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“Perchè la Shoah?”, incontro studio aperto al pubblico all’Archivio di Stato di Varese

VARESE, 19 gennaio 2018 – Gli strumenti di comunicazione e propaganda fascisti e nazisti, in relazione alla genesi e all’attuazione dell’Olocausto ebraico, saranno al centro di un’interessante iniziativa organizzata in occasione della Giornata della Memoria, nella sede dell’Archivio di Stato di Varese.

L’incontro di studio “Perché la Shoah?” – in programma alle ore 17 del 26 gennaio, con ingresso libero fino a esaurimento posti – è nato dalla sinergia tra l’Associazione FIDAPA – BPW (sezione di Varese), l’Archivio di Stato e alcuni docenti del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria. In occasione dell’evento all’Archivio di Stato sarà allestita anche una piccola mostra documentale.

La dottoressa Doriana Giudici, vicepresidente dell’Associazione FIDAPA – Varese,  terrà un intervento dal titolo: “Dalla notte dei cristalli ai lager nazisti. Qui si parla tedesco…e si mangia maiale”; il professor Giulio Facchetti, linguista dell’Università degli Studi dell’Insubria, parlerà de: “L’idea di superiorità razziale nella propaganda nazifascista”. A moderare l’incontro sarà il Direttore dell’Archivio di Stat,o dottor Claudio Critelli, con il quale è già iniziata una collaborazione proficua da circa un anno, grazie a due partecipate conferenze in  ambito storico-archeologico.

«FIDAPA – Varese, da più di dieci anni, partecipa al ricordo della Shoah – dichiara la dottoressa Giudici -. Un’associazione femminile di volontariato conosce il ruolo fondamentale svolto da madri e mogli nello sviluppo della cultura nelle famiglie; importante tramandare la storia del secolo scorso, anche nei suoi momenti più bui, perché non si ripetano. Ogni anno abbiamo toccato elementi diversi collegati alla persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Quest’anno le due relazioni cercheranno di illuminare e spiegare le ragioni che hanno provocato l’antisemitismo e le sue tragiche conseguenze. Ricorderemo che anche in Italia tra il 1943 e il 1945 migliaia di italiani di cultura e fede ebraica, dopo essere stati privati dei loro diritti di cittadini e di esseri umani, sono stati deportati, umiliati, torturati e uccisi…perché?”. Aggiunge il professor Facchetti: «Il concetto di razza e l’idea di gerarchia razziale costituirono fattori essenziali, con la copertura di apparente scientificità di cui godevano nella prima metà del XX secolo, per favorire una ‘metabolizzazione’ di massa di scelte anche moralmente ripugnanti. Su questo terreno il ruolo dell’attività propagandistica risultò determinante, inserendosi ovviamente in un contesto storico e culturale peculiare e di gravissima crisi economico-sociale».

In occasione dell’incontro, al termine delle conferenze, sarà presentato il catalogo della mostra allestita il 25 gennaio 2017 presso l’Archivio di Stato di Varese “Leggi razziali e drammi personali”.

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Posted by on 19 gennaio 2018. Filed under Sociale,Varese,VARESE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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