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La societa’ civile varesina contro Decreto Sicurezza voluto da Salvini: catena umana davanti al Comune

VARESE, 2 febbraio 2019- di GIANNI BERALDO-

Una lunga catena umana formata da intere famiglie, giovani, rappresentanti di diverse realta’ cittadine di volontariato, rappresentanti dei Cobas e tanti cittadini che hanno voluto esprimere le loro idee e sentimenti come conviene in una societá civile.

Tra i vari striscioni di rappresentanza sventola pure qualche bandiera di partito come quelle del Pd, oppure qualcuna di Varese 2.0 e Potere al Popolo,  per il resto spazio solo alla buona volontá di tutti i partecipanti nel manifestare il loro disappunto.

Catena umana composta da decine di persone, che oggi pomeriggio simbolicamente (ma pure fisicamente) abbracciava l’intero perimetro -interno ed esterno- di Palazzo Estense, sede del Comune di Varese in concomitanza con altre citta’ d’Italia, per manifestare contro la politica del Governo il quale, soprattutto con il ministro dell’Interno Matteo salvini, ha adottato il pugno di ferro nei confronti dei fenomeni immigratori, con i loro tristi protagonisti divenuti bersaglio facile per richiamare ordine e sicurezza, due parole ben note nella storia moderna del nostro Paese.

Il ritrovo era fissato davanti alla sede del Comune per le ore 14, in realtá la catena umana si é mossa verso le 14.30  attendendo l’arrivo di altri partecipanti.

Poi tutti loro, donne, bambini, ragazzi e uomini di ogni eta’, si sono stretti per mano formando appunto un lungo biscione multicolore che in perfetto ordine ”strisciava” tra l’esterno di Palazzo Estense e la parte piú interna costeggiando la biblioteca civica, i giardini vicino al cortile d”onore, per proseguire ancora verso l’esterno dopo avere percorso l’intero porticato. Percorso ripetuto piú volte sotto, gli sguardi attenti delle forze dell’ordine, senza slogan o proclami di nessun tipo ma solo la voglia di urlare (in silenzio) che la societá civile e’ presente sui temi di importanza vitale.

Come sottolinea Rosalía Borghi «Mi trovo qui oggi insieme a tanta altra gente in rappresentanza della societá civile per far sentire la nostra voce rispetto a quanto sta accadendo relativamente a questo famoso decreto sicurezza, che di sicurezza ha poco ma invece ha tanta disumanitá».

Nonostante il clima rigido non poche le persone che hanno risposto all’appello dei promotori, tra loro il consigliere comunale Enzo Laforgia «E’ una giornata triste, perché se siamo costretti a manifestare per il rispetto dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo che anche l’Italia ha sottoscritto, allora vuol dire che é un periodo molto triste».

Tristezza e rabbia che accomuna tutti i partecipanti.

Come Olivia Ghelfi, presidente Eos Varese «Questo di abbracciare il Comune é un gesto simbolico ma importante per dire basta alle politiche contro il razzismo. Ci vuole solidarietá nei confronti di tanta gente che scappa dalle guerre, dalla miseria e povertá».

Rosalía Borghi

Insomma le ingiustizie e le politiche discriminatorie come possiamo vedere da questa importante manifestazione di solidarietá, non attecchiscono dappertutto e il seme dell’odio stenta a trovare radici profonde in seno alla societá civile.

Quella per la quale ogni essere umano deve essere trattato e aiutato come tale nel momento del bisogno indipendentemente dal contesto storico e politico.

Un plauso quindi a tutti i varesini e varesotti che oggi si sono presentati davanti al Comune dimostrando che  la catena della solidarietá difficilmente si potrá spezzare.

direttore@varese7press.it

 

 

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Posted by on 2 Febbraio 2019. Filed under Sociale,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

One Response to La societa’ civile varesina contro Decreto Sicurezza voluto da Salvini: catena umana davanti al Comune

  1. fernando cova Rispondi

    2 Febbraio 2019 at 17:55

    ma sanno per cosa manifestano?

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