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Il Comitato denuncia: “Che fine ha fatto il progetto rilancio ospedale di Cuasso al Monte?”

Ospedale Cuasso al Monte

CUASSO AL MONTE, 15 ottobre 2017-Era ancora estate quando la Commissione Socio Sanitaria della Comunità Montana del Piambello, fece una conferenza stampa per chiedere alla maggiore istituzione della Regione Lombardia di rispondere alla nostra comunità in merito al progetto di rilancio dell’ospedale di Cuasso presentato due anni or sono.

Almeno una risposta tra istituzioni pubbliche era auspicabile e doverosa!

Per estrema sintesi, il progetto prevede la ristrutturazione e il rilancio del padiglione centrale da destinarsi ad ospedale pubblico riabilitativo e l’assegnazione degli altri edifici a referenti no profit e privati.

Questo indecente ritardo è ulteriormente aggravato dai vari giochi politici in campo in particolare in questo periodo di campagna elettorale regionale e nazionale.

La nostra sensazione è quella di essere sovrastati da nuvole pesanti che ci impediscono di intravedere un benché minimo di sereno sul destino futuro del nostro presidio ospedaliero.

Rileviamo che vengono alimentati continuamente finanziamenti regionali per edilizia sanitaria ai quali siamo regolarmente esclusi nonostante il nostro progetto presentato.

La vergogna di aver speso tanti soldi pubblici per iniziare una ristrutturazione del nosocomio cuassese – mai conclusa – ma che ha portato negli anni ad un ridimensionamento dei servizi e dei posti letto, ha determinato un progressivo decadimento dell’ospedale stesso creando un alibi per enfatizzarne la chiusura.

Nel 2011 , l’allora D.G. Walter Bergamaschi , dopo aver concluso il contenzioso con la ditta esecutrice dei lavori di ristrutturazione e riacquistata la potestà sul cantiere, affermava che erano rimasti – come residuo del precedente finanziamento di 4.500.000 euro – circa 1.200.000 euro. Da allora nessun lavoro è ripartito ma di questi soldi si sono perse le tracce!

Per completare la ristrutturazione interrotta – a detta di tecnici da noi interpellati – basterebbe reintegrare questo residuo con cifre assolutamente inferiori a quelle destinate ad altri ospedali provinciali e della A.SS.T. sette laghi.

Nonostante questo fosco quadro, noi ci siamo sempre rapportati con le varie direzioni strategiche per trovare soluzioni pratiche e immediate alle varie criticità prodotte da loro stessi.

Anche quest’anno, nei diversi incontri con i vertici sanitari e amministrativi abbiamo concordato un percorso finalizzato a rimuovere ostacoli “interni all’azienda” per un pieno utilizzo delle attuali capacità ricettive cuassesi in attesa del progetto generale presentato.

Nonostante gli accordi presi, l’azienda non li mantiene considerandoci di fatto come sua ultima risorsa da soddisfare. E’ il caso dell’ambulatorio di cardiologia, della radiologia e della direzione dei posti letto di Cuasso.

Siamo stati costretti a presentare un esposto perché si facesse chiarezza sulla cattiva e colposa gestione tecnico patrimoniale relativamente ai servizi manutentivi ed agli appalti

Callisto Bravi, Direttore Generale

sottoscritti.

Per chiarezza : prima di questa estrema azione ci rivolgemmo direttamente al Direttore Generale Callisto Bravi e alla direzione amministrativa senza peraltro ottenere soluzioni continuative di buona gestione .

Ancora oggi permane una indecente direzione della gestione tecnico patrimoniale.

Manca una vera direzione che sappia organizzare le molteplici attività a partire dall’ordinaria manutenzione; ne è la riprova lo stato di abbandono generale di impianti, edifici e decoro ambientale.

Sono sul tavolo delle varie direzioni tutte le nostre segnalazioni.

Abbiamo rilevato le carenze dell’organizzazione generale aziendale , non tutte ascrivibili alla direzione strategica.

Ma un direttore generale dopo i primi 3 anni di mandato ( poi riconfermato)  non “rimuove e non promuove”,  diventa automaticamente corresponsabile anche di colpe che non sono sue.

A questo punto ad ognuno il suo:

1 ) La Regione deve decidere “ora ottobre 2017” cosa fare di Cuasso , o rilancio attraverso anche il percorso che è stato indicato oppure che decida la chiusura assumendosi personalmente la responsabilità della scelta.

Ne avete il coraggio?

2) Siamo consci che i d.g. nominati dalla Giunta Regionale rispondono direttamente per gli obbiettivi da raggiungere che gli sono stati affidati.

Dr Bravi, c’è l’indicazione precisa di chiudere Cuasso ?  E se sì, chi gliel’ha data?

Finora lei e i suoi predecessori avete operato come se fossimo in imminente chiusura e non valorizzando una enorme risorsa sanitaria, patrimoniale e ambientale.

3) Il nostro comitato non nasce dalla sera alla mattina e non si sviluppa esclusivamente sui social. Non abbiamo mai fatto una difesa a priori dell’esistente ma abbiamo sempre lavorato e lavoriamo per l’affermazione sul nostro territorio di servizi socio sanitari pubblici al centro di una comunità di oltre 70.000 abitanti: tanti quanto i cittadini varesini.

Le nostre denunce pubbliche sono sempre di buon senso e circostanziate partendo da una storica conoscenza dei problemi; non vorremmo essere costretti a rivolgerci ancora una volta ad altri tavoli competenti.

Per il Comitato:

Seresini Gian Battista

Ferrarello Angelo

Buzzi Fernando

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Posted by on 15 Ottobre 2017. Filed under PROVINCIA,Sanità,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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