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Intervista a Stefano “Cisco” Bellotti in concerto a Varese: ” La canzone 100 passi è un inno contro l’illegalità”

VARESE, 14 aprile 2018- di GIANNI BERALDO

Un giornata dedicata alla legalità, alla riflessione su temi importanti quali racket, usura, mafie.”Legalità sul palco”, questo l’appuntamento a ingresso libero ( organizzato da Tavola Rotonda Atto II” dalla Cooperativa Sociale NATURart in collaborazione con Tube Agency, Cantine Coopuf, Madboys Eventi & Concerti, Twiggy Varese)  domenica 15 aprile al Twiggy.

Dopo una tavola rotonda prevista a partire dalle ore 14, il palco diverrà lo scenario ideale per i concerti del rapper varesino Mr Dailom Official (ore 20), preceduto dal quartetto in chiave folk acustico, con Stefano “Cisco” Bellotti (ex cantante dei Modena City Ramblers) come leader che proporrà molte sue famose canzoni.

Tra queste anche “100 passi” pezzo portante dell’omonimo film che narra la storia di Peppino Impastato.

Cisco è un grande autore di testi ma pure uno straordinario performer e cantante che dal vivo rende parecchio, come testimoniano i concerti sempre esauriti. Lo abbiamo intervistato per saperne di più

Senti Cisco, una serata importante quella organizzata a Varese

<<Certamente, è una bella occasione per venire a Varese e fare una cosa speciale. Infatti non è un semplice concerto: prima vi sarà un incontro fatti di parole, di idee, di esperienze e di pensieri, poi vi sarà il mio concerto fatto in quartetto acustico, quindi diverso rispetto alle cose che sto facendo in questo periodo. Anche se in parte figlio del tour acustico portato a teatro lo scorso inverno. Occasione quindi per ascoltare canzoni storiche e non, in una veste completamente nuova>>.

Tra l’altro a seguire vi sarà un set del rapper varesino Mr Baillom. Nonostante le differenze musicali il focus rimane sul valore dei testi, sul significato delle parole.

<<Vero. E’ importante quello che dici ma soprattutto come canti certi testi. Non conosco il rapper che si esibirà dopo di me, ma sono curioso di capire cosa dice; come e in che modo canta anche perché è un mondo a me abbastanza lontano,musicalmente parlando, come puoi immaginare. Però sono convinto che le parole basate sul testo, sul narrare, sul raccontare storie sono fondamentali nella comunicazione e i rapper ne sono l’espressione attuale soprattutto in questo ultimi anni>>.

L’esperienza di “100 passi” ti ha cambiato, ha portato qualcosa di nuovo nel tuo modo di pensare o di affrontare certi temi?

<<Guarda 100 passi per me è stata una cosa fondamentale. D’altronde la lotta alla mafia è sempre stato argormento a me sempre molto caro. Fin dai tempi dei Modena City Ramblers scrivendo un pezzo come “La banda del sogno interrotto” o partecipando a manifestazioni importanti in un periodo piuttosto buio del nostro Paese come gli anni Novanta. E’ una cosa che ha sempre fatto parte di noi. Ho avuto la fortuna di raccogliere il messaggio di questo film facendolo diventare una canzone su Peppino Impastato e sulla sua storia. E’ una canzone che è andata oltre a ogni mio pensiero. E’ diventata una canzone di proprietà popolare utilizzata addirittura nelle manifestazioni, gridando la loro idea. Questa cosa è fondamentale. Sono anche sbigottito da questa popolarità per una canzone.Vi sono delle canzoni che dicono tutto e non dicono nulla, se tu invece canti 100 passi prendi posizione e questa cosa guarda che non è banale>>.

E’ una canzone con la quale-ideologicamente parlando- è come si ritornasse si ritorna al passato, nel senso di canzoni “impegnate”. Questo forse è positivo e utile a fare riscoprire alle nuove generazioni un modo particolare di fare musica

<<Sì penso anch’io così. D’altronde io sono cresciuto ascoltando i cantautori italiani o rock o folk internazionale, l’importante era il messaggio che trasmettevano. Onestamente non sono così sicuro che i giovani d’oggi possano seguire un certo tipo di cantautorato del passato. Forse se certe canzoni, certi messaggi li passassero i rapper magari potrebbero funzionare. Mi piacerebbe sentire canzoni tratte da dischi tipo Materiale Resistente (canzoni dedicate alla Resistenza, ndr) proposti da 10 rapper italiani: potrebbe essere un’idea anche se temo che molti di loro non sappiano nemmeno cosa sia la Resistenza>>.

La memoria storica però è importante se esulata da una mera questione politica

<<Bravissimo, questo non è un discorso di destra o sinistra. Ho sempre detto che vorrei un Paese che vi fossero partiti che su una questione siano d’accordo: quella sull’antifascismo. Troviamo la sinistra che ne fa una sua bandiera-anche se non dovrebbe essere così- mentre la destra scappa per compiacere un certo tipo di elettorato. Credo che se vi fosse una destra antifascista, più moderna, credo il Paese ne gioverebbe anche per la sinistra>>

E questa difficoltà a formare un Governo la dice lunga

<<Non sono preoccupato di questo. Il rischio è che con la fretta si rischia di avere un Governo che faccia pasticci. La cosa che non mi va giù è la storia che non esista più destra o sinistra: sono storie diverse con differenze che però vanno rimarcate. Si può fare una legge sulla sicurezza di destra o di sinistra o altre leggi dove vengano rimarcate le differenze tra destra e sinistra. Le cose che sembrano tanto preoccupare gli italiani in realtà si possono trovare soluzioni. E’ una grande bufala per far passare altri concetti. Passerà questa sbornia e destra e sinistra diverrà argomento quotidiano non per conflitto ma per risolvere i problemi.>>.

