri, perché il figlio è ritenuto proprietà esclusiva di quest’ultima.

Queste decisioni sono una palese violazione della bigenitorialità e del diritto anche del padre di prendere decisioni fondamentali in merito ai figli, ci chiediamo perché, se il giudice ha deciso di far applicare la legge, non ha “affidato” il bambino al padre che da sempre voleva vaccinare il bambino e gli è stato impedito attraverso l’accusa più infamante per un padre, ovvero quella di aver molestato il figlio.

In Italia sussiste un palese abuso della espropriazione della potestà genitoriale del padre contro cui Codici si batte da sempre, anche attraverso le nostre campagne e la petizione per chiedere di rendere noti i dati statistici sugli affidamenti dei minori, tra cui le percentuali di collocamento (prevalente) presso la madre in regime di affido condiviso oppure presso il padre. Per avere un quadro della situazione in merito, firmate la nostra petizione al link sottostante:

http://codici.org/home/petizioni/affidamenti-dei-minori-codici-si-rendano-pubblici-i-dati-statistici.html

Rimaniamo inoltre a disposizione per le vostre segnalazioni ai seguenti link:

http://codici.org/voglio-papa.html

http://codici.org/le-rubriche/legalita/codici-campagna-voglio-papa-la-via-europea-alla-giustizia-dei-padri.html

http://codici.org/component/k2/codici-denuncia-la-distorsione-delle-consulenze-tecniche-in-tema-di-separazione-dei-genitori-ed-affidamento-dei-figli-e-i-suggerimenti-degli-studi-legali-il-consiglio-superiore-della-magistratura-intervenga.html

 

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Posted by on 9 agosto 2017. Filed under Sanità,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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