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Ci scrivono: ” La dimissioni di Marsico riflettono la crisi di un partito che a Varese ha perso identita’ “

Giacomo Tamborini

VARESE, 8 novembre 2018-È di qualche giorno fa la notizia dell’addio a Forza Italia di Luca Marsico, esponente di spicco del movimento politico di Berlusconi, persona capace e amico.

Non conosco quali motivazioni abbiano portato Marsico a questa scelta, conosco bene, però, la sensazione di trovarsi estranei in una comunità, è una sensazione che ho provato anche io quando ho rassegnato, oramai più di un anno fa, le dimissioni dal ruolo di coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani, dimissioni che hanno visto poi la maggioranza del gruppo giovanile fare una scelta analoga alla mia, uscendo in punta di piedi e volutamente senza troppo clamore da quella che era stata la nostra ” casa politica”. Dimissioni dettate da ragioni personali e politiche allo stesso tempo. 
La scelta di Marsico, criticabile o meno, risulta quantomeno comprensibile e, da parte mia, ancora di più.
E non è questione di percentuali, è, per quanto mi ha riguardato e mi riguarda, questione di idee, contenuti e valori.
Col senno di poi il declino, che ora appare oramai inevitabile e quasi fisiologico, di Forza Italia non è iniziato col patto del Nazareno e nemmeno con l’iniziale appoggio al Governo Monti/Letta, non è iniziato nemmeno con l’imposizione di candidati paracadutati sui territori (vedi Galliani a Varese), è iniziato invece con la sistematica esclusione di chi portava valide idee e delle valide idee stesse.
Ci si è trovati così a passare dal voler fare la rivoluzione liberale al proporre la pensione alle casalinghe (proposta che si basa su un principio identico a quello su cui poggia il reddito di cittadinanza tanto, e anche giustamente ma non coerentemente, criticato dagli azzurri, ossia il voler distribuire a chi non l’ha prodotto un reddito prodotto invece da altri che non lo percepiranno), dal presidenzialismo alle proposte quantomeno bizzarre della Brambilla, dal parlare di ”inganno dello spread” a tifare ”forza spread”, dal voler cambiare l’Ue al guardare a Moscovici come ad un profeta infallibile.
È dunque legittimo non riconoscersi più in un partito che negli ultimi due anni ha stravolto e ristravolto le proprie posizioni e proposte? Io credo di sì, e a ricordarlo sono anche gli elettori viste le ultime percentuali. Ma, spesso, invece che fare una sana autocrita risulta più facile criticare chi si chiama fuori.
Chi scrive, assieme ad altri giovani che militavano in Forza Italia, ha fatto una scelta chiara non cercando altri lidi politici su cui approdare bensì cercando il confronto e la coerenza con le proprie idee; avremmo potuto cercare un barattolo di ”marmellata di kiwi”, quella verde che una sempre simpatica e pungente penna ha tirato in causa, avremmo potuto, ma non l’abbiamo fatto, ci è indigesta.
E nello specifico ci è indigesto lo statalismo con cui sembra essere fatta in buona parte.
Ci piacciono invece il pensiero critico e la libertà, anche quella che ci ha portato a non aver più in tasca una tessera di partito.
Quella stessa libertà credo rivendicato da Luca Marsico.
Non ho abitudine, come tanti, di rinnegare il passato o di essere ingrato con chi mi ha fatto sicuramente crescere anche dal punto di vista umano, mi viene però da dire che, forse, per Forza Italia, anche a Varese e provincia, è venuto il momento della riflessione e dell’autocritica, lo spazio politico c’è eccome, ed è proprio quello lasciato libero da una Lega che ha relegato in secondo piano temi storici come il federalismo e il taglio delle tasse, non c’è forse la volontà di occuparlo perché ugualmente, forse, non c’è la volontà di dare spazio alle idee preferendo concentrarsi su altro, vittime di una spirale autoreferenziale ed esclusiva. 
Un grosso in bocca al lupo a Marsico e al centro destra, ne hanno entrambi bisogno, forse il secondo più del primo.
Giacomo Tamborini
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Posted by on 8 novembre 2018. Filed under Lettere Al Direttore,POLITICA,Varese,VARESE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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