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Ci scrivono: “Il Molina è una casa di riposo non un laboratorio di pasticceria”

VARESE, 6 ottobre 2017– Verrà fatto un “Laboratorio del gusto” alla “Casa di riposo Molina” : leggo oggi la notizia sui mass-media della città.

Fare tale laboratorio in una casa di riposo per anziani, dove la carenza di personale si riflette sugli ospiti, dove strutture interne mostrano difetti e causano problemi al personale stesso che ci suda faticosamente, non mi sembra una coerenza.

Un piccolo esempio della situazione attuale del Molina? La lavanderia non va: vengono confusi gli indumenti degli ospiti – cosa apparentemente minima ma che la dice lunga sul funzionamento del servizio.

Perché non pensare alle necessità mediche che non possono non essere all’ordine del giorno in una simile struttura? Perché non rafforzare ambulatori specialistici? Ripeto: creare questo nuovo  laboratorio mi sembra un’idea molto peregrina, qualcosa di analogo al comportamento dei passeggeri  del Titanic che danzavano mentre la nave affondava (sento una vocetta interiore che mi dice di non esagerare). Va bene e allora pensiamo a un esempio più modesto: metterci ad imbiancare il Castello di Belforte …. Forse anche questo è esagerato; allora mettere i palmer da competizione su una mountan –bike.

Resa l’idea?Le necessità degli anziani varesini sono ben altre. Devono essere accompagnati nelle loro sofferenze e nei loro problemi non trascurabili. Forse pensare alle necessità psicologiche che devono affrontare è cosa più impellente. Si può rispondere che tutto questo è già fatto. Ma allora perché la voce comune parla di difetti di gestione in aumento? Vox populi …

Il Molina ha soldi investibili in altre necessità? Allora perché non finanziare una ricerca presso la facoltà di medicina della nostra  università sui dolori cronici? Oppure sul tema Alzheimer? Oppure sulle nefropatie senili, o sulle maculopatie?

Il dottor Pallino, commissario nominato dalla ATS, mettendo il Molina a disposizione del famosissimo signor Gualtiero Marchesi con il progetto sopraddetto, non va oltre i suoi attuali compiti?

Sia Gualtiero Marchesi che il dottor Pallino non sono di Varese. Perché vogliono dare al Molina un indirizzo che stride con le esigenze di funzionamento di una casa di riposo di Varese , che mostra purtroppo grandi difetti nel suo modulo amministrativo?

Il Molina, sito in Varese, è dei varesini, è cosa dei varesini; perché non viene rispettato nel suo indirizzo istituzionale di assistenza ai varesini anziani, molto spesso costretti ad andare in case di riposo fuori Varese?

Ripeto: il Molina, anche se ente privato, è di Varese e suo compito è servire quelli di Varese. Lo pensa un varesino che potrebbe essere prossimo ospite del Molina e che è poco abituato a voli pindarici, ma ama essere il più possibile con i piedi ben ancorati a terra e pragmaticamente è addolorato nel veder bistrattare i suoi concittadini.

   Emilio Corbetta  consigliere comunale  PD

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Posted by on 6 ottobre 2017. Filed under Lettere Al Direttore,Sanità,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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