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Intervista a Martino Iacchetti a teatro con Natale in casa Marx: “Io, Engels mi diverto a stuzzicare anche l’attuale politica”

VARESE, 11 dicembre 2018- di GIANNI BERALDO-

Martino Iacchetti

Lo spettacolo di debutto e’ programmato per venerdi’ 21 dicembre al Teatro Guanella di Milano dove rimarra’ in cartellone fino a domenica 23 dicembre. 

Poi altre date  in giro per l’Italia regalando sorrisi ma pure ironiche riflessioni.

Stiamo parlando di ”Natale in casa Marx”, commedia divertente e rivoluzionaria scritta da Lorenzo Beccati (regia di Enzo Iacchetti), dove vengono narrate le vicissitudini (sempre in amicizia) tra il filosofo, economista e politico tedesco Carl Marx (interpretato da Francesco Errico) e il suo illustre collega conterraneo Friedrich Engels (Martino Iacchetti).

La casa di Marx diventa cosi’ il luogo ideale dove accendere la miccia ideologica del futuro comunismo, tra ilarita’ e litigi vari,  luogo che vede tra i protagonisti la domestica nonche’ amante di Marx, Lenchen (interpretata da Elena Martelli) e la stessa moglie del serioso filosofo, Jenny Marx (Livia Morotti). 

Insomma una bella e originale proposta teatrale che stuzzica la curiosita’ di tutti noi.

Per saperne di piu’ sullo spettacolo, abbiamo intervistato Martino ”Engels” Iacchetti.

Martino parlaci in breve della commedia

«E’ una commedia originale in due atti scritta da Lorenzo Beccati, bravo autore televisivo ma pure scrittore di libri gialli, cosi’ come autore di teatro soprattutto commedie. Nelo specifico Lorenzo ha scritto questo testo raccontando fatti realmente accaduti».

Il cast di Natale in casa Marx

Vuoi dirmi che questa che raccontate sul palco e’ una storia vera?

«Certamente, e’ ambientato nel 1847 nella notte di Natale a Bruxelles dove Marx e Engels si trovano nella casa di Marx, quando il comunismo era ancora agli albori, a redigere gli ultimi passi del famoso Manifesto del Partito Comunista. Progetto commissionato dalla Lega dei comunisti che proprio in quei giorni dovevano finire per poi consegnarlo. Diciamo che siamo in dirittura di arrivo di questo importante e storico documento».

Ma i due illustri filosofi e politici in casa non sono soli.

«No, infatti con loro in casa vi e’ Jenny la moglie di Marx dalla quale ha appena avuto un figlio, e la domestica di nome Lenchen, non il nome reale ma un vezzeggiativo (in tedesco il suffisso lenchen e’ come il vezzeggiativo italiano), quindi da Elenchen e’ diventata Lenchen. Un governante vera proletaria, a differenza di Marx ed Engels che invece erano due intellettuali borghesi. Lenchen infatti vive la vera condizione di proletaria, di lavoratrice in una societa’ che a quei tempi era ancora piu’ maschilista e patriarcale rispetto a quella attuale, pero’ mentre e’ affaccendata in casa, ascolta le discussioni, le grandi parole e temi filosofici (oltre a litigare sulla paternita’ di una frase piuttosto di un’altra) tra Marx ed Engels, ecco lei lancia ogni tanto delle frasi geniali. A questo punto loro due se ne accorgono: prima la deridono ma poi inseriscono le frasi di Lenchen nel Manifesto».

Questa e’ una bella novita’

«quello che non tutti sanno e’ che lo stesso Engels, poco dopo l’uscita del Manifesto, disse che la governante aveva partecipato alla stesura del Manifesto con consigli e obiezioni, anche se poi non venne mai inserita tra i crediti tra gli autori. Insomma una commedia molto divertente che va avanti tra equivoci, ironia e situazioni anche grottesche».

