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Riflessioni: “Il mare, l’inquietudine, la sofferenza”

PAVIA, 13 giugno 2018- di VINCENZO ANDRAOUS-

Stamattina un caro amico mi ha detto: “ma hai visto Salvini cosa sta facendo, ma come è possibile esser cosi’ disumani”. In tutta sincerità non sono un celodurista tanto meno un pentamaravigliao, però siccome ne avevo le scatole piene prima di commenti bucolici e biasimi da sepolcri imbiancati, anche adesso ne ho le scatole arcipiene di scandalismi a buon mercato.

Capisco benissimo che l’accoglienza e la promozione umana passano da questa sottilissima cruna dell’ago, altrettanto bene sento tutta la responsabilità insita nel dovere di salvare quante più vite umane possibili,  legge o non legge del mare ci imponga di fare, soprattutto quando si tratta di donne e di bambini al macero. Detto questo però è necessario fare un po’ di pulizia alle parole spese male, alle punteggiature di comodo, alle filosofie di questo o quell’altro autore d’eccellenza. Qualche tempo addietro stavamo sulle alabarde perché l’inondazione dell’essere era a dir poco impressionante, poi ci stavamo ancora peggio, perché nessuno ci aiutava a frenarne lo straripamento, e giù a mandare a quel paese nazioni e governi pregni di indifferenza feroce.

Eravamo stanchi di  chiacchiere, di sopportare la solitudine che ci era stata imposta dai più forti, eravamo stanchi e umiliati. Poi ancora furberie d’accatto con la Libia che aiutava a tenere a terra la zavorra umana, pochi sbarchi e poco rumore in sottofondo, soltanto torture, violenze, imprigionamenti illegittimi, all’ordine del giorno, ma come si dice: cuore non vede, cuore non duole.  Quante volte ho sentito la rabbia montarmi addosso per tanta inutile politica, per tanta indifferenza mascherata di interventismo. Quante volte e quante altre volte ho sentito la ggggente rivoltarsi, indignarsi, incazzarsi per non esser capaci di obbligare gli altri paeselli a fare quanto noi stavamo facendo. Adesso il voto ha dato strada ad altri partecipanti, ad altri uomini e bandiere di cordata, che piaccia o no, il popolo questo ha detto.

Qualcuno sta dicendo a qualcun altro di mettere mano al cuore, alla saccoccia, al proprio onore, qualcuno sta sfidando l’europa, il minuscolo non è segno di incertezza grammaticale, certo potrebbe perdere la disfida, ma almeno una volta per tutte, vediamo chi è il furbacchione che usa le parole come carta straccia. Certo che giocare una partita sulla pelle di tanti innocenti non è bello, né radice di alcuna giustizia, ma per mettere fine a questa indegna e miserabile ingiustizia che si protrae nel tempo e continua a mietere vittime nel silenzio più colpevole, allora dico ben venga chi si mette di traverso, chi ha il coraggio di prendere a calci nel deretano saggi e profani che non sono, ben venga un po’ di amor proprio.

Qui non si tratta di fare i reazionari, i razzisti o fascisti del grano raccolto male, ma vedere bambini strozzati dall’acqua nella gola, adagiati su qualche spiaggia assolata non mi pare più accettabile.

Dunque ora o mai più è il momento di obbligare potenti dalla fede più variegata e cattolici a trucco a farsi avanti e prendersi la loro parte ingombrante di responsabilità, quelle responsabilità  che fino ad ora hanno raggirato. Punto.

redazione@varese7press.it

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Posted by on 13 giugno 2018. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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