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“Resilienza” docufilm di Paolo Ruffini lunedì a Milano

MILANO, 11  febbraio 2018 – Un docufilm che attraverso la morte vuole parlare di vita, di speranza, di positività. È l’ultimo lavoro dell’attore regista Paolo Ruffini che con l’associazione Nido del Cuculo e Sui Passi di Ale ha prodotto “Resilienza”, in concorso nella sua categoria alla 63° edizione dei David di Donatello. Lunedì 12 febbraio 2018 il documentario viene presentato alla stampa e agli ospiti alle ore 21.40 al Cinema Beltrade di Milano. Alla proiezione seguirà una conferenza di presentazione del progetto che vedrà la partecipazione anche di Alessandro Milan, presidente  dell’associazione Wondy Sono Io che si adopera per sensibilizzare sulla capacità di trasformare le difficoltà della vita in opportunità.
“Resilienza” è un lavoro cinematografico della durata di 70 minuti ispirato ad una storia vera, quella di Alessandro Cavallini, che se ne è andato a soli 14 anni, vittima di un gravissimo tumore pediatrico (un
neuroblastoma al quarto stadio) e alla sua vita da resiliente.
L’ambizione che ha guidato la realizzazione di questo documentario è stata quella di raccontare il talento di Alessandro e non la sua malattia. La regia e il montaggio, curati da Paolo Ruffini e da Andrea e Antonio, i giovanissimi fratelli del protagonista, vogliono restituire agli spettatori il significato del messaggio lasciato da Alessandro, la sua straordinaria capacità di tramutare il limite in possibilità.
La resilienza, infatti, è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà. Partendo da questa definizione Paolo Ruffini utilizza il filtro narrativo di una leggerezza attenta e disincantata per riflettere su temi estremamente complessi, come la malattia oncologica pediatrica o semplicemente la paura. Riesce a descriverli come elementi di realtà
che si possono raccontare anche attraverso il coraggio alla felicità. Si interroga su quanto eternamente impreparati ci si ritrovi di fronte alla sofferenza, così come di fronte alla meraviglia. Riflette sulla fatica di
lottare contro qualcosa di ineluttabile o sul ritrovarsi schiacciati tra due possibilità: il successo o il fallimento. La vita e la morte. Paolo Ruffini in questo docufilm intervista operatori sociali, medici, psicologi, fondatori di Make a Wish, responsabili del Dynamo Camp, clown-dottori di Ridolina e amici di Alessandro. Associazioni e singole persone che dedicano il proprio tempo e le proprie risorse alla cura e all’assistenza dei giovani che devono affrontare le difficoltà legata alla malattia.
Attraverso la vicenda di Alessandro se ne raccontano tante altre. Storie di piccoli e grandi eroi normali che si ritrovano a viaggiare dentro la malattia, accompagnati dalla stessa domanda: “Perché?”.
Un interrogativo che va al di là delle ragioni o delle preghiere e a cui Alessandro risponde con la potenza devastante della felicità. Ale ha affrontato questo viaggio senza valigie, senza prepararsi.
Nonostante questo ha spiazzato la malattia con l’entusiasmo e l’ha ridicolizzata con la fantasia.

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Posted by on 11 febbraio 2018. Filed under MILANO,Sociale,Spettacoli&Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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