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Sindaco Galimberti su Decreto Sicurezza e rivolta dei sindaci. ”Amministrero’ sempre nel rispetto della legge, ma qui parliamo della sicurezza dei cittadini”´

VARESE, 5 gennaio 2019- di GIANNI BERALDO

Davide Galimberti sindaco di Varese

Dopo la clamorosa protesta e  presa di posizione da parte di alcuni sindaci di importanti citta’ come quello di Napoli Luigi De Magistris o il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ai quali negli ultimi giorni si e’ aggiunto addirittura il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (a breve seguito forse da quello del Piemonte), in merito al Decreto Sicurezza-divenuto legge dallo scorso mese di novembre-fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini-abbiamo contattato il sindaco di Varese, Davide Galimberti, anch’egli alle prese (cosi’ come tutte le amministrazioni comunali d’Italia) con una legge che mettera’ a serio rischio la questione della sicurezza soprattutto nelle aree urbane.

«Premettendo che amministro e amministrero’ sempre e comunque nel rispetto assoluto delle leggi, mi pare ovvio che nel caso specifico vi sia qualcosa che non funzioni. Il Governo in rappresentanza dello Stato deve garantire sicurezza e non legiferare decreti che, al contrario, potrebbero creare seri problemi in tutto il Paese a livello di sicurezza», dice Galimberti che evidenzia come Salvini giudichi questa protesa dei sindaci come ”una mera azione politica contro il governo, operata da sindaci di sinistra”.

Un appunto che Galimberti non condivide «qui non si tratta di destra o sinistra ma di buon senso. Questa legge creera’ gravi problemi gestionali da parte dei sindaci di tutte le correnti politiche, senza differenze. Basti pensare a tutta quella gente, quegli immigrati, che a breve vaghera’ senza meta, senza alloggio e senza nessun controllo diretto, in giro per le citta’. Ovvio che in questa situazione il rischio sicurezza raggiungera’ il massimo livello, con problemi non indifferenti nel poter garantire quel gradi di sicurezza al quale tutti i cittadini hanno diritto».

De Magistris, sindaco di Napoli

Per capire di cosa stiamo parlando vediamo nel dettaglio cosa dice il decreto sicurezza al capitolo  IMMIGRATI:

Richiesta di asilo politico: vengono aumentati quel tipo di reati che annullano la sospensione della richiesta di asilo politico, dopo una condanna in primo grado, portando all’espulsione immediata. I reati in questione sono violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Abolizione protezione umanitaria: al momento la norma può garantire, in caso di situazioni di emergenza umanitaria, un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che ne fanno richiesta. Inizialmente si pensava a una abolizione e a una sostituzione con un permesso di soggiorno della durata di un anno per motivi civili o di calamità naturali nei paesi di origine. Alla fine invece si è optato per un “procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale

Trattenimento nei centri per il rimpatrio: raddoppiati i tempi da un massimo di 90 giorni a 180 giorni.

Revoca della cittadinanza: se una persona viene ritenuta un possibile pericolo per lo Stato, potrebbe scattare la revoca della cittadinanza in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo. In più, una domanda di cittadinanza potrà essere rigettata anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o cittadina italiana.

Patrocinio gratuito: niente patrocinio gratuito per un migrante se il suo ricorso contro il diniego della protezione umanitaria viene dichiarato inammissibile.

Una protesta di migranti a Varese

Fondi per i rimpatri: stanziati 500.000 euro per il 2018, 1,5 milioni per il 2019 e 500.000 euro per il 2020.

Sprar: i piccoli centri che ospitano i migranti, sotto l’egida dei Comuni, non potranno più accogliere i richiedenti asilo ma soltanto minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale.

Come si evince le note piu’ dolenti del Testo (per le quali e’ scattata la protesta dei sindaci e governatori di Regione) sono quelle inerenti l’abolizione della protezione umanitaria e l’utilizzo degli Sprar (centri di accoglienza statali) in forma ridotta.

E’ indubbio che tutto questo andra’ a gravare pesantemente sulle varie amministrazioni comunali che dovranno gestire (senza fondi) un flusso incontrollato di immigrati irregolari anch’essi, comunque, degni di tutele a livello di garanzie umanitarie

«innanzitutto i migranti sono delle persone e come tali andrebbero trattate e non lasciate allo sbando nelle citta’-aggiunge Galimberti-Poi vorrei sottolineare come un provvedimento legislativo pensato e redatto per aggiungere valore alla sicurezza, non puo’ riflettersi in azioni concrete agendo all’opposto del Testo del provvedimento: come nel caso specifico dove si creera’ caos e insicurezza».

Sindaci e rappresentati regionali che, nel caso il governo non tornasse sui suoi passi rivedendo alcuni punti del testo di legge (cosa altamente improbabile), porteranno le loro richieste alla Corte Costituzionale in quanto- secondo le loro tesi-questo provvedimento lede i diritti fondamentali di ogni singola persona previsti dalla Costituzione.

Anche in questo caso risponde il sindaco di Varese «la vedo come una soluzione estrema. Tra l’altro bisogna calcolare pure i tempi. La Corte Costituzionale infatti si fara’ carico di recepire queste istanze non prima di 1 anno e mezzo, tempi lunghissimi duranti i quali tutti noi amministratori locali dovremo fare i conti con questo imprevisto e rapido provvedimento legislativo,  grazie al quale tutto potra’ accadere senza poter garantire in modo adeguato la sicurezza»

direttore@varese7press.it

 

 

 

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Posted by on 5 Gennaio 2019. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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