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Botta e risposta tra Lega e sindaco di Varese:”Vogliono impedirci di allestire il gazebo”. Galimberti: “Nessuno ha presentato domanda”

VARESE, 15 maggio 2018- Botta e risposta a suon di comunicati tra i vertici il commissario della Lega di Varese Andrea Gambini e l’amministrazione comunale. Oggetto della nuova diaspora questa volta il permesso per occupazione suolo pubblico utile ad allestire il gazebo leghista in Piazza Podestà.

Da una parte la Lega dice che il sindaco lo vieta a priori, dall’altra parte della barricata l’amministrazione comunale risponde che nessuno della Lega abbia mai presentato richiesta di spazi per gazebo.

Per fare chiarezza pubblichiamo le due versioni:

Le tesi della Lega

Sabato 19 e domenica 20 maggio la sede della Lega di Varese, in piazza del Podestà 1, sarà aperta a tutti i cittadini, che potranno esprimersi sul “Contratto di Governo” che i vertici del partito, in primis il Segretario federale Matteo Salvini e il Vice Segretario federale Giancarlo Giorgetti, stanno elaborando per garantire al nostro Paese un Governo che sia espressione della volontà popolare, ed evitare che per i prossimi anni l’Italia si ritrovi ancora “immobilizzata” dall’ennesimo “Governo tecnico” di cui non ha certo bisogno.

“L’Ufficio organizzativo federale della Lega ha dato disposizioni per effettuare la consultazione tra i cittadini di tutto il Paese – spiega il Commissario cittadino della Lega di Varese, Andrea Gambini –. I militanti della storica sezione di Varese, che ha visto la nascita della Lega tanti anni fa e che ancora oggi è animata da grande forza e determinazione per cambiare il nostro Paese sotto la guida di Matteo Salvini, saranno in prima linea per ascoltare i propri concittadini e coinvolgerli in questo delicato, ma importantissimo, momento della vita del Paese”.

Gambini rileva come, purtroppo, sarà difficile allestire un gazebo nel centro storico cittadino, che avrebbe rappresentato un metodo più diretto per coinvolgere la cittadinanza. “Abbiamo presentato nei giorni scorsi richiesta agli Uffici competenti del Comune di Varese – sottolinea il Commissario della Lega – e ci è stato risposto che prima di giugno non è possibile avere l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico. Una situazione paradossale, dal momento che si tratta di dare vita ad un momento di democrazia partecipata per le scelte del prossimo Governo italiano. Ancora una volta la burocrazia, fimpedire ai Varesini di poter esprimere la propria opinione”.

“Naturalmente non ci fermeremo e tenteremo di ottenere l’autorizzazione, vista l’importanza della consultazione tra i cittadini, per allestire almeno un gazebo nel centro storico – dice Gambini –. Se questo non sarà possibile, i Varesini troveranno in ogni caso la nostra sede aperta, dove potranno entrare per prendere parte alla consultazione sul Contratto di Governo. Le lentezze burocratiche del Pd non impediranno ai Varesini di esprimere la loro opinione”.

A tal proposito, nei prossimi giorni il Consigliere comunale della Lega, Marco Pinti, ha annunciato che presenterà un’interrogazione in Consiglio comunale per chiedere conto sui tempi così lunghi per il rilascio delle autorizzazioni.

“Capisco – conclude Gambini, con un pizzico di ironia – che favorire le consultazioni popolari non faccia proprio parte del dna del Partito democratico né tantomeno della giunta comunale di Varese che è espressione del Pd. Come amano spesso ricordare il segretario cittadino e il capogruppo del Pd, dal momento che non hanno altre argomentazioni per rispondere alle mie prese di posizione, io sono militante della Lega di Busto e il mio compito, affidatomi dal Provinciale, è infatti quello di traghettare la sezione a congresso nel più breve tempo possibile. E persino a Busto è giunta l’incredibile notizia che il sindaco Pd di Varese, nonostante avesse promesso in campagna elettorale di sottoporre ad una consultazione tra i cittadini l’ammontare del proprio stipendio, da parecchi mesi eviti di tornare sull’argomento e non abbia ancora risposto alle precise richieste, arrivate anche dal nostro Consigliere comunale Marco Pinti, oltre che da altri esponenti del Centrodestra, su quando intenda predisporre questa consultazione. Siamo ormai a quasi due anni di mandato su cinque. E le promesse, caro Sindaco, e cari segretario e capogruppo del Pd, vanno mantenute. O, quantomeno, va data un’adeguata risposta sul perché non possa più essere mantenuta”.

Il sindaco Davide Galimberti

La risposta del Comune: 

 Ad oggi, ore 19.00 di martedì 15 maggio, allo sportello Suap del Comune (unico ufficio competente per evadere la richiesta) non è arrivata nessuna domanda di occupazione di suolo pubblico da parte della Lega per questo fine settimana. L’unica domanda protocollata da parte dei rappresentanti della Lega è una richiesta di spazi a partire dal 2 giugno. Se fosse invece arrivata domanda per questo weekend l’amministrazione avrebbe risposto come ha risposto a qualsiasi soggetto che faccia richiesta di spazi da anni a Varese, ovvero che il regolamento prevede che venga fatta domanda almeno 15 giorni prima dell’inizio dell’occupazione. E avrebbe risposto anche che una deroga è possibile ma naturalmente negli spazi rimasti disponibili al momento della richiesta scritta. Ad oggi ad esempio per sabato e per domenica ci sarebbe ancora qualche spazio ancora libero, a meno che non vengano prenotati da altri nel frattempo. Del resto il Comune non potrebbe togliere spazi già concessi ad altri cittadini o soggetti che li hanno richiesti formalmente e rispettando i tempi previsti dal regolamento Cosap. Ovviamente, qualora realmente il partito della Lega volesse chiedere spazi pubblici, basterebbe che inviasse una richiesta formale e accogliesse le disponibilità di spazi rimasti. Quanto alla definizione data dal commissario della sezione varesina della Lega di tutti i dipendenti (“burocrati”) del Comune di Varese come iscritti o appartenenti ad un partito politico (il PD) l’amministrazione dovrà valutare come tutelare in tutte le sedi l’immagine dei propri dipendenti dalle affermazioni succitate. E questo in primo luogo perché i dipendenti del Comune di Varese (che lavorano al Comune di Varese da molti anni) sono funzionari pubblici e non dipendenti di un partito, come invece fa pensare l’affermazione del commissario della sezione varesina della Lega. In secondo luogo affermare che l’applicazione del regolamento comunale sugli spazi pubblici sia una scelta di partito imbarazza ancora di più visto e considerato che quel regolamento è stato voluto e approvato anni fa quando la maggioranza in Comune era appunto della Lega.

redazione@varese7press.it

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Posted by on 15 maggio 2018. Filed under POLITICA,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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