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Intervista ad Alice Caioli, il nuovo talento della musica italiana a Sanremo: ” Adoro il soul, l’errebì, ma anche il rap”

VARESE, 30 gennaio 2018- di GIANNI BERALDO

Interessante, molto interessante questa nuova voce della musica italiana. Ha solo 21 anni Alice Caioli, fiera di essere siciliana ( di Sant’Agata di Militello a Messina) terra dove arte, cultura e passionalità aiutano non poco a crescere anche nel mondo della musica.

Alice in Sicilia è già una star richiesta da tutti, con quella voce che richiama uno strano mix tra rap e melodia. E poi quel look alla Amy Winehouse (tatuaggi compresi) della quale è grande fan.

Alice si è fatta largo superando diverse prove con cocciutaggine, capacità e con quel pizzico di sfrontatezza tipico di chi è nel pieno della maturità artistica, fino ad approdare al palcoscenico più ambito, quello di Sanremo con il brano “Specchi rotti” scritta dalla stessa Alice con musica arrangiata da Muscolino.

Prima della kermesse Sanremese (dove parteciperà ovviamente tra la categoria Nuove proposte sfidando altri 7 cantanti) Alice ha stupito i giudici del famoso talent X Factor, altra prova non semplice da superare.

Determinazione non priva di retaggi pseudo artistici e non solo. Infatti Alice di gavetta ne ha già fatta parecchia nonostante la giovane età, esibendosi in molti locali siciliani così come partecipando a selezioni di altri talent.

Insomma Alice Caioli è una ragazza, un artista da seguire con attenzione anche sul palco di Sanremo dove regalerà certamente nuove emozioni. Da ricordare poi che la cantante siciliana è stata pure invitata al prestigioso premio Tenco (dove interpreterà un brano di Modugno), manifestazione che si svolge sempre a Sanremo alla quale hanno partecipato da sempre grandi nomi della musica italiana.

L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio prima dell’inizio del Festival.

Alice ti immaginiamo presissima in queste settimane

In effetti è un periodo di frenesia acuta, quindi ti puoi immaginare!

Con questa partecipazione hai raggiunto un livello molto alto e arduo da raggiungere

Un livello difficile, molto difficile da raggiungere in effetti

Però tu hai maturato già una certa esperienza nonostante la giovane età

Diciamo che ho già avuto modo di fare qualcosa che mi ha aperto gli occhi e mi ha fortificato quanto basta per affrontare la situazione attuale.

Domanda scontata: quali sono i tuoi retaggi musicali?

Le mie influenze partono ovviamente da Amy Winehouse, per me un pilastro artistico importante. A livello internazionale però ascolti molti altri artisti sconosciuti ai più come Selah Sue (cantante belga che predilige la musica reggae, soul e errebì, ndr) e altre forse un po’ di nicchia ma davvero grandi. Tra quelle più popolari diciamo che prediligo Lana Del Rey, che adoro, oltre ovviamente Beyoncè. Diciamo che fondamentalmente ascolto più musica lontano dal commerciale.

Quindi ascolti molta musica cantata in lingua inglese: ti risulta poi difficile scrivere e cantare in italiano?

No non mi risulta difficile. Mi rendo conto che vi sono alcuni stili che in Italia non vengono molto considerati come l’errebì ad esempio, stile che non attecchisce molto però credo che se con intelligenza si riuscisse a creare un connubio tra ciò che in Italia va molto con ciò che invece è sconosciuto come il rhytm’n’blues appunto, penso che possano venire fuori delle cose pazzesche. Io ci sto provando con l’album che uscirà dopo Sanremo, un lavoro molto difficile con rap, melodia e new errebì

Mi stai dicendo che il tuo primo lavoro discografico avrà tutte queste influenze?

Avrà queste influenze, con soul, errebì, un po’ di rap con un brano contenente parti cantate in dialetto siciliano.

In siciliano? Bella questa cosa…

Certo, tutti fanno rap in tutti i dialetti possibili. D’altronde non mi pare vi sia stato prima un brano rap cantato in siciliano. E’ un po’ come volere omaggiare il posto in cui sono nata, la mia terra nonché la mia vita.

Se invece di “Specchi rotti” a Baglioni avessi presentato un pezzo rap siciliano, come sarebbe andata secondo te?

Credo che sarebbe stata premiata come cosa. E’ stato premiato tante volte il rap con influenza napoletane quindi credo valga lo stesso discorso per quello siciliano. In realtà non so se Baglioni avrebbe apprezzato o meno, lui però è molto intelligente sia a livello musicale che culturale più in generale e avrebbe certamente capito il senso della proposta.

Il tuo brano si presta molto a Sanremo oppure hai qualche dubbio?

La mia idea di “Specchi rotti” inizialmente era un qualcosa di più innovativo a livello musicale, poi è venuto fuori qualcosa di più sanremese. Questo credo sia un bene sotto tanti punti di vista, come quello testuale rispetto a quello musicale dandomi modo di esprimere maggiormente il messaggio. Di canzonette alla fine ve ne sono tante e certamente non volevo che così fosse.

