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Varese e Oncofertilita’: mozione votata all’unanimitá in Regione. Brianza prima firmataria: ”Un provvedimento che preserva la vita”

VARESE, 5 febbraio 2019-“Sono molto orgogliosa di aver presentato questa mozione che punta l’attenzione su un tema tanto importante quanto delicato per le donne e gli uomini che devono affrontare una terapia oncologica. La prospettiva di una maternità e di una paternità, una volta terminate le cure, può aiutare ad affrontare i cicli di terapia e la malattia stessa con uno spirito positivo donando ai pazienti la prospettiva di una ritrovata normalità”.

Lo ha dichiarato la Vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia Francesca Brianza,prima firmataria della mozione che impegna la Giunta regionale ad attivarsi sul tema della oncofertilità votata dall’aula all’unanimità.

“Questo lavoro – commenta Brianza – è l’ultimo anello di una lunga catena di misure messe in campo da Regione per il sostegno ai pazienti oncologici. Oggi – precisa – si registra purtroppo una crescita dei casi di tumori in pazienti di età inferiore ai 40 anni e meno del 10% delle donne accede a una delle tecniche di preservazione della fertilità. Grazie agli  straordinari progressi raggiunti dalla medicina che fortunatamente hanno spostato molto in avanti le prospettiva di vita – prosegue – non è più sufficiente fermarsi alla terapia ma è indispensabile affrontare tutti gli aspetti connessi alla patologia e al benessere del paziente, dal momento della diagnosi fino al post guarigione”.

“Questo provvedimento che racchiude le raccomandazioni delle Società Scientifiche di Riferimento – continua – si inserisce in un’ottica di sostegno ai pazienti e sensibilizzazione sul tema e punta a definire i parametri per la realizzazione di un Centro di Oncofertilità nella nostra regione. Ancora una volta – conclude Brianza – Regione Lombardia funge da motore propulsore, anche a livello nazionale, delle buone politiche per i cittadini”.

A fare il punto sulla situazione nella Provincia di Varese il Prof. Fabio Ghezzi, Direttore Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia Università degli Studi

Francesca Brianza

dell’Insubria, Varese

“Presso la S.C. di Ginecologia e Ostetricia della ASST dei Sette Laghi – ha dichiarato Ghezzi – è attivo da oltre 2 anni un servizio dedicato per la prevenzione dell’infertilità secondaria ai trattamenti antitumorali. I giovani pazienti sono inviati al servizio sin dal momento della diagnosi oncologica, attraverso una rete multidisciplinare che è stata creata tra ginecologi, andrologi e biologi del Centro di Infertilità (che fa capo alla Ginecologia) e i professionisti che operano nelle strutture di Oncologia, Oncoematologia e Breast Unit aziendali. La presa in carico del paziente è prevista entro 48/72 ore dalla richiesta, poiché il periodo finestra tra il momento in cui il paziente riceve la diagnosi di tumore e l’inizio della terapia è lo spazio utile per la crioconservazione dei gameti. La tempestività di accesso al servizio è fondamentale affinché le procedure di preservazione della fertilità  non ritardino l’inizio delle terapie. I requisiti organizzativi e tecnologici, nonché le misure di sicurezza e qualità richieste per queste procedure – conclude –  sono garantiti dalla vasta esperienza del centro nell’impiego di tecniche diagnostiche, terapeutiche, laboratoristiche e chirurgiche per la cura dell’infertilità”.

“Il 4 Febbraio si è celebrata la giornata mondiale contro il cancro. Lo slogan di quest’anno è ‘io sono e io farò’ e ricorda che tutti devono prendere un impegno personale per ridurre i numeri del cancro, per migliorare la sopravvivenza e per rendere l’impatto delle cure sempre meno pesante per ciascun paziente”. Ha dichiarato il Dott. Fedro Alessandro Peccatori, Direttore Unità Fertilità e Procreazione in Oncologia IRCCS Istituto Europeo di Oncologia, Milano

“Purtroppo – prosegue – molti giovani pazienti curati in Regione Lombardia, dove l’oncologia è una delle punte di diamante del Sistema Sanitario Regionale (SSR), non hanno potuto accedere alle tecniche di preservazione della fertilità prima di cominciare i trattamenti oncologici. La Mozione che viene discussa oggiaffronta questi problemi con pragmatismo, equità e universalismo, mettendo gli interessi di ciascun paziente al centro del percorso di cura. Per questi motivi – conclude Peccatori –  invito tutti ad appoggiare la Mozione presentata dalla vicepresidente Brianza: l’infertilità legata ai trattamenti oncologici può essere sconfitta con l’impegno di ciascuno di noi”.

“Ringrazio la Vicepresidente Francesca Brianza per il prezioso contributo alla ‘lotta al cancro’; un intervento sempre puntuale, concreto, lungimirante, estremamente sensibile e che ha saputo coinvolgere i cittadini nelle scelte che li riguardano direttamente”. Ha dichiarato Adele Patrini, Presidente C.A.O.S (Centro Ascolto Operate al Seno).

“Questa mozione – conclude Patrini –  ha una valenza scientifica ed etica importantissima perché permette ai pazienti oncologici di fare progetti di vita che rappresentano un passaggio importante per la loro riabilitazione psico-sociale”.

“La possibilità di diventare madre, per una donna che si trova ad affrontare un tumore al seno, fa parte dei diritti fondamentali che il nostro Movimento si impegna a tutelare insieme a quelli di prevenzione e cure in linea con gli standard internazionali”. Ha dichiarato Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia.

“È dovere delle Istituzioni – prosegue – garantire alle pazienti l’accesso alla preservazione della fertilità, un servizio previsto anche dalle Linee di indirizzo ministeriali sui centri di senologia. Per questo Europa Donna plaude all’iniziativa della Presidente Francesca Brianza, promotrice e prima firmataria di questa mozione, che – conclude – ci auguriamo possa celermente dar esito a una delibera regionale”.

 

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Posted by on 5 Febbraio 2019. Filed under Sanità,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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