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Il sindaco Beppe Sala accolto a Varese come una star: ” I cittadini vogliono essere sempre piú parte attiva al cambiamento ma il Pd non l’ha capito”

VARESE, 8 febbraio 2019-di GIANNI  BERALDO-

Giuseppe Sala durante l’incontro a Varese

Come si dice in questi casi, un bagno di folla ha accolto questa sera  il sindaco di Milano Giuseppe Sala, invitato a Varese a presentare il suo ultimo libro ”Milano e il secolo delle citta”’.

Salone Estense, sede dell’incontro, giá mezzora prima dell’inizio previsto per le 18.30, era stracolma con diversi ritardatari costretti a seguire cercando un pertugio tra le porte.

Non vi é dubbio che Beppe Sala in questo momento é uno tra i personaggi politici piú importanti e richiesti, dal quale ci si attende sempre delle pacate- ma nello stesso momento dirett,-riflessioni su temi portanti e importanti a livello regionale, nazionale e internazionale.

D’altronde tra personaggi che indossano quotidianamente felpe di comoda rappresentanza, tra migliaia di esternazioni riflesse sui social, tra atteggiamenti poco consoni (forse) a politici che dovrebbero rappresentare il Paese a livello istituzionale, ebbene un politico raffinato che si presenta al pubblico con quell’aplomb da british style ma con quella grinta spesso tipicamente lombarda, ecco un politico, un sindaco di una grande metropoli dai connotati sempre piú internazionali qual’e’ Milano, come Sala forse riporta la discussione e il dibattito politico nell’ambito dell’assennatezza pur non disdegnando confronti su tematiche che lo chiamano in causa sia come sindaco che come rappresentante del Partito Democratico ma senza tessera.

Presentato dall’amico e collega sindaco Davide Galimberti (« ci sentiamo spesso confrontandoci sui nostri ruoli pur con realtá diverse») e pungolato dalle domande del giornalista Matteo Inzaghi e da Maurizio Lucchi direttore della Prealpina, Beppe Sala non cerca alibi raccontando delle sorti future del Pd se non si sveglia cercando alleanze, al ruolo dell Province e delle Regioni. Naturalmente non potevano mancare passaggi inerente il governo (e relativi misfatti) a conduzione duale Lega e M5Stelle, cosí come disquisire su temi economici (lui importante manager) e quelli di portata internazionale. Tutto questo con grande capacitá oratoria ma soprattutto bravo nel mettere a fuoco i dubbi che tanta gente rivolge ai vari rappresentanti politici (molti in sala anche questa sera) senza ottenere risposte.

Folla record al salone Estense

«A me pare che i cittadini non stiano delegando solo alla politica il far decidere il futuro del nostro Paese, delle nostre cittá, dei nostri territori, ma vogliono essere parte attiva, magari facilitato dai nuovi media, da quello che é successo dalla mitica rete. E’ chiaro che qualcosa sta cambiando e vi é stata qualche forza politica che é stata piú rapida nell’intercettare la volontá dei cittadini di volere la loro parte della ricchezza di questo Paese. Questa é una veritá su cui la mia parte politica deve riflettere. sono molto critico sulla manovra del Governo ma devo ammettere che l’hanno fatta in maniera rapida, esattamente quello che voleva la gente». Ecco la prima stilettata di Sala al Pd.

CAMBIARE LA CONCEZIONE DI CITTA’ « Ma secondo voi come facciamo a  immaginare un Paese  basato su 8000 comuni, 80 Provincie, 14 cittá metropolitane e 20 Regioni? La mia risposta é no perché la coperta é corta».

