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Opere di Giancarlo Cerri in mostra la Centro Culturale di Milano

MILANO, 14 marzo 2019-Quadri dipinti senza vedere i colori, ma solo ricordandone la forza e l’intensità…” Con queste parole il pittore milanese classe 1938 Giancarlo Cerri, da oltre dieci anni ipovedente, presenta dal 19 marzo al 6 aprile 2019 al Centro Culturale di Milano, in Largo Corsia dei Servi 4, la sua nuova mostra dal titolo più che mai evocativo: “I quadri dell’orbo”.

Curata da Stefano de Angelis, la mostra è stata realizzata in collaborazione con CBM Italia Onlus, l’organizzazione umanitaria impegnata nella cura e prevenzione della cecità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.

Da tempo, infatti, CBM Italia Onlus racconta attraverso la bellezza dell’arte ciò che solitamente non è considerato bellezza: il buio della cecità e della disabilità. Dapprima con il “Blind Date”, il concerto al buio di Cesare Picco; dallo scorso anno con la collana editoriale edita con #logosedizioni, e ora con la nuova mostra di Giancarlo Cerri.

Le opere esposte saranno messe in vendita tutte allo stesso prezzo (1.000 euro), e il ricavato andrà a sostegno del programma di cura e prevenzione della retinopatia del prematuro in America Latina, dove CBM è presente in diversi Paesi come Bolivia, Paraguay e, dal 2019, in Guatemala, formando personale medico locale e fornendo strumenti per l’identificazione precoce e il trattamento della malattia. La cura della retinopatia è infatti una lotta contro il tempo: è necessario trattare tempestivamente con laserterapia i neonati malati per evitare che diventino ciechi per sempre.

La retinopatia del prematuro è la prima causa di cecità infantile evitabile in America Latina. Su 10 bambini ciechi, 4 lo sono proprio a causa di questa terribile malattia causata dalla prolungata esposizione all’ossigeno dell’incubatrice nei neonati pretermine. L’incontro con Giancarlo Cerri, padre di Giovanni, anch’egli pittore e con il quale abbiamo già collaborato, rappresenta ancora una volta per CBM la possibilità di avvicinare il pubblico alla nostra mission attraverso uno strumento in cui crediamo particolarmente, l’arte, e tracciare così un ponte di solidarietà tra il Nord e il Sud del mondo” ha dichiarato Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus.

LA MOSTRA

Nata da un’idea di Stefano de Angelis e Massimo Maggio, direttore di CBM Italia Onlus,

la mostra presenta 21 opere, tutte delle stesse dimensioni (100×80), realizzate nel 2017, quando l’artista è tornato a dipingere nonostante la grave maculopatia che lo affligge dal 2004 e che poco alla volta ha spento i suoi occhi, rendendolo quasi completamente cieco.

Una malattia tremenda, vero e proprio calvario per chiunque, ancor più per un pittore che da sempre si affida allo sguardo e ai colori per interpretare e raccontare la vita.

Dodici anni fa, esattamente nel 2006, Giancarlo Cerri aveva dovuto smettere di dipingere, non riuscendo più a distinguere i colori…Oggi, invece, si è rimesso davanti a una tela, escogitando una modalità che ha trasformato la sua pittura, a cominciare dal passaggio dai colori ad olio agli acrilici, di più rapida essicazione e maggiormente malleabili.

È stata una rivoluzione “copernicana” imposta dalla vita e fortemente voluta dall’artista: “La verità è che non mi sono mai arreso alla malattia, trovando alla fine una mia particolare tecnica che mi consente di tornare a dipingere, sia pure saltuariamente e limitatamente. Uso gli unici colori che in qualche modo ancora distinguo e che ricordo maggiormente, come il rosso, il giallo e il nero, oltre il bianco della tela”.

I nuovi lavori di Giancarlo Cerri, realizzati per lo più d’estate quando la luce del giorno è molto forte e aiuta a vedere meglio le tonalità, sono stati “costruiti” con una tecnica molto particolare, posizionando sulla tela alcune carte di varie misure, a creare spazi geometrici all’interno dei quali dipingere. Si tratta dunque di opere che, prima di essere create sulla tela, vengono dipinte per “immaginazione compositiva”, attraverso una vera e propria “architettura” del quadro stesso, con colori acrilici usati in maniera cromaticamente timbrica, così come era solito fare quando lavorava unicamente con i colori a olio.

Il risultato, sono dipinti astratti di grandissimo impatto visivo, ma che mantengono intatte le peculiarità del “fare pittura” di Giancarlo Cerri, da lui stesso definita “astrattismo concreto”: sottrazioni alla ricerca dell’essenziale, contrasti di forze contrapposte che reclamano il proprio spazio.

Decisamente non più una pittura istintuale e di movimento, ma una pittura prevalentemente di composizione, ugualmente potente e intensa.

Opere costruite prima nella mente, capaci di evidenziare come Giancarlo Cerri sia sempre in grado di leggere la società e le vibrazioni che quest’ultima trasmette, grazie a una straordinaria capacità, anche nel passaggio da vedente a disabile, di utilizzare il linguaggio espressivo che ha accompagnato la sua vita per oltre cinquant’anni: la pittura.

Il catalogo della mostra presenta un contributo critico di Stefano Crespi.

A tutti i visitatori presenti il giorno dell’inaugurazione verrà dato in omaggio una copia del catalogo.

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Posted by on 14 Marzo 2019. Filed under Arte. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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