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OUTSIDE THE WINDOW: di NICOLA GERVASINI

ALLENATORI NEL PALLONE

 Se fino a due secoli fa eravamo un popolo di poeti, santi e navigatori, nel novecento noi italiani avevamo raggiunto il prestigioso traguardo di essere diventati più di cinquanta milioni d’allenatori. Il tutto grazie a profondi studi nei migliori Bar Sport d’Italia (a proposito, ne esistono ancora? Se li vedete mandateci una foto), con tattiche per accaparrarsi per primi la Gazzetta dello Sport durante la colazione del mattino che Bearzot se le sognava. E andava benissimo così, perché il calcio, visto da fuori come spettacolo e non come sport, serve a quello. Per cui io posso tranquillamente permettermi di far notare al nostro CT nazionale Roberto Mancini che c’è qualcosa che stride nel suo continuo piagnisteo sul fatto che in serie A giochino solo giocatori stranieri, e di conseguenza gli italiani non possano emergere.

Perché con spericolato ragionamento carpiato da Bar Sport potrei chiedergli come mai i giocatori italiani non sono all’estero a prendersi i posti degli stranieri che sono qua. Qualcuno c’è, ma gli italiani di successo all’estero si contano sulle dita di una mano. Forse siamo mammoni che non vogliono lasciare casa? O semplicemente meglio guadagnare tanto pur non giocando, piuttosto che giocare guadagnando poco. E via di congetture e teorie fantascientifiche degne di una puntata di Black Mirror.

Tanto che importa se chi scrive non ha la minima idea di come funzioni realmente un mercato di calcio? Non sarò santo, sono un pessimo poeta e non so nuotare, ma sono tifoso – ergo esperto di calcio in fieri – per cui allenatore de facto. Ma in questi mirabolanti anni 2000, da italiano, non sono più solo allenatore: ora sono in grado di scoprire studi scientifici che conosco solo io, valuto ad occhio la tenuta di ponti, correggo i conti dello Stato sulla carta del formaggio e scopro che abbiamo fondi per fare cose strabilianti che chissà perché il mio Ministro dell’Economia non ci era arrivato da solo, e so perfino esattamente come funziona la macchina burocratica della nostra magistratura tanto da segnalarne le inefficienze con prontezza. Addirittura ora mi basta pochissimo per diventare parlamentare.

Un po’ come se la Juventus scegliesse il proprio allenatore con un contest tra i suoi tifosi, che magari si accontenteranno di qualche milione di euro in meno dell’attuale allenatore Allegri, ma loro sì che farebbero convivere Cristiano Ronaldo e Dybala senza problemi (se non sapete ci sono vi rimando al Bar Sport). Vai a capire perché Allegri non ci arrivi da solo, ma queste sono domande già difficili. Ah no, dimenticavo, siccome noi italiani siamo diventati anche perfetti consulenti matrimoniali, ora abbiamo anche questa risposta: la colpa è solo di Ambra, ça va sans dire. Come si fa effettivamente a non essere eccitati per cotanta conoscenza ottenuta con un semplice cambio di secolo?

redazione@varese7press.it

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Posted by on 13 novembre 2018. Filed under PROVINCIA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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