MANOVRA ECONOMICA «Qui stiamo parlando di una manovra che dovrebbe recuperare circa 50 miliardi di euro. La situazione é grave e non possiamo cavarcela con delle battute, oltre a essere inutile distogliere l’attenzione dei cittadini buttandola su conflitti con la Francia ecc… sono tutte scene che oggi ci sono ma domani non valgono piú. Insomma tutta una grande scena ma rimane il fatto che comunque bisogna rispondere a una domanda che riguarda una larghissima fascia di cittadini: la redistribuzione del reddito per il quale nemmeno il mio partito ha mai trovato una soluzione. Redistribuzione del reddito non solo a livello nazionale ma nel mondo, questa la vera sfida per il futuro»

SUL PD« dobbiamo essere piú coraggiosi, capaci di fare opposizione vera, essere anche piú coraggiosi»

Il sindaco di Milano non si esime dal parlare anche delle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolto per appalti Expo, assolto definitivamente lo scorso mese di ottobre («ho cambiato 5 avvocati con la speranza che poi l’assicurazione mi rimborsi», scherza) che finora in tutte le sue fasi ne é sempre uscito a testa alta.

Cosí come Sala esterna brillantemente le sue tesi ma soprattutto scetticismo sulla questione autonomia regionale, quella tanto cara al Presidente Attilio Fontana«Mi chiedo quale sia il brand conosciuto nel mondo per quanto attiene la Lombardia:  le province? La Regione Lombardia? L’unico brand conosciuto nel mondo é la cittá di Milano, quindi non vedo il senso di questa autonomia che punta sulla valorizzazione turistica di territori senza appeal internazionale. Con rispetto parlando la Lombardia nel mondo non si sa cosa sia!».

LO SVILUPPO DEI TERRITORI« nasce, sia esse cittá o province, da sviluppi urbanistici, sviluppi del sistema di viabilitá e l’ambiente e verde, tutti questi sviluppi devono trovare il giusto equilibrio. Chiaro che il mondo si sviluppa pure su un nuovo umanesimo e lo sviluppo delle opzioni urbanistiche ma non bisogna tralasciare il verde e servizi essenziali senza deturpare l’ambiente. Tutto questo non potrá in futuro essere visto a livello di cittá ma bisogna ragionare in termini di sviluppo di e sul territorio allargato».

LA BACCHETTATA AL REDDITO DI CITTADINANZA« alcune opzioni potrebbero essere anche valide ma in un altro scenario di grande espansione, ma in un momento di recessione come fai  a dire che se nel prossimo biennio usciranno un milione di pensionati le aziende assumeranno altrettanti giovani. Le grandi e piccole aziende oggi hanno paura. Chi dice cose come queste non ha mai lavorato un giorno in azienda e il reddito di cittadinanza é ancora peggio»

SULLA CRISI DEL PD «Oggi il Pd é attorno al 17 o 18% , a chi dice dopo questi dati che c’e’stato un crollo dico che forse é meglio tenerci queste percentuali perché in un attimo si puó precipitare anche piú in basso. Anche sognando a colori, se arrivi al 25% cosa fai dopo pur con un sistema proporzionale in atto? Trovare un accordo successivo con spregiudicatezza come 5 Stelle e Lega per il Pd sarebbe impossibile, peró se noi continueremo a enfatizzare la nostra identitá, la nostra indisponibilita’a qualsiasi forma di collaborazione, il nostro destino é all’opposizione, magari affascinante per qualcuno, ma io no. Posso accettare la sconfitta come passaggio per arrivare alla vittoria. Di stare perennemente in panchina non ci sto».

Molti gli applausi durante alcuni passaggi, segno che Sala ha colto nel segno davanti a una platea eterogenea e non certamente composta da soli rappresentati politici.

Anche questo un segnale da recepire come ulteriore input utile al cambiamento.

Messaggio chiaro e forte soprattutto per il Pd e il centrosinistra con il futuro sempre piú incerto mentre la societa’ e con essa la politica cambia velocemente, per alcuni forse troppo velocemente.

direttore@varese7press.it

 

 

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Posted by on 8 Febbraio 2019. Filed under POLITICA,Varese,VARESE,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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