Alla fine hai trovato il giusto connubio: testi molto belli e musica efficace

In effetti la musica è molto azzeccata anche rispetto a quello che voglio dire. Sono molto contenta di Specchi rotti, un brano forse più sanremese rispetto agli altri che ho sentito. E’ un qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo rispecchia la tradizione del Festival. Dai potrebbe e dovrebbe funzionare.

Visto il piglio con il quale affronti situazioni artisticamente importanti immagino che tu abbia già maturato delle esperienze live

Ho avuto più esperienze a livello di provini che non di live e capisco che questa cosa sia una pecca. Purtroppo se vuoi fare questo lavoro per vivere anche senza avere notorietà sei “costretto” ad andartene dalla Sicilia. Altrimenti se rimani ti devi accontentare di esibirti come karaoke, situazione che diventa pesante per un’artista che vuole cantare anche per passione e non solo per soldi. Personalmente penso già al dopo Sanremo con diversi concerti in programma: cosa che mi entusiasma da morire! Una cosa nuova che richiede anche molto allenamento ma sono decisamente entusiasta anche al solo pensiero di iniziare. Insomma la mia carriera inizierà subito dopo Sanremo.

Parlando di talent: tu hai partecipato a X Factor

In realtà ho provato arrivando alla selezione per la finale. Avevo solo 17 anni e mi dissero che ero troppo piccolina consigliandomi di riprovare saltando quella edizione. Rimasi comunque molto soddisfatta perché pur non essendo pronta e affrontando quel percorso con la lucidità e buona consapevolezza di sé. Partecipare sarebbe stata un’occasione troppo grande in un momento sbagliato. Un talent è un percorso diverso rispetto a quello sanremese o altre situazioni simili. Oggi è diverso riesco a gestirmi meglio, inoltre ho avuto il tempo di parlare con me stessa, di migliorarmi, di crescere.

Cosa ne pensi di talent come Amici ad esempio?

Forse la musica sta un po’ morendo per queste trasmissioni, però è anche vero che senza si farebbe fatica emergere. Senza talent oggi sei nessuno, tranne per chi fa rap i cui artisti sono più anticonformisti e non hanno bisogno di talent per farsi ascoltare.

Ora Sanremo: che ti aspetti da questo straordinario evento musicale?

Guarda, sono una persona con i piedi molto ancorati al terreno. Non mi aspetto niente perché a volte avere troppe aspettative si resta delusi poi diventa un casino. Lo affronterò vivendolo alla giornata, con adrenalina, ansia positiva e tanta voglia di fare bene. Indipendentemente dal risultato vorrei riuscire a catturare l’attenzione di una fetta di pubblico che capisca, il mio mondo, la mia arte, la mia scrittura: quello sarà il mio vero traguardo di Sanremo. Poi ovvio che arrivare in finale sarebbe un sogno, anche se capisco che i miei 7 colleghi sono davvero molto forti, ognuno diverso e con le proprie qualità. E’ un’edizione di Sanremo Giovani davvero forte.

Parlando di musica: come sono gli arrangiamenti con orchestra del tuo brano?

Guarda, ovviamente è diverso però l’effetto ti lascia senza fiato. E’ come se qualcosa di inanimato prendesse veramente vita. Il fatto di avere già provato all’Ariston (il teatro dove si svolge Sanremo, ndr) ti mette nell’ottica di capire che andrai a fare qualcosa davvero più grande di te. Mette timore ma poi passa. Alla fine è bello salire sul palco anche con quel giusto pizzico d’incoscienza e divertimento.

I testi delle canzoni le scrivi tu?

Si scrivo testi e spesso anche la musica, però non suono nessun strumento di accompagnamento pur avendo suonato il violoncello per 3 anni. Diciamo che ad orecchio riesco a musicarmi ciò che scrivo: non so come ciò possa accadere ma avviene. A volte chiedo aiuto a qualche amico musicista per accompagnarmi nel provare qualche nuova canzone giusto per vedere come funziona. Da lì escono gli accordi e arrangiamento utile per scegliere la giusta direzione del pezzo

E Baglioni, come si è comportato con voi?

E’ una persona veramente alla mano. Devi considerare che, quando abbiamofatto  le audizioni, lui è salito sul palco stringendo la mano a ognuno di noi prima dell’esibizione controllando addirittura che funzionasse l’audio del microfono. E’ stato davvero carino mettendoci a nostro agio e questa è una grande qualità

Tu hai una famiglia numerosa con ben 5 fratellini, hai già uno zoccolo duro di fan

E’ vero faranno tutti il tifo per me!

Come tutta la Sicilia aggiungiamo noi.

 

direttore@varese7press.it

 

 

 

 

 

 

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Posted by on 30 gennaio 2018. Filed under Le Interviste,Spettacoli&Cultura,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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