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Il Festival Nature Urbane ha richiamato tanta gente, ma è ora di affrontare i veri problemi della città

VARESE, 10 ottobre 2017- di GIANNI BERALDO

L’assessore Cecchi con il sindaco Galimberti

<<Una manifestazione che ha dato la possibilità di guardare la città in modo diverso. Ora la vera sfida sarà quella di costruire un nuovo percorso di convivenza civile>>. Con queste parole Enzo Laforgia-presidente commissione Cultura del Comune- hanno evidenziato il senso originale con il quale (forse)  è stato ideato e allestito il Festival Nature Urbane.

Due settimane di visite a parchi e giardini privati, incontri culturali e altri appuntamenti che hanno animato per due settimane la città di Varese (dal 29 al 8 ottobre), con  molta gente proveniente da tutta la regione. Segno tangibile che la macchina organizzativa e promozionale ha funzionato. 

Certo, poi rimane da capire quanto sia realmente piaciuta questa manifestazione ai varesini, quanti cittadini residenti abbiano realmente partecipato all’evento e quanti invece l’abbiano snobbato perchè in fondo le priorità da risolvere per la città da parte di questa amministrazione comunale, sono ben altre.

Comunque sia a molti Nature Urbane è piaciuto. Anche solo per il fatto che qualcosa bisognerà pur smuovere per ricreare situazioni allettanti anche  a livello turistico.

<<Una manifestazione rimasta compatta sui temi programmati, fondamentale per mantenere l’unità d’intenti>>, dice l’assessore alla Cultura Roberto Cecchi quasi incredulo che tutto abbia funzionato a dovere, evitando malumori interni o altre possibili crepe istituzionali. Una squadra compatta: questo il senso del verbo con il quale l’assessore varesino (ma fiorentino di nascita) si compiace con il resto della Giunta presente oggi in Sala matrimoni, rendendo pubblica la loro grande soddisfazione in merito al successo del Festival. Cecchi nel suo lungo intervento aggiunge che <<il Festival è entrato n sintonia con il sentimento delle persone, anche grazie ad un’unica regia pur con tante collaborazioni, ossia quello che si fa con qualsiasi progetto>>. E lui che di professione è architetto di progetti se ne intende.

Insomma è andata bene. Almeno secondo l’amministrazione comunale che puntava molto su questa manifestazione che ha richiesto notevoli sacrifici da parte di tutti gli addetti del Comune.

<<Questo è solo una parte del brand Varese, che richiede una serie di passaggi ulteriori>>, sottolinea il sindaco Davide Galimberti ovviamente soddisfatto di come siano andate le cose soprattutto a livello d’immagine <<questo Festival consente di accrescere l’immagine di Varese anche a livello internazionale esportando il messaggio che Varese è una bellissima città, anche da vivere magari come residenti>>.

Un inno alla cultura e alla bellezza ambientale utile certamente sotto il profilo d’immagine turistica, ora però rimangono sul tavolo problemi e criticità di taglio sociale ed economico nelle quali la “bellissima città” deve fare i conti quotidianamente.

Pensiamo che al momento queste siano le vere priorità da affrontare per qualsiasi amministrazione comunale.

direttore@varese7press.it

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