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Riforma Terzo Settore: Varese risponde con una grande partecipazione al convegno organizzato a Salone Estense

VARESE, 2 dicembe 2017- di GIANNI BERALDO-

Uno straordinario successo di partecipazione ha evidenziato l’importanza del convegno organizzato questa mattina in Salone Estense intitolato “Dalle onlus agli utenti del Terzo Settore-Le Opzioni d’ingresso del “nuovo” terzo settore”, organizzato da Ubi Banca, l’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Varese, così come fortemente voluto dalla parlamentare varesotta Maria Chiara Gadda che questi temi li tratta da diverso tempo e in maniera efficace.

Tanti i rappresentanti delle decine di Onlus, enti e associazioni che hanno voluto essere presenti a questo inconro per capirne di più, per sapere come stia prendendo corpo la riforma del terzo settore e soprattutto come far parte del registro nazionale del terzo settore, a breve unico “strumento” giuridicamente valido per poter esercitare nel settore non profit.

Oltre a dirigenti di Ubi Banca- istituto bancario tra i più attivi nel finanziare progetti solidali a livello territoriale- presenti come relatori la stessa Gadda e l’assessore comunale ai Servizi Sociali Roberto Molinari. Tra gli interventi più incisivi sicuramente quello di Alessandro Lombardi, Direttore Generale Ministero del Lavoro e Politiche Sociali << Così come in altre città, l’incontro odierno è un’occasione importante dove trarre spunti e riflessioni critiche, utili per lavorare alla riforma codice terzo settore>>. Il dirigente ministeriale ha spiegato brevemente ma in naiera decisamente esaustiva come cambierà la normativa mei riguardi del terzo settore, con regole finora solo di emanazione regionale <<questa pluralità di sistemi di registrazione non funziona più-sottolinea ancora Lombardi- Il legislatore ha voluto superare questo sistema comunemente definito come “effetto arlecchino”, con informazioni e atti relative a singole Onlus o Enti riportate in un unico registro>>.

L’assessore Molinari

Dopo questa riforma tutti i soggetti intenzionati a occuparsi di questo settore, dovranno assoggettarsi alle nuove regole altrimenti <<potranno comunque operare ma senza averne i requisiti necessari e riconosciuti a livello legislativo>>, aggiunge il rappresentante del ministero.

COM’E’ STRUTTURATA LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE- E’ una riforma che parte da lontano e  voluta principalmente dall’ex premier Matteo Renzi.

Codice del Terzo settore, impresa sociale e cinque per mille sono stati  varati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, dopo un confronto costruttivo con le Commissioni delle due Camere che ha consentito di migliorare il testo e rispondere ad alcune esigenze largamente diffuse.

Una riforma importante che riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario.

Una riforma impegnativa per le Istituzioni, che mediante norme di sostegno fiscale e di sviluppo di progetti innovativi, vogliono dare impulso alla crescita di un Terzo Settore trasparente, efficace, radicato nelle comunità e capace di affrontare sfide ambiziose.

La nuova normativa mette a disposizione del Terzo Settore risorse pari a 190 milioni che saranno investite in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un Fondo progetti innovativi, nello sviluppo del Social bonus, nel lancio dei Titoli di solidarietà, oltreché in un incremento della dotazione del Fondo per il Servizio Civile in modo da accrescere, anche per il 2018, i posti disponibili per i giovani che lo vogliono fare.

Un ruolo essenziale nella nuova regolazione sarà incentrato sul Registro Unico del Terzo Settore: uno strumento che sarà avviato, gestito e aggiornato dalle Regioni ma che utilizzerà un’unica piattaforma nazionale.

Salone Estense gremito

L’obiettivo è il superamento della frammentazione e dell’opacità dei troppi registri oggi esistenti: l’accesso al Fondo progetti, al cinque per mille, agli incentivi fiscali sarà possibile solo attraverso l’iscrizione al Registro.

Varese in questo settore è tra le più attive in Lombardia, una storia di volontariato e associazionismo che parte da lontano quando non esistevano codici o riforme ma tutto si basava sul principio costituzionalmente riconosciuto, dell’aiutare i soggetti in difficoltà a prescindere.

Dirigenti Ubi Banca, Vincenzo Algeri e Massimo Cassani

E la grande partecipazione di oggi lo testimonia <<E’ l’evidenza che se i partiti e le istituzioni escono dai riti burocratici, dalla politica vecchio stile, parlano con la società civile. Questo è il modo di lavorare che la nostra amministrazione ha deciso di portare avanti>>, dice orgogliosamente l’assessore Roberto Molinari. Sulla presenza al convegno di un importante istituto bancariol lo stesso Molinari sottolinea <<Il fatto che questa cambiamento avvenga con una Fondazione bancaria del territorio è l’evidenza di come le istituzioni, la società civile e soggetti economici possono interagire ma soprattutto agire per scopi ben precisi: dare delle risposte concrete>>.

Parlando del ruolo svolto da Ubi Banca per il Terzo Settore risponde Mauro Cassani, direttore territoriale Varese Nord <<Ubi Banca ha iniziato a interagire con il tezo settore e Onslu a partire dal 2011. Con loro abbiamo fatto parecchie operazioni come quattro Social Bond per altrettante associazioni del territorio. Per incrementare questo rapporto Ubi Banca ha creato la sezione dedicata denominata “Ubi Comunità” con a quale si cercherà ancora di più di capire quali siano le esigenze cercando di sviluppare ancora di più il nostro rapporto con il terzo che per la società assume un ruolo sempre più importante e in continua crescita>>.

direttore@varese7press.it

 

 

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Posted by on 2 dicembre 2017. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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