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Intervista al regista Andrea Chiodi al teatro Delle Arti con “La bisbetica domata”

GALLARATE, 12 febbraio 2019 – di SARA MAGNOLI –

Foto ©Masiar Pasquali

Con “La bisbetica domata” di William Shakespeare per la regia di  Andrea Chiodi prodotta da LuganoInScena e da LAC Lugano Arte Cultura prosegue martedì 12 e mercoledì 13 febbraio alle 21 la stagione teatrale del teatro delle Arti di Gallarate.

In scena, per una delle prime opere shakespeariane che strappa risate sì, ma amare, un cast di otto attori: Tindaro Granata (nomination Premio Ubu 2018 proprio per “La bisbetica domata”), Christian La Rosa (miglior attore 2017 secondo l’Associazione Nazionale Critici di Teatro e tra i finalisti al Premio Ubu 2017), Angelo Di Genio (premio Ubu insieme a tutto il cast di History Boys, 2011), Igor Horvat, Massimiliano Zampetti e tre giovani interpreti, Ugo Fiore, Walter Rizzuto diplomati alla Scuola del Piccolo di Milano e Rocco Schira già allievo della scuola Dimitri di Verscio. Il testo si avvale dell’adattamento e della traduzione di Angela Demattè, delle scene minimali di Matteo Patrucco, dei costumi di Ilaria Ariemme, del disegno luci di Marco Grisa e delle musiche originali di Zeno Gabaglio.

Foto ©Masiar Pasquali

Uno spettacolo che sta riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica in tutta Italia.

Con una regia particolarissima, di una lettura forte e fedele al testo pur con scelte coraggiose, di cui parla lo stesso Chiodi.

Andrea Chiodi, innanzitutto com’è la “sua” bisbetica domata?

La “mia” bisbetica è un’avventura. In apparenza rispetta i canoni elisabettiani, con un cast interamente maschile, una traduzione fedele: quello che ci si aspetta è proprio l’idea del teatro elisabettiano puro. Ma a me è più interessato portare in scena l’aspetto maschile che c’è sotto il personaggio di Caterina. In lei si cela infatti un cuore maschile: deve diventare uoarla con voce di uomo. Dentro a questo c’è naturalmente poi il gioco, la commedia che ho voluto rendere più popolare, ma con il sottotesto profondo che c’è in Shakespeare.mo per avere un ruolo nella società. E questa è una cosa terribile che Shakespeare descrive in maniera splendida. Il momento finale vede in scena la bisbetica in abiti femminili, ma che parla con voce di uomo. Dentro a questo c’è naturalmente poi il gioco, la commedia che ho voluto rendere più popolare, ma con il sottotesto profondo che c’è in Shakespeare.

Sicuramente questo è un tema attualissimo: è questo aspetto che l’ha portata a scegliere di mettere in scena “la bisbetica domata” o altro?

In prima battuta la scelta è stata solo perché avevo voglia di affrontare un’opera di Shakespeare, tanto più avendo l’occasione di lavorare con un cast così eccezionale. I primi giorni di prove, però, nell’estate del 2017, sono stati veramente pieni di fatti di cronaca che parlavano di femminicidio e di violenza sulle donne e con la compagnia ci siamo detti che avevamo una grande responsabilità: quella di fare i conti con quanto stava accadendo. In effetti lo spettacolo sciocca, spaventa, a volte perfino divide il pubblico per alcune scene piuttosto forti. Per esempio nella relazione tra Petruccio e Caterina, o quella in cui lei è costretta a mangiare nella ciotola dei cani. E alla fine abbiamo appunto questa Caterina vestita perfettamente secondo la moda dell’epoca: qui si capisce come Shakespeare le abbia affidato una reazione. Lei sembra sottomessa, ma in realtà è la vera regina, che acquisisce un ruolo nella società, è lei il comando. E in questo si rispecchia un’epoca storica con al potere Elisabetta I. Ma Caterina diventa un po’ anche la figura di grandi personaggi femminili che hanno dovuto quasi diventare maschili per poter mantenere il loro ruolo.

 Traspare dalle sue parole un grande amore per l’opera di Shakespeare e per questo messaggio di attualità che solo i grandi sanno anticipare ogni volta…

Shakespeare ci spalanca ogni volta un mondo e quando lo affronti non puoi andare contro il testo. Io ho provato a far innamorare Petruccio e Caterina, ma il testo è più forte, non puoi forzarlo.

 s.magnoli@varese7press.it

 

 

 

 

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Posted by on 12 Febbraio 2019. Filed under PROVINCIA,Spettacoli&Cultura,Varie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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