Ma vi sono pure riferimenti alla realta’odierna, come ad esempio al dualismo tra Salvini e Di Maio

«Si’, questo crea ancora piu’ ironia. Pensare a loro  cosi’ come altri personaggi politici e’ abbastanza automatico. Direi che e’ interessante in questo momento storico portare un testo che parli di Marx ed Engels, posso dire che e’ una commedia molto attuale».

 

Enzo Iacchetti, regista e produttore dello spettacolo

Allora parlando di attualita’ qui si tocca anche la Sinistra attuale

«certamente, infatti stiamo parlando della nascita della Sinistra nel momento in cui la sinistra non esiste oramai piu’. E’ una commedia che fa ridere ma soprattutto fa pensare. Vi sono tante cose che possiamo trasportare al mondo di oggi, ridere ma constatando che molte situazioni fanno riflettere».

Ma e’ la stessa gente, il pubblico, che chiede di ironizzare su certi temi

«Infatti, diciamo che noi lanciamo delle continue provocazioni, poi ognuno ci vedra’ quello che vuole vedere ovviamente, diciamo che i riferimenti sono molto chiari. Durante lo spettacolo vi saranno dei momenti dove verranno proiettati immagini in una finestra di scena, dove appariranno personaggi conosciuti. Insomma parecchie e ironiche provocazioni».

La regia e’ di papa’ Iacchetti

«Si’, regia e produzione».

Ma papa’ Enzo in scena vi “bacchetta”?

«come no, assolutamente si’. E’giusto che bacchetti perche’ ci vuole una bella energia per portare in scena un simile soggetto, poi i tempi sono serrati e ritmi precisi. Siamo tutti attori ancora giovani e in questo momento dove il teatro sta offrendo quanto la sinistra (cioe’ nulla), avere queste occasioni e’ importante. Come e’ bello che un personaggio come papa’ abbia voglia di  dirigere uno spettacolo con attori giovani, volenterosi e bravi. E” bello che lui ci abbia affidato questo compito cosi’ come avere la sua fiducia. Per noi e’ un onore andare in scena con questo lavoro, ed e’ un onore averlo come direttore. Tra l’altro vorrei ricordare che lo spettacolo prevede pure delle meravigliose canzoni cantate dal vivo e scritte da Giampiero Aloisio che e’ stato collaboratore di Gaber e Guccini tra gli altri».

Ma dove nasce questa tua passione per il teatro?

«nella vita uno si ritrova molte cose nella ”pancia”, una sorta di innato istinto, poi e’ chiaro che io sono stato ancora piu’ fortunato avendo vissuto in questo mondo da quando sono nato, imparando fin da piccolo i copioni degli spettacoli di mio papa’. Questo mi ha portato a interessarmi di teatro fin da subito, avere questa forte connessione con l’arte. Poi comunque bisogna faticare e studiare altrimenti solo il talento non e’ sufficiente. Piano, piano ho capito che questo era il lavoro che sapevo fare meglio e ne sono convinto tutt’oggi».

Torniamo al tuo personaggio, Engels: studiandolo hai scoperto qualcosa di poco noto?

«Guarda, sto leggendo una sua biografia- “La vita rivoluzionaria di  Friedrich Engels”-che all’inizio mi spaventava un po’ pensando a come potesse essere noioso e pedante, invece ho scoperto che e’ molto fresca e scritta in modo molto ironico. Tra le cose piu’ interessanti che ho scoperto un personaggio, un uomo, spensierato e allegro. Un grande amante della vita mondana, gran bevitore e affabulatore in grado di raccontare barzellette, in parole povere un viveur. Certo che vedendo la serieta’  delle foto, uno non penserebbe mai che invece era una persona allegra e scanzonata. Questa cosa mi fa sorridere apprezzandolo ancora di piu’».

direttore@varese7press.it

 

 

 

 

 

 

 

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Posted by on 11 Dicembre 2018. Filed under Le Interviste,Spettacoli&Cultura,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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