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Adulis la città perduta: mostra e convegno internazionale a Varese

VARESE, 15 novembre 2017- La mostra “ADULIS, LA CITTA’ PERDUTA”, visitabile presso il Museo Castiglioni dal 18 novembre 2017 al 15 aprile 2018, vuole portare alla conoscenza del pubblico gli scavi e le ricerche scientifiche condotte nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale italo-eritreo che ha permesso di riportare alla luce monumentali architetture pubbliche, abitazioni private, spazi artigianali, negozi, magazzini e centinaia di reperti, che ci offrono la possibilità di gettare lo sguardo sugli aspetti concreti della vita quotidiana che si svolgeva nella città portuale di Adulis, uno dei principali centri urbani del Corno d’Africa tra il I e il VII secolo d.C., emblema di un millenario dialogo tra Occidente e Oriente.

I fratelli Castiglioni

La mostra e il convegno internazionale “ADULIS: ERITREA HERITAGE PROJECT”, che precederà l’inaugurazione dell’esposizione, intendono anche promuovere la candidatura di Adulis alla lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, in quanto sito che riunisce in sé più criteri per la selezione: costituisce testimonianza eccezionale di una civiltà scomparsa, è esempio straordinario di modelli architettonici, è esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili (Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage Convention, World Heritage Committee).

Il convegno internazionale si terrà venerdì 17 novembre, con inizio alle ore 10:30, presso la Sala Conferenze di Villa Toeplitz dell’Università degli Studi dell’Insubria, viale G. Vico, 46. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. Interverranno, tra gli altri,il sindaco di Varese Davide Galimberti,  l’Arch. LUCA RINALDI, (Direttore Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), la Dott.ssa. MONICA ABBIATI, (Regione Lombardia, Unità operativa Siti UNESCO, patrimonio archeologico e itinerari turistico-culturali), il Dott. PIETRO FESSEHAZION (Ambasciatore dell’Eritrea in Italia), l’Ing. MEDHANIE TEKLEMARIAM (Asmara Heritage Project, referente siti UNESCO Eritrea)

Come Pompei, distrutta dall’ eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. sommerse la città sotto una coltre di ceneri di oltre cinque metri, anche Adulis subì una fine catastrofica un’alluvione che, nel VII secolo d.C., causò la scomparsa della città sotto metri di fango. Questo evocativo parallelismo nasce dalle ricerche compiute sul sito da Alfredo e Angelo Castiglioni, archeologi, antropologi e fondatori del Museo Castiglioni di Varese.

Adulis, circa 50 km a sud di Massaua, era uno dei maggiori porti commerciali e strategici dell’antichità sulla sponda africana del Mar Rosso. La sua memoria fu cancellata per oltre un millennio, fino a quando, tra la fine dell’Ottocento e la metà del secolo scorso, ne vennero scoperte alcune tracce. Dal 2011 una missione archeologica internazionale opera sul luogo, per riscoprire, studiare e valorizzare questo sito chiave nella storia del mondo antico, eppure quasi sconosciuto.

La missione è diretta dal Centro Ricerche sul Deserto Orientale (Ce.R.D.O.) di Alfredo e Angelo Castiglioni, unitamente al Museo Nazionale di Asmara e al Museo di Massaua. Nel team italiano sono coinvolte l’Università di Napoli “l’Orientale”, l’Università Cattolica di Milano, il Politecnico di Milano, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana.

Dopo sette anni di campagne di scavi condotte dall’équipe italo-eritrea, i risultati delle ricerche nel sito archeologico eritreo verranno esposti nella mostra in cui, mediante ricostruzioni tridimensionali, fotografie e ologrammi verrà raccontata la storia della città e l’eccezionale scoperta della più antica basilica cristiana del corno d’Africa, risalente al IV secolo d.C..

Per una lunga parte della sua storia Adulis fu il principale sbocco sul mare della capitale del Regno di Aksum. Gli Aksumiti svilupparono una civiltà raffinata, con contributi originali nell’architettura e nell’artigianato. Il ge’ez, la lingua parlata e scritta dell’impero di Aksum, permise a questo, unico tra gli antichi stati africani, oltre l’Egitto e Meroe, di lasciare testimonianze scritte. La monetazione rese Aksum pari ai pochi altri stati contemporanei la cui ricchezza e condizione politica rendevano possibile battere moneta. La prosperità del regno veniva dalla posizione chiave nello sfruttamento di costose merci di lusso. Le più importanti erano l’avorio, il carapace di tartaruga, il corno di rinoceronte, poi ossidiana, ferro, oro, argento, tessuti, vino e olio. Merci rare e preziose che transitavano da Adulis.

Nella mostra “Adulis, la città perduta”, verrà raccontata questa interessante ma poco conosciuta civiltà e sarà possibile ammirare, grazie anche alla Società Numismatica Italiana, alcune preziose monete d’oro emesse dal regno Aksumita.

Adulis deve buona parte della sua importanza storica al fatto di trovarsi in una posizione strategica lungo le sponde del Mar Rosso. La rilevanza di questa via d’acqua, nell’antichità, è paragonabile a quella della “via di seta” o della “via dell’ambra” e il suo destino si intrecciava con la “via africana delle spezie” e con la “via dell’oro”. Itinerari leggendari, lungo i quali viaggiavano merci di lusso, mercanti, uomini e idee: una delle più grandi arterie commerciali del mondo antico che aveva un punto nodale nell’attuale territorio eritreo, e nel suo porto più importante: Adulis.

Completeranno la mostra filmati realizzati con materiale originale dei fratelli Castiglioni che contestualizzeranno il sito archeologico nel più ampio scenario storico tra mediterraneo e Oceano Indiano.

La realizzazione della mostra e del convegno internazionale stati possibili grazie al contributo dell’associazione “Conoscere Varese”, al Politecnico di Milano e al finanziamento della Fondazione Comunitaria del Varesotto ONLUS.

Curatrice della mostra è la professoressa Serena Massa, direttrice scientifica del Museo Castiglioni e degli scavi di Adulis.

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Posted by on 15 Novembre 2017. Filed under Spettacoli&Cultura,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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