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Trovato il corpo decapitato di Marilena Rosa Re: era nell’orto dell’uomo arrestato ieri

Un momento delle ricerche (ANSA)

CASTELLANZA, 12 settembre 2017 – Il cadavere decapitato di Marilena Rosa Re, 58 anni, la promoter di Castellanza scomparsa lo scorso 30 luglio, è stato trovato sepolto nell’orto di Vito Clericó, il 65enne di Garbagnate Milanese (Milano) fermato ieri per l’omicidio e l’occultamento del cadavere.

L’uomo ha accompagnato l’Autorità Giudiziaria e gli investigatori  in un orto, nella sua disponibilità nel comune di Garbagnate, indicando il luogo dove avrebbe sepolto la vittima.

Successivamente, l’uomo è stato riaccompagnato alla Caserma dei Carabinieri di Busto Arsizio e sottoposto a fermo del Pubblico Ministero.

Dopo gli avvisi previsti dal codice di procedura penale all’indagato, al suo Difensore ed ai familiari di Marilena Rosa Re, personale specializzato del laboratorio di antropologia ed odontologia forense (LABANOF)  di Milano, dalle prime ore di oggi, 12 settembre 2017, si è dedicato alle operazioni di scavo, dalle ore 11:00 sino alle ore 20:00, per garantire gli esiti tecnici delle operazioni.

Alle ore 18:00 circa, ricevuta la notizia che era stato rinvenuto un cadavere, i Magistrati ed i Carabinieri si sono recati nell’orto. Sono stati rinvenuti, in una fossa di circa un metro per 50 cm di lato e 50 cm di profondità:

un sacco di tela, di circa 40 centimetri di lato;

un sacchetto di plastica;

sotto il sacchetto di plastica, il cadavere di un essere umano piegato con il tronco e le braccia rivolte verso il confine dell’orto e, al di sotto, le gambe.

Il corpo era privo di testa ed in avanzato stato di decomposizione; non sono state rilevate, allo stato, lesioni né segni di bruciatura.

Dall’esame preliminare del bacino, l’esperto del Labanof ha indicato al 90% la probabilità che si tratti di persona di sesso femminile. La certezza che sia una donna e che si tratti di Marilena Re potrà venire solo dall’autopsia e dalla comparazione del DNA del cadavere con il DNA della vittima già acquisito.

Lo ha spiegato ai giornalisti il procuratore della Repubblica di Busto Arsizio (Varese), Gianluigi Fontana. Era stato lo stesso 65enne a indicare agli inquirenti il punto dove scavare. (ANSA)

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Posted by on 12 settembre 2017. Filed under Cronaca,PROVINCIA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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