Ci scrivono: ” Expo Felina e Reptilia: a Carnago si utilizzano animali come oggetti da esposizione”

VARESE, 8 febbraio 2019- Gentili signore e signori,

ho appreso dai mezzi di informazione www.expofelina.it/expo_Carnago.html che il 9 e 10 Febbraio a Carnago si svolgerà “I gatti più belli del mondo.

Esposizione internazionale felina” «un appuntamento di valore internazionale che vedrà presenti i rappresentanti di tante razze feline dalle più note alle più rare. I maestosi Maine Coon, i loro cugini europei Norvegesi e Siberiani (…), gli Ocicat (…) il Singapura ed il Ceylon (…) i sontuosi Persiani (…), gli eleganti Siamesi ed i misteriosi Sacri di Birmania (…), gli “alieni” Devon Rex (…) e tante altre razze feline, ognuna con le sue caratteristiche e tutte ugualmente affascinanti. Centinaia di magnifici gatti verranno poi giudicati nel BEST IN SHOW da Giudici internazionali. Un’esposizione felina è una vera e propria sfilata di bellezza destinata a tutti i gatti di razza. (…)»

Ci sono gatti che aspettano di essere adottati e curati nei gattili e nelle colonie feline, ma a Carnago ci si adopera per creare il culto della razza che considero estraneo a una cultura di rispetto degli animali, anche se esso non fosse causa diretta di concreti maltrattamenti. Spesso si promuovono queste fiere come occasioni per conoscere e tutelare il mondo degli animali nelle loro “razze” ma ciò è contraddittorio poiché in natura non esistono le razze che invece sono il frutto di una selezione operata dall’essere umano nel tempo per soddisfare interessi ornamentali o economici. Le razze, a differenza delle specie, non hanno nulla di naturale ma sono mantenute dagli allevatori attraverso l’incrocio selettivo di esemplari con caratteristiche particolari. Questo evento è una kermesse basata su allevamento e commercio: un messaggio che considero negativo nel rapporto tra esseri umani e non umani. Inoltre penso che in questo spazio gli animali non si sentano a proprio agio perché migliaia di visitatori creano un ambiente caotico non gradito, se non addirittura ostile, agli animali.

Come se non bastasse il baraccone felino, «con lo stesso biglietto, potrai visitare una affascinante mostra culturale REPTILIA EXPO ® RETTILI VIVI DA TUTTO IL MONDOREPTILIA EXPO non solo promuove la conoscenza dei rettili ma ne approfondisce la conoscenza e lo studio di tutte le loro caratteristiche morfologiche, genetiche, comportamentali. Nelle Esposizioni potrete trovare chi vi può aiutare a capire questi “insoliti” ed affascinanti animali.»

Nutro molti dubbi sullo scopo didattico e culturale della mostra perché penso che un animale debba essere studiato, oltre che protetto, nel suo habitat: come si può pretendere di mostrare le peculiarità di una specie animale se la si esamina prigioniera? Un animale libero di muoversi a piacimento ha comportamenti diversi se lo si tiene racchiuso in spazi angusti e, così facendo, non lo si conoscerà mai davvero a fondo. Anche per gli esseri umani accade ciò: se fossero rinchiusi in una struttura detentiva, per quanto fossero ben nutriti e ben curati, sarebbero persone molto diverse rispetto a come lo sarebbero in libertà. Ridurre in schiavitù un animale per studiarlo e proteggerlo è frutto di un pensiero antropocentrico oltre a essere un errore metodologico.

Non comprendo che cosa spinga gli esseri umani a imprigionare gli esseri non umani: se provassimo a guardare il mondo da una gabbia, contando i centimetri cubici a disposizione per muoverci, credo che ci passerebbe quella smania compulsiva di prigionia che manifestiamo sistematicamente nei confronti degli animali.

Queste iniziative non aiutano a creare la cultura della tutela dei diritti animali: al contrario, fanno un passo indietro rispetto a tutto ciò che molte amministrazioni locali hanno fatto finora e sono intenzionate a fare in futuro. Pur riconoscendo la legalità di questi appuntamenti, hanno fatto una scelta etica, deliberando regolamenti comunali col divieto di usare gli animali per esposizioni, fiere, spettacoli, giochi, lotterie.

Esistono rifugi e santuari che accolgono animali da allevamenti, macelli, laboratori di sperimentazione animale: qui gli animali vivono e muoiono felici, attorniati dall’amore sincero e incondizionato di chi li cura. I santuari e i rifugi per animali nel mondo sono tanti ma mai abbastanza per salvare tutte le vite che meriterebbero di essere salvate. Molti di essi funzionano bene, fanno progetti didattici, sono aperti alle visite del pubblico e insegnano una convivenza interspecifica sia tra animali che tra esseri umani e animali nel segno della pace e della nonviolenza. Questi sono i luoghi in cui gli animali si conoscono per come sono veramente e nulla hanno a che fare con fiere come quelle di Carnago.

Paola Re