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Basta sprechi nei ristoranti varesini: con Rimpiattino ci portiamo a casa il pranzo avanzato

VARESE, 31 gennaio 2019- di GIANNI BERALDO

Dal Rimpiattino a un impulso deciso e significativo verso un approccio positivo (ed essenziale), a un sistema di economia circolare che adotti criteri utili alla lotta allo spreco alimentare e l’idea del recupero.

Tutti noi possiamo contribuire alla sua crescita vitale per il futuro della società con cambiamenti-a volte radicali-di uno stile di vita senza sprechi appunto.

Tutto questo mettendo in atto gesti quotidiani apparentemente semplici ma in realtà molto importanti. 

Come ad esempio quello di non sprecare le prelibatezze degustate e a volte avanzate durante un pranzo in ristorante.

Ecco allora un’idea semplice ma efficace nata dalla collaborazione tra Fipe ( (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo, che a Varese sta ottenendo risultati importanti con livelli del 70% di carta e cartone riciclata, divenendo il primo capoluogo di provincia in Lombardia.

L’idea appunto.

Si tratta di un coloratissimo contenitore denominato “Rimpiattino”, composto da cartone riciclato grazie al quale gli avventori dei ristoranti, dopo il pranzo o cena avranno modo di portarsi a casa quanto rimasto del pranzo o, addirittura, pure la bottiglia di prezioso vino tanto declamato durante il pranzo, inserendola in un apposito contenitore sempre di cartone riciclato.

Doggy Bag, questo il nome corretto di una pratica e del contenitore più in generale utile a tale raccolta, molto in voga negli Stai Uniti così come in parecchi Paesi del Nord Europa dove la lotta contro gli sprechi e l’arte del riciclo è prassi consolidata appresa fin a bambini.

Sono ben 23 i ristoranti varesini che hanno già aderito a questa pratica, così come molti altri in Italia.

<<Un grande e forse inaspettato successo-dice Antonella Zambelli presidente Fipe Varese presente questa mattina in Comune per la presentazione del progetto- Che fosse una bella idea l’avevamo intuito dalla grande risposta ottenuta da concorso da noi indetto insieme a Comieco, chiedendo ai ristoratori romani di inventare un nome simpatico da affibbiare ai contenitori. Tra molti abbiamo scelto Rimpiattino, nome semplice ma evocativo di un passato recente dove si riutilizzava tutto, cibo compreso. E’ ora di tornare a mettere in pratica certe pratiche>>.

Rimpiattino in effetti è un nome familiare, un contenitore davvero “simpatico” ma soprattutto utile e che eviterà anche un certo imbarazzo nel portarsi a casa le pietanze avanzate.

Il rimpiattino, sarà sempre più usato

Un cambio di mentalità recepita dai ristoratori in maniera importante considerato l’adesione del 60% degli associati Fipe e con una distribuzione da parte di Comieco di circa 15.000 Rimpiattini, numero destinato a salire visto la costante richiesta.

Un segnale di crescita culturale anche da parte del consumatore. <<Altra cosa interessante è che pure le guide gastronomiche indicheranno i ristoranti nei quali sarà possibile ricevere il Rimpiattino>>, evidenzia soddisfatto Carlo Montalbetti presidente Comieco Varese. Lo stesso che sottolinea come uno studi americano abbia previsto che entro i prossimi 30 anni le abitazioni non prevederanno più una cucina ma solo piccoli angoli utili per bollitori e poco altro, con la tendenza sempre più marcata a usurfuire di ristoranti e affini per mangiare.

Francamente facciamo fatica a pensare che gli italiani facciano a meno della propria arte culinaria e delle strutture casalinghe preposte a tale compito, ma la società cambia così pure le generazioni con un melting pop culturale che in effetti potrebbe incidere anche su metodi e prassi tradizionali.

Di buone prassi e di economia circolare ne hanno parlato anche rappresentanti istituzionali presenti oggi, come il sindaco Davide Galimberti <<Essere tra le prime città d’Italia a livello di riciclo e recupero significa che la strada intrapresa è quella giusta>>.

Stesso tono ovviamente anche per l’assessore comunale all’Ambiente Dino De Simo che ricorda in breve quanto siano stati efficaci in questi due anni le comunicazioni inerenti la lotta contro lo spreco e prassi per riciclo.

Metodi naturali e recupero: in tal senso  l’ex dirigente della Provincia, ora in Fipe, Maria Teresa Broggini guarda  oltre il Rimpiattino <<Pensiamo ad esempio ai fondi del caffè da recuperare riutilizzandoli ad esempio per la concimazione di funghi o fragole. Oppure per latri sui pratici, come quello messo in atto dalla cartiera Burgo che con i fondi di caffè ha realizzato carta di colore del caffè ovviamente>>.

E chissà magari un giorno si potrà realizzare anche carta al profumo di caffè.

direttore@varese7press.it

 

 

 

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Posted by on 31 Gennaio 2019. Filed under Economia,Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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