Ma il tuo pubblico è tendenzialmente di parte o più politicamente eterogeneo?

<<Pensavo fosse solo di parte in realtà mi sono accorto negli anni che è molto eterogeneo: soprattutto che fondamentalmente piace la musica indipendentemente da quello che si racconta. Certo, quelli che ascoltavano i Modena ai tempi erano ragazzini e gran parte di loro mi seguono ancora: pubblico che ha maturato una loro logica e critica di pensiero. Si sentono rappresesentati dalla mia musica e dai testi delle mie canzoni. Insomma a conti fatti devo dire che il mio pubblico non è composto da giovani.

Però essere troppo schierati musicalmente potrebbe essere penalizzante. Prendiamo ad esempio Marino Severini che con i The Gang (band culto del folk e cantautorato italiano attiva fin dagli inizi degli anni Ottanta, ndr) da sempre scrive canzoni dai testi dove si deduce un pensiero politico forte che non lascia spazio a fraintendimenti ideologici.

<<Non credo che essere schierati sia un errore, è un errore essere su di un palco e fare delle forzature ideologiche. Questo ovviamente il mio punto di vista. Se tu esageri con il tuo pensiero politico poi il pubblico ti viene dietro. Quando sei sul palco sei in una situazione privilegiata, sei soggetto dominante ed è facile raccogliere un applauso fasullo. Queste cose non mi piacciono. Poi Marino è fatto così: se ti piace lo segui oppure no. Se fosse stato più “democristiano” svendendosi al mercato avrebbe suonato di più e fatto molto più soldi , invece le sue scelte vanno rispettate ed è giusto così. Lui non ha mai amato i compromessi, così come il sottoscritto d’altronde>>.

Che scaletta farai a Varese?

<<I pezzi che parlano di legalità ci saranno tutti, anche quelli meno conosciuti come quello intitolato “Ninna Nanna italiana”, pezzo secondario scritto per lo spettacolo teatrale di Giulio Cavalli. Canzone pubblicata solo come bonus track ma che dal vivo piace sempre moltissimo>>.

Ogni tuo concerto è puro divertimento ma che lascia spazio anche alla riflessione

<<Però il tutto va messo sotto una cornice di un concerto e non di un comizio. A un mio concerto la gente si deve divertire. Poi tento anche di seminare qualche concetto, se poi il pubblico lo vuole raccogliere bene altrimenti è sufficiente che si diverta. Vi sono dei pezzi che nascono ragionando su musica e testi. Paradossalmente vi sono dei testi tristissimi con una musica divertente. Prendi ad esempio alcune canzoni degli irlandesi Pogues oppure con il nostro pezzo “Funerale di Berlinguer” scritta per i Modena: brano con un testo davvero triste ma la musica fa pogare>>-

Che musica ascolti attualmente?

<<Di tutto, l’importante è che sia buona musica dal folk, al blues al rock. Poi per me l’ascolto è sacro fin dal metodo: io ascolto solo musica in vinile e abiuro tutto quello che sa di digitale. Odio mp3 e affini e non scarico nulla. Avendo 5000 vinili a casa ora mi dovrò dare una regolata sugli acquisti. Attualmente ho compratol’ultimo di Ben Harper con Charlie Musselwhite e l’ultimo dei Decemberist:  entrambi molto belli.

Poi le copertine in vinile sono il massimo

<<Verissimo. La grafica è sempre stato uno dei punti forti del vinile, alcune copertine sono fantastiche, vere opere d’arte.

Infatti alcune volte si compravano gli Lp solo per le copertine indipendentemente dall’artista in questione

<<Tutto vero, vi erano momenti che si acquistavano dischi solo per la copertina scoprendo poi che la musica magari faceva schifo>>.

Progetti futuri?

<<Guarda sinceramente non ho tempo per pensarci, mi sto dedicando alla famiglia e altre faccende extra musicali. Ho diverse nuove canzoni nel cassetto ma non ho idea se un giorno si potranno materializzare in un nuovo disco. Quest’anno per il mio 50esimo compleanno mi piacerebbe realizzare una sorta di bestoff, con gran parte delle mie canzoni rivisitate da alcuni miei amici e colleghi tra cui lo stesso Marino Severini che abbiamo prima menzionato. La cosa mi intrigherebbe molto oltre a rendere il tutto molto divertente.>>

Chissà, si potrebbe pure organizzare un concerto evento presentando live il tuo disco a Varese in compagnia di tutti gli artisti che hanno collaborato al progetto

<<Dai, è un’idea: mettiamoci al lavoro allora!>>.

direttore@varese7press.it

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Posted by on 14 aprile 2018. Filed under Le Interviste,Spettacoli&Cultura,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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