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Accordi tra Italia e Svizzera sulla libera circolazione delle persone: qualcosa ancora non va

VARESE, 10 ottobre 2017- Accordi tra Italia e Svizzera: alcuni mezzi d’informazione, di entrambi i Paesi, hanno annunciato la possibilità che gli stessi potrebbero essere firmati entro un paio di mesi. Ma gli impegni chiesti al Governo italiano da una mozione risalente al febbraio 2016 (primo firmatario il deputato Pd Enrico Borghi, cofirmatari altri 21 deputati appartenenti a diversi partiti) sono rispettati in questo percorso? C’è da esprimere dubbi in tal senso, visto che  uno dei punti chiave della mozione era la realizzazione dello “Statuto del Frontaliere”, da approvarsi congiuntamente all’accordo fiscale, e per il quale i lavori del tavolo appositamente creato alla Farnesina ci risultano appena agli inizi.
 
E non si comprende ancora come sia garantita dalla Svizzera la libertà di circolazione delle persone prevista dai Trattati Europei, alla luce del negoziato in corso tra Confederazione Elvetica e Unione Europea con riferimento alla cosiddetta iniziativa referendaria “Prima i nostri” e nel quadro del principio di reciprocità di applicazione del principio di libera circolazione che dovrà essere garantito a seguito dei negoziati in corso sulla Brexit.
 
La fuga di notizie della firma imminente arriva da Lugano, dove il quarto Forum di Dialogo tra Italia e Svizzera ha visto partecipare il capo del  Dipartimento Federale Affari Esteri, Didier Burkhalter, e il ministro degli Esteri, Angelino  Alfano. Appare chiara la volontà di chiudere a breve del primo, mentre dai resoconti giornalistici è meno netta la posizione del secondo. Il quale, però, stando alla televisione svizzera, ha confermato che si è vicini al perfezionamento degli accordi. I temi sul tavolo sono numerosi e importanti: cooperazione, imposizione fiscale sui frontalieri, chiusura dei valichi secondari (decisa in modo unilaterale dalla Svizzera durante l’estate), trasporti, rapporti commerciali, servizi finanziari. Ribadiamo che a questi temi vanno aggiunti gli aspetti su cui il Parlamento in forma ufficiale e con voto impegnativo per il Governo ha chiarito essere co-essenziali: fine delle discriminazioni ticinesi, statuto del frontaliere, riconoscimento dei titoli di studio dei frontalieri italiani, garanzia per i medesimi delle prestazioni sanitarie, definizione di un lungo periodo di armonizzazione, creazione di un fondo per le zone di frontiera.
 
Alla luce di tutto ciò, quindi, chiediamo che il Ministro degli Esteri on.Alfano fornisca al Parlamento, unica sede competente, un puntuale aggiornamento sull’avanzamento delle trattative e sulla posizione dell’Italia e ricordiamo  al Ministro che egli è stato impegnato da un voto del Parlamento a garantire, prima della chiusura degli accordi, la tutela dei frontalieri nel rispetto delle  indicazioni contenute nella mozione e condivise dal Governo e dall’allora Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
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Posted by on 10 ottobre 2017. Filed under POLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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