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Grande prova d’attore di Simone Cristicchi a Gallarate: un monologo dove le parole diventano immagini

GALLARATE , 29 novembre 2018 – di SARA MAGNOLI –

L’amore che va al di là della morte. E che permette al bianco asettico di una stanzetta di ospedale di trasformarsi nel cielo di un quadro di Chagall quale meta finale del volo che attraversa tutto lo spettacolo.

È una grandissima prova d’attore quella che Simone Cristicchi porta in scena con il suo nuovo lavoro, “Manuale di Volo per Uomo”: lui, solo sul palco, per quasi un’ora e mezza parla in un monologo che è un testo toccante, profondo, commuovente, di una sensibilità disarmante, scritto dallo stesso Cristicchi e da Gabriele Ortenzi con la collaborazione di Nicola Brunialti, e che può contare sulla grande regia di Antonio Calenda. E quel Raffaello quarantenne-bambino che si trova dopo quarant’anni a dialogare con la madre mai conosciuta e che credeva morta e che invece è in quel momento in punto di morte, con quella madre che l’ha dovuto lasciare in un istituto di suore riesce a tratteggiare con una enorme semplicità, che proprio per questo diventa ancora più cruda, le storie degli ultimi. Di quegli ultimi ai quali Simone Cristicchi ha detto di voler dare voce con questo eccezionale spettacolo che non ha lasciato indifferente il pubblico del teatro delle Arti di Gallarate nelle due repliche di martedì e mercoledì.

I bambini abbandonati, i disabili, gli stranieri, gli esseri umani diventati merce di sfruttamento. La richiesta costante di quando arriverà la mamma a riprenderselo e le penose bugie delle suore che gli dicono che la mamma è andata in cielo, mentre invece, per poter mandare ogni mese un paio di scarpe, un vestito pulito e 50mila lire al suo bambino, è costretta a prostituirsi. Non ha un nome, per Raffaello, non ha neppure il volto di madre, per quel figlio, fino a quando, dopo averle urlato la disperazione del suo dolore, la disperazione di un dolore che è intriso di abbandono, raccontandosi quell’uomo rimasto bambino, che vede tutto con gli occhi dello stupore, ma non dell’inconsapevolezza, entra in simbiosi con lei. Diventa figlio e lei diventa per lui madre.

Piace il bianco, a Raffaello che vuole volare verso l’infinito, piace il bianco che, dice, è il colore della luna, della neve, della panna montata. Ma quel bianco che è anche della sua tuta da imbianchino, perché gli piace colorare il mondo, a poco a poco diventa azzurro e blu, fino a trasformarsi in cielo: una trasformazione lenta e inesorabile, preparata in qualche modo visivamente proprio da quella tuta che, a ogni ritorno di Raffaello a trovare la madre in fin di vita – rappresentata in scena solo da un lenzuolo steso su un letto -, si “sporca”, o si “dipinge” di azzurro e poi di blu.

E sul palco le parole diventano immagini, diventano Angelo il ferramenta, diventano suor Matilde e i suoi baffoni dietro i quali si nasconde l’affetto per quel bambino, Raffaello, per il quale, si ripete, resta lo stato di confusione mentale che non potrà mai guarire, al massimo solo migliorare. Diventano Helena, la bella straniera comprata e venduta che pensa a suo figlio lontano e che non avrà neppure un nome sulla sua tomba, diventano il becchino che si intenerisce davanti a Raffaello. Diventano “zia” Margherita, la maestra che a Raffaello insegna tante cose e tante parole. Tutti idealmente caricati su un’auto che corre veloce, alla fine dello spettacolo, attraversando una Roma solo immaginata, ma che ti sembra di vedere. Le parole diventano il grande coro di compleanno che non fanno sentire solo, diventano persone che ogni giorno, ogni volta regalano e hanno regalato qualcosa.

Ci sarebbe così tanto da dire sulla bellezza di “Manuale da Volo per Uomo”, eppure tutto sembra troppo poco: è uno spettacolo da vedere, da ascoltare. Uno spettacolo che si fa amare. E che per questo diventa immenso e senza fine.

s.magnoli@varese7press.it

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Posted by on 29 Novembre 2018. Filed under PROVINCIA,Spettacoli&Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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