Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Ci scrivono: ” Chi gestisce l’Ente Campo dei Fiori dovrebbe imparare dalla Svizzera”

Fiamme al Sacro Monte

VARESE, 3 novembre 2017-Egregio direttore,

mi preme formulare alcune brevi considerazioni sugli incendi recentemente divampati presso i boschi del Parco Regionale di Campo dei Fiori.

Tra le concause che hanno determinato tale situazione, sono sicuramente annoverabili le mutate condizioni climatiche, il lungo periodo privo di precipitazioni significative, la stagione autunnale che ha favorito la caduta di fogliame secco al suolo, nonché la probabile azione di alcuni piromani.

Tuttavia, a questo elenco, occorre aggiungere la sostanziale inattività dell’Ente Parco Regionale di Campo dei Fiori, come dal sottoscritto già segnalato con diverse lettere inviate alla Vs. redazione (sul tema si veda anche l’interessante lettera del sig. Martino Pirone, qui pubblicata il 30/10/2017).

E sì, perché il bosco e il sottobosco del Parco Regionale di Campo dei Fiori è stato lasciato per decenni al suo inesorabile destino e ovunque era possibile imbattersi in grovigli di rami e alberi caduti, l’uno sull’altro, i quali, durante l’incendio, sono stati proprio forieri, insieme al fogliame, del continuo propagarsi delle fiamme. Per non parlare poi della totale assenza di fasce tagliafuoco (in certi punti sarebbe stato sufficiente la piantumazione di Larici, i chi aghi non bruciano e bloccano il fuoco) o di strade forestali che potessero consentire l’accesso alle zone più impervie.

D’altronde, per lungo tempo, le preoccupazioni dell’Ente Parco Regionale di Campo dei Fiori sono state tutte concentrate sulla ristrutturazione di un vecchio rudere in località Rasa di Varese, noto ritrovo per i balordi del luogo, ove sono stati spesi milioni per un difficile e costosissimo restauro conservativo, con tanto di rifiniture di pregio. Ecco la nuova sfarzosa e prestigiosa sede del Parco Regionale di Campo dei Fiori, è qui dove le uscite di bilancio sono state calamitate per anni, azzerando ovviamente le risorse per effettuare qualsiasi minimo intervento di pulizia del bosco.

Altra attività preferita del Parco Regionale di Campo dei Fiori è quella di autorizzare veri e autentici disboscamenti, denominati con eufemismo “interventi per il diradamento del bosco”. Sicuramente i frequentatori della località “Il Poggio” sapranno bene che, sino a qualche anno fa, il sentiero n. 10 era ombroso e fresco, mentre oggi, essendo stati completamente sventrati i boschi attigui, occorre mettere molta crema protettiva contro i raggi UV, onde evirare scottature per la costante presenza dei raggi solari. Naturalmente, gli interventi per il “diradamento del bosco” hanno interessato alberi sanissimi e robusti, in genere conifere dal legno particolarmente pregiato che sono sopravvissute agli afidi, ma non alle autorizzazioni di abbattimento del Parco Regionale di Campo dei Fiori.

Altra “memorabile iniziativa” del Parco regionale di Campo dei Fiori è stata quella di autorizzare lo sventramento delle pinete in località Forte d’Orino: interpellato l’Ente, la giustificazione fornita era che, essendo inutile continuare la battaglia contro gli afidi, la cosa migliore sarebbe stata quella di eliminare il più possibile questi assembramenti di alberi. Naturalmente, “famelici boscaioli” non si sono lasciati sfuggire l’occasione per accaparrarsi il prezioso legname dei giganteschi abeti rossi.

Dopo quanto appena  accaduto, mi auguro che i Signori del Parco Regionale di Campo dei Fiori, quantomeno “nell’intimo”, dedichino qualche secondo della loro preziosa esistenza per un piccolo esame di coscienza.

Vorrei infine invitare questi Signori a farsi una breve vacanza in Svizzera o in Austria: lì sì che, passeggiando tra gli alberi, potrebbero finalmente imparare cosa vuol dire tenere in ordine e al sicuro i boschi e le foreste.

Valerio Broggini

Varese

 

 

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 3 novembre 2017. Filed under Lettere Al Direttore,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *