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Gadda (Pd): “Con decreto Milleproroghe Comuni bloccati”

La parlamentare Maria Chiara Gadda

ROMA, 12 settembre 2018- “I fatti oltre alle promesse sono solo questi. Con il decreto  “milleproroghe” il Governo Lega-M5S mette le mani sui fondi investiti per riqualificare le periferie di 326 comuni italiani che  vengono sospesi fino al 2020, con buona pace dei progetti già avviati e delle aspettative dei cittadini.” Lo dichiara Maria Chiara Gadda, deputata del Partito Democratico, a proposito dei fondi per le periferie sospesi con il milleproroghe.

“Ieri sera – spiega – dopo la riunione con Anci l’ennesima beffa per i 20 milioni di italiani che avrebbero beneficiato della riqualificazione di molte aree urbane. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da un lato promette ai sindaci di distribuire in tre rate i fondi già assegnati dal governo Renzi-Gentiloni, e dall’altro si prepara ad approvare con il voto di fiducia il decreto “milleproroghe” con il differimento al 2020 dei finanziamenti. Quindi fondi che ancora ieri deputati di maggioranza definivano “una marchetta”, verrebbero addirittura dilazionati. Come ha dichiarato questa mattina Anci in un comunicato molto duro, è difficile capire perché non è stata accolta la proposta di cancellare immediatamente la proroga all’interno del decreto in discussione come proposto dal PD. Probabilmente quando si vuole fare propaganda a tutti i costi si perde di vista l’interesse generale. Il bando, il primo intervento di carattere nazionale sulle periferie, potrebbe creare un indotto sul sistema economico pari a 9,5 miliardi di euro con incremento occupazionale intorno alle 42 mila unità. Mi rendo conto che lavoro e periferie non sono la priorità per questo governo. Del resto gli intenti erano ben chiari già con il decreto “dignità”. 

Peccato davvero che questa volta a fare le spese della arroganza di chi da sempre si professa il partito del “prima gli italiani” e del “basta finanziamenti a pioggia” e  “dei territori” sono proprio i comuni e i territori che hanno presentato idee per lo sviluppo urbano e progetti veri nati dal confronto con i cittadini. Basti pensare al “progetto stazioni” della città di Varese, di cui le diverse amministrazioni leghiste che si sono succedute per più di venti anni hanno vagheggiato con progetti faraonici senza concludere alcunchè. La nuova giunta Galimberti ha ottenuto, grazie al bando periferie e alle risorse già stanziate dal governo Renzi-Gentiloni, 18 milioni di euro, a cui si sarebbero aggiunti ulteriori 10 milioni da parte di RFI per il rifacimento della stazione. Finalmente si sarebbe potuta colmare una storica frattura urbanistica nella città giardino, ridisegnando le piazze delle stazioni, migliorando la mobilità pubblica, pedonale e la viabilità, e soprattutto creando nuovi spazi di aggregazione, con il mercato coperto, la grande area verde e il centro diurno integrato per anziani ed enti del terzo settore. Una città bella e vissuta nei suoi spazi pubblici è il miglior antidoto nei confronti del degrado e dell’emarginazione. A poco bastano le rassicurazioni sul territorio dei parlamentari di maggioranza come Gianluigi Paragone, che fanno i proclami rassicuranti a Varese e poi a Roma si nascondono dietro le decisioni della maggioranza. “

“Per tutto questo sarebbe stato sufficiente approvare l’emendamento a mia prima firma per sbloccare i fondi destinati a Varese. Per una volta mettano da parte i proclami e il governo Lega-M5S risolva immediatamente questo pasticcio, senza rinviare a prossimi ipotetici provvedimenti“ conclude.

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Posted by on 12 settembre 2018. Filed under POLITICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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