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Giustizia e rispetto per i diritti umani: riuscito presidio a Varese organizzato dai Frati Comboniani e altre associazioni cittadine

VARESE, 12 settembre 2018- di GIANNI BERALDO-

“Stiamo andando alla deriva per quanto riguarda la difesa dei diritti. Noi italiani abbiamo lottato per la difesa dei diritti, tutti i nostri precedenti governi hanno appoggiato tutte le iniziative, le convenzioni ecc. che tutelavano i diritti umani. Ora ci troviamo al cospetto di un governo  che sta smantellando questo sistema di diritti. Se viviamo in un Paese che non rispetta i diritti umani, noi stessi possiamo un giorno esserne vittime”. 

Non utilizza troppi giri di parole padre Antonio dei Frati Comboniani di Venegono Superiore, principale artefice del “Presidio di Giustizia” organizzato questa sera in Piazza Montegrappa, in concomitamza con molte altre città italiane.

Una manifestazione alla quale hanno partecipato diversi cittadini (non molti a dire la verità, in quanto è stato organizzato solo in poche ore) e rappresentanti di alcune associazioni varesine.

Presidio dove in bella mostra vi era una manifesto riportante l’Articolo 1 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, monito per intere generazioni ma che poco serve in un contesto politico attuale dove il populismo ( e un pizzico di menefreghismo) pare attecchire come poche volte accaduto in passato con le conseguenze che tutti noi conosciamo.

“L’aria che si respira in Senato non lascia presagire nulla di buono per il futuro”, ci aveva confidato il senatore del Pd Alessandro Alfieri presente sabato scorso a un altro presidio: quello sul decreto Milleproroghe che di fatto ha stoppato il progetto riqualificazione stazioni e periferie cittadine.

Le dichiarazioni confidenziali di Alfieri, accomunano certamente quelle di padre Antonio (e le sue preoccupazioni) così come il pensiero di tutti i partecipanti.

Come Stella Casola di Possibile Varese: “Giustizia e dignità è riconoscere la legalità al di sopra della legalità politica immediata. Oggi vogliamo evidenziare come nel dialogo e rispetto reciproco ci potrebbe essere molta più crescita per tutti, rispetto alla chiusura e identificazione di un nemico”. E’ giovane Stella, ma caparbia e preparata nel portare avanti un pensiero positivo fatto di parole, di amicizia e di senso de dovere verso gli altri.

Stella Casola di Possibile Varese

Padre Antonio dei frati Comboniani

“Le parole d’odio degli ultimi tempi-aggiunge la rappresentante di Possibile- ha creato una situazione quasi folle con italiani contro italiani, italiani contro stranieri, lavoratori contro altri lavoratori o, ancora, vecchi contro giovani. Per questo oggi sono qui a manifestare per dire quanto ci sia ancora voglia di dialogare chiedere giustizia”.

Proprio da questo presidio è nata l’idea estemporanea di organizzarne uno a cadenza mensile, precisamente ogni 12 di ogni mese, sempre a Varese in luoghi diversi rispetto a quello di oggi  in base ai permessi comunali.

Per questo fin a subito è iniziata la raccolta di adesioni per un presidio-digiuno, dove i partecipanti si alterneranno iniziando dalla mattina alle 10 fino alla sera verso le 19.

Chiunque ovviamente è ben accetto perchè, anche se qui parliamo di digiuno, la fame e sete di giustizia non sarà mai sufficientemente appagata.

direttore@varese7press.it

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Posted by on 12 settembre 2018. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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