Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

La recensione: “Hotel della notte” di Alessandro Moscè

VARESE, 8 febbraio  2019 – di SARA MAGNOLI –

Alessandro Moscè

Ben lontano dall’idea di un albergo come luogo di sosta, “Hotel della notte” del poeta anconetano Alessandro Moscè (vive a Fabriano), nella sua raccolta di poesie tradotta in argentino da Antonio Nazzaro e pubblicata per i tipi di Buenos Aires Poetry, ci accompagna in un vero e proprio viaggio in cui l’hotel sembra piuttosto avvicinarsi a un contenitore in continuo movimento, in evoluzione, perché scatola vivente di raccolta dei ricordi, della memoria, del presente.

Il libro si apre con alcuni temi portanti di queste “liriche narrative”: “Arrivo dal mare piatto di Ancona / e da una terra che non ho mai conosciuto, / da una storia scritta nel mio cognome”. Le proprie origini e il proprio habitat, il senso dell’arrivo e dunque, del viaggio: un viaggio che non è solo geografico, ma della vita.

Persone e cose che dal passato accompagnano il poeta e chi lo ascolta nel presente, fondendo nella poesia che conclude la raccolta, La sedia di vimini, un oggetto e l’affetto per la nonna, la malinconia suscitata da chi non c’è più.

È particolare vedere come ci siano simboli che si ripetono, immagini come interpretazione di qualcosa che va oltre: un esempio è proprio la sedia di vimini che accoglie e raccoglie la nonna che rimpiange, abbandonandosi al sonno, il marito che le pare ancora di vedere tenderle una mano, quasi ad accompagnarla ad altri sogni, a uscite insieme, mentre si annoda la cravatta. Così nel succedersi dei toccanti versi della sezione Suite per Pierino che “se ne è andato in un amen”, la poesia diventa a sua volta rifugio per questo amico che non c’è più, con ancora un oggetto, la “sedia di legno impagliata” che di Pierino “reggeva il tempo” finché è stato nella casa di riposo. L’incavo del cuscino che aspetta la nonna ricorda quell’orma rimasta nel letto di Pierino. Due figure che forse non si sono mai incontrate, ma il cui ricordo è accomunato da fotogrammi simili, lungo l’esistenza che si spegne lasciando dietro di sé cose che paiono animarsi, perché parlano di soggetti che continuano a muoversi idealmente nel quotidiano.

Nelle parole di Moscè si sente l’odore delle vie che attraversa, il rumore delle onde, gli schiamazzi e i suoni della stazione mentre si attende un treno in ritardo. Sembra di vedere ciò che era appeso alle pareti, l’acqua versata in un bicchiere.

E, soprattutto la notte, che compone metà del titolo della raccolta, la si vive nell’hotel solo apparentemente sospeso, ma che invece diventa una sorta di tempio non impolverato, cuore pulsante di ciò che ha plasmato un uomo e le sue emozioni.

Dal ricordo dell’amico o dei nonni a quello dei giovani che chiacchierano nel quartiere, dalla menzione della cabina telefonica a quella degli stranieri che si incontrano seduti nelle panchine della stazione, tutto in questa raccolta di Moscè pulsa di umanità e di voglia di non dimenticare.

E la notte è lì pronta a lasciare il posto al giorno. La sua luce è pronta  a nascondersi e “ha paura / si sente la figlia illegittima / di uno sconosciuto incanto, / il compenso innaturale / per l’altra luce / che non ringrazia mai”.

Il mare, il gelo, la notte, l’alba, il domani, l’orizzonte, la città, la voglia di portare tutto via con sé per tornare a farlo vivere: l’invito è a lasciare la porta di questo hotel socchiusa, perché si possa ascoltare una storia da raccontare, per “tentare chi l’ascolta / con la voglia dei bambini”. Perché “Le parole non nuocciono mai…”.

s.magnoli@varese7press.it

 

 

image_pdfimage_print
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Posted by on 8 Febbraio 2019. Filed under Spettacoli&Cultura. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.