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Alterazione nella compilazione del Bilancio, queste le accuse di Christian Campiotti per la vicenda Molina

VARESE, 9 gennaio 2018- di GIANNI BERALDO

Christian Campiotti con l’avvocato Pietro Romano

Continua la battaglia legale tra l’ex commissario della Fondazione Molina Carmine Pallino  e Christian Campiotti, da giovedì scorso tornato a ricoprire il ruolo di Presidente del Molina dopo una sentenza del Tar della Lombardia. 

Una triste vicenda che si protrae da 13 mesi, periodo durante il quale Campiotti e Pallino si sono alternati alla guida della Fondazione grazie a sentenze e ricorsi.

Nel frattempo l’immagine della Fondazione subisce colpi importanti con ospiti e parenti -così come possibili benefattori e filantropi più in generale- sempre più sconcertati da quello che sta accadendo.

Tutto questo Christian Campiotti lo imputa allo stesso ex commissario Pallino  <<E’ chiaramente una mossa politica, lo scotto che paghiamo nell’avere contribuito politicamente alla elezione dell’attuale sindaco di Varese>>, dice Campiotti durante un incontro con la stampa al quale ha presenziato pure il suo avvocato Pietro Romano e dall’avvocatessa Sara De Micco.

Tradito inizialmente dall’emozione (e forse da un pizzico di rabbia non manifesta) Campiotti, come già accaduto circa un anno fa sempre in conferenza stampa, cerca di fare chiarezza e di spiegare una volta per tutte le sue ragioni partendo dalla falsa immagine  costruita ad hoc da Pallino nel tentativo di destabilizzare il suo operato così come dell’intero consiglio d’amministrazione ( questa la sua tesi ovviamente). E per farlo capire parte da un concetto fondamentale: quello della mala gestione. Infatti secondi documenti acquisiti pare che il commissario Pallino abbia volontariamente alterato la compilazione del Bilancio (sempre secono le tesi di Campiotti) in modo tale che alcuni lavori risultassero inutili per la Fondazione: insomma uno sperpero di denaro.

Perchè Pallino avrebbe alterato la compilazione del Bilancio? Risponde lo stesso Campiotti: <<sicuramente per rimarcare un dolo, per rimarcare una mala gestio. Non c’erano altri fini e gli accantonamenti sono lì da vedersi. Questo per dimostrare che Campiotti avrebbe male gestito e questi sono dati su cui faremo delle riflessioni con iniziative anche di carattere giuridico>>.

Campiotti mostra la promozione del progetto “Casa del Cuoco”

Per il presidente del Molina infatti i conti non solo sono in ordine ma anche gli investimenti a livello di azioni iniziano a fruttare.

<< esaminando gli atti abbiamo trovato un’alterazione di numeri>>, Campiotti su questo punto però vuole fare chiarezza onde evitare spiacevoli equivoci, sottolineando che qui non si accusa qualcuno di avere inventato cifre inesistenti o omesso dati, ma nel senso che le spese e investimenti vari vengono presentati con una chiave di lettura diversa dalla realtà, con voci di bilancio di spesa che, secondo il presidente del Molina. non corrisponderebbero  alla realtà << I conti sono a posto e in questo vorrei rassicurare tutte le persone che hanno a cuore la Fondazione così come tutti i nostri ospiti.  Quando parlo di alterazioni mi riferisco ad esempio a una perdita di 485.000 euro per svalutazione titoli, oppure dell’utilizzo di 450.000 euro per nuove organizzazioni o, ancora, di 33.000 per restauri! A fronte di questi dati non veritieri chiederei  all’ex commissario di spiegare invec l’esborso di ben 250.000 euro per il suo emolumento oppure l’idea di investire 450.000 per il progetto “La Casa del Cuoco” (accademia di cucina che doveva nascere a Villa Mylius, gestita dalla fondazione Gualtiero Marchesi, ndr). Poi spese per chiavette usb con logo della Fondazione, patinate brochure che spiegano al cittadino consa accadrà dell’ex cinema Politeama (di proprietà del Molina, ndr) E ancora: come giustifica quanto abbia finora speso per questa causa utilizzando i soldi della Fondazione?>>.

A questo punto un altro dubbio ( o concretezza) assilla Campiotti <<ma come si fa a parlare di mala gestione quando si era programmato un piano di investimenti triennali di 7 milioni di euro? E questo Pallino se l’era già trovato a bilancio una volta subentratomi. Se non fossimo una Fondazione solida non potevamo certamente programmare un piano simile per il futuro. >>.

La frase più ricorrente durante l’incontro è stata “una macchina del fango” e questa la dice lunga sul procedere di questa lunga battaglia giudiziaria che vede implicati Pallino e Campiotti ma, pare altre persone, delle quali per ora vi è riserbo.

<<Il danno d’immagine subito dal mio assistito che per la stessa Fomdazione è grave. Ovviamente vogliamo proseguire fino al giudizio finale ed eventuali denari spesi per la causa li chiederemo direttamente al signor Pallino>>, così il legale di Campiotti che non lesina attacchi anche contro istituzioni importanti come la Regione <<Abbiamo le prove che la Regione volesse mettere mano sul Molina tramite alcune persone. Molte cose sono strane in questa faccenda. Come il fatto che a soli due giorni dal suo insediamento, avvenuto addirittura di domenica, Pallino avesse intenzione di cambiare la situazione statuaria, questo lo abbiamo rilevato da documenti in nostro possesso. Se non vi fosse stata l’idea di fondo di tutelare la Fondazione non vedo perchè si dovesse modificare lo statuto. Cosa poi fortunatamente non avvenuta>>.

Christian Campiotti

Avvocato Romano che- tra le sue molteplici riflessioni confutate però da documenti messi agli atti-si chiede il motivo per il quale l’Ast non abbia vigilato su quanto stava accadendo e sulle operazioni di alterazioni di Bilancio <<L’Ast tra le sue funzioni principali ha quelle del controllo: perchè non l’ha messa in atto? Insomma dubbi ve ne sono parecchi sull’atteggiamento sia dell’Ast che da parte della Regione tramite alcuni suoi importanti dirigenti>>.

Poi il “verdetto” finale sul procedere a livello giuridico <<Una vicenda grave iniziata con la trasmissione alla Procura di un atto anonimo. Procura la quale successivamente ha ritenuto opportuno aprire delle indagini con indagato il mio assistito- per reato di peculato- con tanto di perquisizione d”ufficio. Ora basta. A questo punto chiedo alla magistratura di chiudere le indagini dandoci delle risposte chiare entro la fine del mese: o archiviazione o rinvio a giudizio. In base all’esito della risposta ci muoveremo di conseguenza>>.

direttore@varese7press.it

 

 

 

 

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Posted by on 9 gennaio 2018. Filed under Cronaca,Sanità,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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